RADDOPPIO ORTE-FALCONARA, LA GRANDE INCOMPIUTA UMBRA

La linea ferroviaria trasversale che collega Marche, Umbria e Lazio resta al palo. Ora si parla di un nuovo progetto legato al Recovery Fund che ha generato polemiche per mancanza di finanziamenti. Intanto l’Umbria rischia l’isolamento definitivo.

INFRASTRUTTURE
Roberto Di Meo
RADDOPPIO ORTE-FALCONARA, LA GRANDE INCOMPIUTA UMBRA

La linea ferroviaria trasversale che collega Marche, Umbria e Lazio resta al palo. Ora si parla di un nuovo progetto legato al Recovery Fund che ha generato polemiche per mancanza di finanziamenti. Intanto l’Umbria rischia l’isolamento definitivo.

Raddoppio Orte Falconara, la grande incompiuta che rischia di isolare definitivamente il cuore verde d’Italia. Il collegamento ferroviario tra Ancona e Roma è stato per anni al centro del dibattito governativo per l’ammodernamento delle infrastrutture di collegamento su rotaia ma nessuno dei politici che hanno governato l’Umbria dal dopoguerra ad oggi, ha levato gli scudi per potenziare questa trasversale di collegamento fra due mari. Dagli anni ’70 ad oggi di parole ne sono state dette tante, di convegni ne sono stati fatti a iosa ma alla fine il risultato è stato solo quello di qualche contentino, tanto per calmare gli animi.

Quindi si è fatto qua e là, lungo la linea, qualche raddoppio. Ma niente di più. E tra questi va anche citato quello tra Campello sul Clitunno e Spoleto, una manciata di chilometri, che, dopo anni di interruzioni, fallimenti di aziende committenti, ripresa dei lavori e ritardi dovrebbe concludersi entro il 2023. Intanto sulla vecchia ferrovia tra Spoleto e Terni i treni viaggiano come una tradotta per via del pericolo che qualche frana, come è accaduto un paio di mesi fa, possa precipitare sull’unico binario. Ora che si parla di Recovery Fund il raddoppio della Orte Falconara è tornato di attualità. E insieme le polemiche perché, oltre al potenziamento della linea storica, si è anche affacciato un nuovo tracciato che allungherebbe il percorso eludendo il nodo ferroviario di Foligno.


Tracciato che però sembra essere finito in un cassetto a causa delle proteste della popolazione e dei sindacati delle ferrovie. A maggio di quest’anno la Regione Umbria, su proposta dell’assessore ai trasporti Enrico Melasecche, ha approvato la delibera che fa proprie le conclusioni del tavolo tecnico per il progetto di raddoppio dell’itinerario Orte-Falconara, articolato in fasi funzionali. L’Itinerario, ad oggi, presenta attivati i tratti Orte-Terni, Campello-Foligno, Fabriano-Posto di Movimento (PM) 228, Castelplanio-Falconara, mentre sono in corso i lavori per il tratto Spoleto-Campello. Attualmente nel Contratto di programma tra Ministero e Ferrovie sono presenti gli interventi di potenziamento infrastrutturale Orte-Falconara (importo complessivo 369 milioni di euro, integralmente finanziati): nell’ambito di tale progetto è previsto il raddoppio Castelplanio-Montecarotto attivato a giugno 2018, il raddoppio Fabriano-PM 228 attivato a dicembre 2009 e il raddoppio Spoleto-Campello in corso di realizzazione con attivazione prevista entro il 2023.

Raddoppio Spoleto-Terni (importo complessivo pari a 572 milioni, finanziamenti per project review): la progettazione definitiva è stata trasmessa da RFI al MIT nel 2013 ma tenuto conto del tempo trascorso, occorrerà rivedere le esigenze alla base della progettazione e aggiornare il progetto alle sopravvenute normative tecniche. Raddoppio PM 228-Castelplanio (importo complessivo progetto pari a 573 milioni, non finanziato): il progetto preliminare è stato inviato al Ministero trasporti nel 2003 secondo le procedure di Legge Obiettivo. La soluzione infrastrutturale prevede il by-pass di Albacina. Raddoppio PM 228-Albacina (importo complessivo progetto pari a 80 milioni, finanziamenti per progetto definitivo): sono in via di definizione i dati di riferimento per l’avvio dello studio di fattibilità tecnico-economica. Raddoppio Foligno-Fabriano (importo complessivo Progetto pari a un miliardo e 919 milioni, non finanziato): il progetto preliminare è stato inviato al MIT nel 2003 secondo le procedure di Legge Obiettivo ricevendo l’approvazione, ma attualmente è sospeso per mancanza di finanziamenti. E sulla base di queste novità i pendolari protestano sostenendo che ci si trova di fronte ad una nuova presa per i fondelli.