QUEL PALAZZETTO DELLO SPORT TANTO ATTESO

Un edificio sostenibile, realizzato a Guastalla, che diventa occasione per parlare di infrastrutture e ambiente.

INFRASTRUTTURE
Susanna Bagnoli
QUEL PALAZZETTO DELLO SPORT TANTO ATTESO

Un edificio sostenibile, realizzato a Guastalla, che diventa occasione per parlare di infrastrutture e ambiente.

Il nostro è un mestiere in cui ci andiamo pesante con l’ambiente – spiega l’architetto Massimo Del Seppia, Presidente di LP, l’associazione Laboratorio Permanente – a volte riusciamo a migliorarlo, altre volte interagendo con la giusta proporzione, riusciamo a fare meno danno possibile. Credo che oggi il compito dell’architetto sia di fare un passo di lato e mettersi al servizio della comunità, negli incarichi privati e in quelli pubblici, ascoltando la sensibilità diffusa che c’è intorno ai temi dell’ambiente e della sostenibilità”. L’occasione della chiacchierata con Del Seppia è raccontare la recente presentazione al pubblico del Palazzetto dello Sport “Pala Chiarelli Donati” di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, progettato dall’architetto e realizzato da un team di esperti che hanno voluto fare di quest’opera infrastrutturale un esempio virtuoso di sostenibilità e accessibilità. Ma prima di spiegare come e perché ci siano riusciti, merita fare una riflessione più generale sull’attitudine del professionista nei confronti di un mestiere non ‘neutro’.

Architetto Massimo Del Seppia, Presidente dell’associazione Laboratorio Permanente

Conta molto anche la sensibilità individuale – racconta – in questa fase storica sappiamo che le risorse del pianeta non sono infinite e che dobbiamo gestirle nel migliore dei modi. Sappiamo anche però che i modelli di sviluppo attuali non ci aiutano a cambiare direzione in modo deciso. Come dobbiamo muoverci? Con senso di responsabilità e con una visione orientata a percorrere fino in fondo la strada della sostenibilità, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, essendo anche però consapevoli che un pannello fotovoltaico oggi è molto importante, ma fra molti anni, quando dovremo sostituirlo sarà un rifiuto da smaltire”.

Una impostazione di pensiero concreta che trova una sua sintesi proprio in quest’opera infrastrutturale attesa veramente da tempo – Del Seppia ha vinto il concorso per la progettazione nel 2008 – una priorità di mandato del Comune di Guastalla, guidato dalla sindaca Camilla Verona che ha investito circa 4 milioni di euro per dare al territorio e alla sua comunità una struttura polifunzionale, al servizio anche dei comuni limitrofi. Un palazzetto privo di barriere architettoniche e a disposizione di circa 2000 studenti e delle società sportive, capace di ospitare fin da subito eventi musicali, culturali, conferenze e assemblee.

Realizzato con un bando unico per la costruzione e per la gestione. Principio non secondario, per il quale Del Seppia parla di ‘modello Guastalla’: “Vuol dire che il palazzetto è stato progettato già avendo un pensiero pratico rivolto alla gestione, alle spese per ‘mantenerlo’, quindi avendo la necessità di impostare un discorso di sostenibilità delle bollette per le utenze, e per i costi in genere. Così il gestore, presente dentro il consorzio di realizzazione, ha potuto fin da subito suggerire interventi che andassero in questa direzione”, spiega l’architetto.

La sostenibilità declinata in molteplici modi. “L’edificio è performante sul piano energetico, si avvicina a consumi zero con mille metri quadri di fotovoltaico. I materiali di costruzione sono certificati e contengono componenti riciclate. Grande attenzione è stata data alla sicurezza idraulica, aspetto fondamentale per non gravare sul sistema fognario pubblico in presenza di fenomeni meteorici molto importanti. Il sistema di riciclo dell’aria ottimizza lo scambio di temperatura senza consumare troppa energia; l’acustica è concepita in modo che trascorrere due ore seguendo un evento sportivo senza che sia stressante per l’udito dello spettatore e l’edificio si presenta come una scatola aperta, con illuminazione naturale. Inoltre è dotato di strumentazione domotica”, un quadro completo quello raccontato da Del Seppia.

Anche sul fronte dell’accessibilità sono state fatte scelte non comuni. Il palazzetto prevede posti per disabili ai piedi della tribuna, nessuna barriera architettonica, ascensori specifici per salire ai piani superiori, seguendo le norme. E poi si è voluto fare anche qualcos’altro. Una progettazione specifica di percorsi tattili pensati per persone ipovedenti, che possono accedere dall’esterno all’interno e viceversa in totale autonomia. “Tutto l’edificio è percorribile – aggiunge Del Seppia – grazie al lavoro di una architetta specializzata, che ha collaborato con una associazione di ipovedenti. Sono molto orgoglioso dell’opera realizzata, è un edificio a misura d’uomo”.