RESPIRARE ARIA PULITA È UN NOSTRO DIRITTO

L’aria non si compone solo dell’ossigeno che respiriamo, ma anche di sostanze inquinanti la cui concentrazione è visualizzabile su siti specifici.

AMBIENTE
Emma Meo
RESPIRARE ARIA PULITA È UN NOSTRO DIRITTO

L’aria non si compone solo dell’ossigeno che respiriamo, ma anche di sostanze inquinanti la cui concentrazione è visualizzabile su siti specifici.

La composizione dell’aria

Analizzata la prima volta nel 1772 dal chimico e biologo de Lavoisier, l’aria è una miscela di sostanze chimiche, per lo più gassose, che compone la nostra atmosfera: troviamo principalmente azoto e ossigeno in percentuali maggiori mentre la parte minoritaria, molto variabile nel tempo e nello spazio, è rappresentata da metano, ozono, diossido di azoto e anidride carbonica. Se in equilibrio tra loro, i gas riescono a tutelare la vita sulla Terra perché responsabili del famoso “effetto serra” – il fenomeno per cui si ha una regolazione della temperatura sul nostro pianeta, causata dall’accumulo di energia solare – e dello strato di ozono, detto appunto “ozonosfera”, capace di deviare le dannose radiazioni elettromagnetiche.

L’attività antropica, però, influisce sulla quantità naturale dei gas in questione, a scapito degli ecosistemi e della vita animale. Prima su tutte l’anidride carbonica, derivante dalla combustione di gas naturali e carbone, è in rapido aumento e le conseguenze sono devastanti: l’amplificazione dell’effetto serra determina un surriscaldamento eccessivo del nostro corpo celeste che ci intrappola in un circolo vizioso in cui consumiamo di più per ottenere un po’ di refrigerio, il suo assorbimento da parte dell’idrosfera causa un abbassamento del pH che renderà deserti mari e laghi – ad un livello di acidità troppo elevato, infatti, alcuni pesci adulti possono morire e le loro uova non avranno la possibilità di schiudersi.

Altri inquinanti, come i derivati del metano, gli ossidi dell’azoto e dello zolfo, ma anche l’ozono e minuscoli particolati solidi sono responsabili del deterioramento della vegetazione e delle nostre vie respiratorie.

L’inquinamento dell’aria

Gli inquinanti presenti nell’aria che respiriamo appartengono a due categorie: sono primari se non subiscono modifiche quando emessi in atmosfera come il monossido di carbonio – la cui inalazione implica una diminuzione dell’apporto di ossigeno nei distretti corporei – mentre sono secondari se si formano a partire da reazioni chimiche che coinvolgono sostanze già presenti nell’atmosfera – ad esempio l’ozono troposferico generato da composti organici volatili e ossidi di azoto che interagiscono con l’energia luminosa proveniente dal Sole.

Grazie alle numerose evidenze scientifiche che oggi abbiamo a disposizione, le linee guida europee e mondiali sono in continuo aggiornamento e ci sottolineano la pericolosità di alcuni composti:

  • Il benzene e il benzo(a)pirene hanno effetti cancerogeni sulla nostra salute;
  • L’anidride solforosa, formata durante i processi di combustione, aggrava i disturbi respiratori cronici, come le bronchiti, e induce infiammazione nel tessuto oculare;
  • Il biossido di azoto, derivante dal traffico e dagli impianti di riscaldamento ma non solo, rende suscettibile l’organismo ad infezioni respiratorie, infiammandone le mucose. Inoltre, reagendo con l’acqua genera le cosiddette piogge acide che impoveriscono il suolo, disperdendone i nutrienti e purificandolo dai batteri che aiutano il raccolto, e rendono la vegetazione meno tollerante alle basse temperature;
  • L’ozono troposferico ha effetti negativi specialmente su bambini e anziani, per la delicatezza dei loro polmoni, ma ne sono più soggette le persone che lavorano all’aperto, dato che inalarlo anche a basse concentrazioni favorisce l’insorgenza di asma e di dolori durante la respirazione. Interferisce con la fotosintesi vegetale, importante processo per cui le piante ricevono nutrimento assorbendo anidride carbonica dall’aria e rilasciando ossigeno;
  • I particolati sono le particelle che inalate hanno le conseguenze più gravi, soprattutto quelli fini da 2,5 um di diametro, perché le loro dimensioni consentono la loro entrata nel circolo sanguigno. Neanche i beni culturali che si trovano all’aperto e innumerevoli nel nostro Paese, come comunica l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale qui, sono al sicuro poiché il particolato ne incrementa la velocità di degradazione. Nella città di Firenze, infatti, è stato avviato un progetto di biomonitoraggio dell’aria all’interno del Duomo effettuato con dei licheni, ovvero degli organismi simbionti – solitamente un cianobatterio e un fungo – che ricavano nutrimento direttamente dall’aria, per valutarne l’inquinamento.
Linee Guida – Le nuove linee guida aggiornate al 2021 fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO in inglese, istituita dall’ONU nel 1948

 

Controllo dei livelli di inquinamento giornaliero

Nei nostri smartphone, ma anche attraverso il sito internet accuweather.com, possiamo aggiungere un widget direttamente sulla nostra schermata principale, come se fosse una scorciatoia, per collegarci direttamente con le informazioni sul meteo e sulla qualità dell’aria.

Tramite delle stazioni di monitoraggio che misurano la concentrazione delle principali sostanze inquinanti nei dintorni delle stesse, ci viene fornito l’indice di qualità dell’aria IQA: la scala parte dallo zero per finire a 250, un livello pericoloso per tutta la popolazione, per la quale il range ideale non dovrebbe superare i 49 punti, tenendo in considerazione che persone sensibili potrebbero comunque manifestare dei sintomi di cattiva respirazione.

Un controllo alternativo, internazionale, può essere effettuato anche sul sito dell’European Enviroment Agency, una sezione dell’Unione Europea istituita nel 1994 per il controllo ambientale. Qui potrete trovare delle mappe che mostrano la distribuzione degli inquinanti sui territori, singolarmente e attraverso gli anni.

 

Italia NO2 – La media della concentrazione del biossido di azoto nel 2022, in rosso i livelli più alti che corrispondono a 40-50 ug/m3

 

Italia O3 – La media della concentrazione di ozono troposferico nel 2022 supera lo zero in tutto il territorio
Italia PM2,5 – La media della concentrazione di particolati fini nel 2022 rientra tra i 10 e i 20 ug/m3 in 212 città italiane