QUANTO SONO SICURE LE NOSTRE STRADE

Una cosa che mi disturba è leggere nelle cronache di un incidente stradale, spesso se non sempre, tra le cause la possibilità di un malore del conducente. Sembra, con tutto il rispetto per le vittime, che siamo un paese di ammalorati quando invece di ammalorata c’è solo la strada che percorriamo.

INFRASTRUTTURE
Mauro Maschietto
QUANTO SONO SICURE LE NOSTRE STRADE

Una cosa che mi disturba è leggere nelle cronache di un incidente stradale, spesso se non sempre, tra le cause la possibilità di un malore del conducente. Sembra, con tutto il rispetto per le vittime, che siamo un paese di ammalorati quando invece di ammalorata c’è solo la strada che percorriamo.

Lo sapevate che l’insieme della struttura della strada si chiama corpo stradale? Ebbene si e le analogie con noi e il nostro corpo non finiscono qui.

Provate ad immaginare di svegliarvi una mattina e di non sentirvi in grande forma, ti guardi allo specchio e ti vedi di un colorito grigio accentuato dal giallo dei denti intaccati dalla nicotina, abbassi lo sguardo ed incroci il tuo ventre rigonfio dei tanti eccessi. È a questo punto che ti viene in mente, qualche tempo fa, seduto al bar libero dalla mascherina, mentre stavi celebrando il rito quotidiano dello spritz, accarezzato da un tiepido sole che preannunciava la prossima primavera, il monito lanciatoti dal tuo amico medico che tra l’altro è pure il tuo medico personale, che passando di là, dopo uno sguardo indagatore ti butta là un irreplicabile: “ti vedo male, passa a trovarmi appena puoi”. Infastidito, ricordi di aver buttato la sigaretta appena accesa.

Questo ricordo adesso ti angustia e, pur di malavoglia, decidi di andare a trovarlo in ambulatorio.

Dopo le solite due chiacchiere ti solleva la maglietta e comincia a picchiettarti qua e là sulla schiena e ti fa tossire, dopo passa a palpeggiarti il ventre e alla fine, mentre ti rivesti, ti gela dicendoti: “se vai avanti così non duri un anno, ma ho bisogno di altre analisi per esserne certo” e comincia a scrivere le indagini da fare. Esame del sangue completo per valutare colesterolo e trigliceridi, elettrocardiogramma sotto sforzo, Rx torace, spirometria, e visto che ci siamo diamo un’occhiata anche a quel ginocchio che ti fa camminare male, quindi a chiudere una bella risonanza magnetica. No aspetta, fammi vedere quei nei che con quella pelle bruciata dal sole potrebbero riservare delle sorprese. Dopo un’indagine con la lente ti consiglia di tenerli d’occhio se cambiano le dimensioni.

Uscendo pensi che non li potrai mai fare tutti questi esami perché non hai tutti i soldi necessari.

Ma lasciamo tutto questo e vediamo come sta la nostra strada.

Anch’essa non sta bene, un tizio, uno che dicono sia un esperto gli ha dato, ad occhio, un anno di vita ma avrebbe bisogno di qualche dato in più.

Di cosa stiamo parlando? Di una misura della portanza della strada fatta con il FWD (Falling Weight Deflectometer), uno strumento che funziona come il picchiettio del medico, ricordi?

Poi un prelievo di carote per capire come è composto l’asfalto, l’esame del sangue, ricordi?

E ancora una indagine radar da associare al FWD ma anche per scoprire la stratigrafia completa. I raggi X, ricordi?

Dice che sarebbe necessaria pure una misura dell’aderenza per escludere gli effetti negativi dell’usura da traffico e dell’età. La visita dermatologica, ricordi?

Poi visto che ci siamo vorrebbe fare anche una misura della rumorosità, giusto per escludere che l’esposizione degli aggregati dell’asfalto possa crearti dei problemi di rumore e proteste delle associazioni dei cittadini inferociti. La risonanza magnetica, ricordi?

Ti chiederai cosa siano tutte queste indagini, sono quelle che in gergo tecnico si chiamano controlli con strumentazione ad alto rendimento, misure eseguite con strumentazioni in grado di raccogliere molti dati in poco tempo e fornire lo stato di salute della strada. La quale strada sta come il nostro amico e come nel suo caso dicono che non ci siano i soldi per le indagini. Si vedrà se si potrà fare qualcosa che tanto è una vita che sta così.

Ma forse a voi questo non interessa e magari vi chiedete come è andata a finire al nostro amico alle prese con le analisi e i soldi mancanti.

Beh, non bene, si è schiantato con l’auto in curva. Dicono sia stato un malore.