RAFFAELLO, l’ARMONIA DI UN MAESTRO

Il genio indiscusso del Rinascimento maturo, primo difensore dei beni culturali, protagonista del volume d’arte di Menarini.

INIZIATIVE
Giulia Modesti
RAFFAELLO, l’ARMONIA DI UN MAESTRO

Il genio indiscusso del Rinascimento maturo, primo difensore dei beni culturali, protagonista del volume d’arte di Menarini.

Celebrare Raffaello in un volume monografico per raccontare il genio indiscusso e l’artista simbolo del Tardo Rinascimento. Nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte a Firenze un evento video-arte che si colloca nel solco di una tradizione e rinnova nel tempo lo stretto legame tra il gruppo farmaceutico Menarini e l’arte italiana.  Raffaello emblema di quella una pittura capace di rappresentare l’armonia pur vivendo in un periodo di tensioni e lacerazioni. Nel primo centro italiano per le Esperienze di Arte Immersiva, colore, luci, immagini del volume si rincorrono sulle pareti di uno dei capolavori sconosciuti del patrimonio architettonico fiorentino.

Raffaello, primo a ergersi come paladino della tutela dell’antichità, attraverso la monografia che collega vita e opere dell’artista viene rivelato mettendo in rilievo l’evoluzione dell’aspetto umano e artistico del pittore marchigiano. Curata da Cristina Acidini, già soprintendente dei musei d’arte di Firenze ed oggi presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, il volume punta l’attenzione su un aspetto biografico meno noto, che ne fa capire l’attualità, ovvero il suo impegno per la tutela dei monumenti antichi, un concetto che, nei secoli successivi, farà tanta strada e sarà all’origine della moderna tutela delle belle arti.

Lontano dallo stereotipo dell’artista introspettivo e ribelle come oggi lo intendiamo, Raffaello è pienamente inserito nella società del suo tempo: la sua amabilità e capacità di dialogare con tutti, dalle persone semplici ai potenti, è uno dei fattori che ne hanno determinato il successo: dovunque è ben accolto e dovunque si fa ben volere. Non è un solitario, non teme di avere intorno persone di valore, ma è un imprenditore in senso moderno, con spiccato senso per le pubbliche relazioni. Sintesi di questo e vero e proprio simbolo del Rinascimento maturo, è la Scuola di Atene, che in un teatro immaginario del sapere universale, rappresenta un dialogo affascinante e impossibile tra 58 filosofi e matematici vissuti in epoche diverse, è l’opera mirabile e visionaria che parla di speranza, di una umanità in grado di raggiungere vertici sublimi.

All’epoca – spiega Acidini – si stava spogliando quanto restava dell’Antica Roma: si fondevano bronzi, si smontavano templi per riutilizzare in modo spregiudicato i pezzi. Raffaello è la prima voce autorevole a ergersi contro il dissennato sfregio delle rovine romane. Si rende conto del danno che si sta facendo e, nel 1518, scrive a papa Leone X chiedendo di fermare quello scempio. Il papa lo capisce e lo nomina “Prefetto dell’antichità”, una sorta di soprintendente, il primo nella storia a ricevere questo incarico”.

Nella foto sono presenti: Eric Cornut (Presidente di Menarini), Lucia Aleotti (azionista e membro del Board di Menarini), Cristina Acidini (autrice del volume e Presidente dell’Accademia delle Arti e del Disegno), Alberto Giovanni Aleotti (azionista e membro del Board di Menarini), Giovanni Carlo Federico Villa (relatore all’evento e direttore di Palazzo Madama a Torino) e Carlo Colombini (membro del Board di Menarini)

Un ruolo, quello di Raffaello, che sottolinea la necessità di tutelare, proteggere e conservare le tracce del passato. Rispettare l’arte e favorire il più possibile la sua divulgazione è anche una delle mission di Menarini. “Con la pubblicazione annuale delle monografie d’arte, per quasi settant’anni Menarini ha avuto la capacità, ma soprattutto la costanza e l’intelligenza, di portare avanti molteplici messaggi: far conoscere i maestri italiani, salvaguardare il patrimonio artistico nazionale e farne apprezzare la singolare eccezionalità – spiega Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Bergamo e direttore di Palazzo Madama a Torino – Questi volumi raccontano a un pubblico di non addetti ai lavori la grande arte toscana, romana e veneta, del Rinascimento e non solo, facendone scoprire, anno dopo anno, protagonisti noti e meno conosciuti. Le monografie hanno così spaziato da Beato Angelico, Antonello da Messina, Michelangelo e Caravaggio ai Lorenzetti, Benozzo Gozzoli e Pollaiolo. E questo – prosegue Villa – ha permesso anche agli storici dell’arte di raccontarli, non attraverso saggi specialistici o con un linguaggio rivolto ai colleghi, ma con una narrazione attraente e comprensibile da tutti”.

Avvicinare all’arte italiana è una sfida che Menarini porta avanti anche attraverso le Menarini Pills of Art, pillole video pensate per far conoscere in tutto il mondo le curiosità legate alle opere di artisti rinascimentali: ne sono state pubblicate quasi 600, divise in 8 lingue, con 28 milioni di visualizzazioni. L’ultima, appena pubblicata, racconta gli aneddoti dell’opera di Raffaello “Guido Baldo da Montefeltro”. “Firenze, culla del Rinascimento e sede della nostra casa madre, ha accolto negli anni i più grandi artisti di sempre, tra cui Raffaello – hanno detto Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini – A poco più di 500 anni dalla sua morte, Menarini ha voluto celebrare questo grande artista e tutti i pittori rinascimentali protagonisti della storica collana d’arte del Gruppo inaugurata più di mezzo secolo fa”.

Era il 1956 quando Menarini pubblicò il suo primo volume d’arte dal titolo “Il Testimone d’Egitto”. “È stupefacente – spiega Giovanni Carlo Federico Villa, autore di diversi volumi della collana, tra cui quelli su Tiepolo, Tintoretto e Lorenzo Lotto – che questa volontà di divulgare e sensibilizzare verso il nostro patrimonio artistico abbia mantenuto continuità nel tempo, intessendo un dialogo che dura da quasi a sette decadi. Questo progetto, corredato da un apparato iconografico di altissimo livello, in tanti decenni ha anche coinvolto grandi storici dell’arte e accademici, consentendo loro di farsi conoscere da un pubblico di non esperti, da Pierluigi De Vecchi ad Antonio Natali, Vittoria Garibaldi, Chiara Frugoni”. Si tratta, inoltre, di libri ‘dalla doppia vita’: per un anno distribuiti solo da Menarini e poi, allo scadere di questo, ristampati dalla casa editrice e immessi nel circuito librario“.

Per sensibilizzare all’arte, ancora prima delle Pills of Art  e rivolta a un altro tipo di pubblico, è nata, nel 1977, anche Minuti Menarini. La rivista, a cura della Fondazione Internazionale Menarini, racconta ogni mese i protagonisti dell’arte, in questo caso non solo italiana ma mondiale, a una comunità che conta oggi circa 115 mila medici italiani e operatori sanitari.