RIABILITAZIONE ROBOTICA, IL "FIT FOR MEDICAL ROBOTICS"

Verso una robotica riabilitativa personalizzata: un ponte tra le tecnologie e i bisogni dei pazienti a cura della Fondazione Don Gnocchi e dell’Università di Pavia.

SALUTE
Francesca Franceschi
RIABILITAZIONE ROBOTICA, IL "FIT FOR MEDICAL ROBOTICS"

Verso una robotica riabilitativa personalizzata: un ponte tra le tecnologie e i bisogni dei pazienti a cura della Fondazione Don Gnocchi e dell’Università di Pavia.

Grazie alla tecnologia è possibile progettare e realizzare strumenti di riabilitazione robotica sempre più avanzati, ma gli attuali filoni di ricerca rispecchiano effettivamente le esigenze dei pazienti?

Per rispondere a questa domanda, un gruppo di esperti di riabilitazione tecnologica, con la collaborazione di rappresentanti di alcune associazioni di pazienti, ha ideato e realizzato una survey per raccogliere i bisogni di operatori, pazienti e loro familiari.

Verso una robotica riabilitativa personalizzata

La survey è stata proposta alle associazioni e alle società scientifiche lo scorso settembre a Roma in occasione del congresso “Fit for Medical Robotics. Verso una robotica riabilitativa personalizzata: un ponte tra le tecnologie e i bisogni dei pazienti”, promosso dalla Fondazione Don Gnocchi e dall’Università di Pavia.

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Coinvolgere i pazienti per rispondere alle loro esigenze

Sono necessari nuovi e più sofisticati strumenti per effettuare la riabilitazione a casa? Occorrono esercizi più coinvolgenti per motivare i pazienti?

Serve l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per adattare il trattamento ai bisogni specifici del singolo paziente?

Sono solo alcuni esempi di quelli che potrebbero essere i suggerimenti che emergeranno dall’indagine, che si colloca nella tendenza sempre più diffusa della ricerca internazionale di coinvolgere i pazienti e i loro caregiver nel disegno dei progetti, per arrivare a risultati che rispondano alle loro effettive esigenze.

“Fit for Medical Robotics (Fit4MedRob)” è un’iniziativa coordinata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e sostenuto dal Governo italiano nella cornice del Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al PNRR.

Il progetto, che si è aggiudicato un finanziamento complessivo di 128 milioni di euro, vede la partecipazione di 25 partner, di cui 11 Università e Centri di ricerca, 11 IRCCS – tra cui la Fondazione Don Gnocchi – e Centri clinici e 3 realtà industriali. Si tratta di un’iniziativa che ambisce a rivoluzionare gli attuali modelli riabilitativi e assistenziali rivolti a soggetti di ogni età, con funzioni motorie, sensoriali e/o cognitive ridotte o assenti, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie robotiche e digitali, in tutte le fasi del percorso riabilitativo, dalla prevenzione fino all’assistenza domiciliare nella fase cronica.

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“Fit4MedRob”

“Fit4MedRob” riunisce 25 partner, di cui 11 Università e Centri di ricerca, 11 IRCCS e Centri clinici e 3 realtà industriali.

“L’Italia è un paese all’avanguardia nel campo della bioingegneria della riabilitazione e “Fit4MedRob” – spiega Christian Cipriani, professore ordinario della Scuola Superiore Sant’Anna e direttore scientifico dell’iniziativa – è l’iniziativa giusta, al momento giusto, per provare a coprire il gap tra la ricerca e il mercato. Comprendere a fondo le esigenze degli attori coinvolti, a partire dagli assistiti, serve nell’ottica di progettare sin dalle prime fasi sistemi in grado di dare delle risposte clinicamente e socialmente valide, oltre che economicamente sostenibili”.

Le tre mission interconnesse del progetto “Fit4MedRob”

Fit4MedRob si articola in tre diverse mission, tra loro interconnesse.
La Mission 1 (Clinical Translation & Innovation) è il cuore del progetto ed è dedicata alle attività di traslazione clinica realizzata attraverso trial su ampie casistiche eseguiti nell’ottica del continuum of care, della valutazione di sostenibilità e dell’analisi dell’attuale cornice normativa.
La Mission 2 (Biorobotic Platforms & Allied Digital Technologies) si propone di fornire ai centri clinici del progetto robot (personal care robot e healthcare robot) già disponibili ma specificamente adattati alle necessità non soddisfatte dei pazienti, al fine di condurre i trial clinici.
La Mission 3 (Next Generation components) è infine dedicata agli studi di base relativi allo sviluppo dell’hardware dei dispositivi, della loro “intelligenza” e delle interfacce con il paziente.

«L’attività della Mission 1 parte dall’identificazione dei bisogni, ad oggi non ancora completamente soddisfatti, sia dei pazienti che dei professionisti della riabilitazione, in relazione all’utilizzo delle tecnologie», sottolineano Irene Aprile, direttore del Dipartimento di Riabilitazione Neuromotoria dell’IRCCS Fondazione Don Gnocchi, Silvana Quaglini, docente di Bioingegneria dell’Università di Pavia e Giuseppina Sgandurra, docente di Neuropsichiatria dell’Università di Pisa e responsabile del Laboratorio Innovate della Fondazione Stella Maris.

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La survey

La survey, rivolta ai pazienti affetti da ictus, sclerosi multipla, malattia di parkinson, SLA, distrofia muscolare, neuropatie, paralisi celebrale infantile, o amputazione degli arti servirà per identificare con un sondaggio anonimo i bisogni riabilitativi primari in relazione alle disabilità.

All’interno della survey ci sono diverse sezioni con domande che fanno riferimento differenti domini: utilizzo degli arti superiori e delle mani, spostamento, aspetti cognitivi e neuropsicologici, comunicazione, postura e cura di sé.

A partite da un’accurata identificazione delle attuali necessità di pazienti e di operatori sanitari, Fit4MedRob progetterà studi clinici multicentrici sviluppati congiuntamente da bioingegneri, neuroscienziati, fisiatri, psicologi e specialisti in chirurgia e microchirurgia degli arti al fine di realizzare un nuovo paradigma di continuum-of-care che partirà dalla prevenzione fino ad includere tutte le fasi della malattia, da quella acuta a quella cronica (riabilitazione domiciliare), e contribuirà alla progettazione di nuovi protocolli di prevenzione e cura e di strumenti diagnostici per soggetti fragili o lavoratori esposti a malattie professionali o stress ripetitivi.

Fit for Medical Robotics si concentrerà sia su tecnologie già disponibili, non ancora completamente consolidate nella pratica clinica, sia su tecnologie e principi emergenti e rivoluzionari da esplorare nel corso del progetto.

I limiti delle attuali soluzioni robotiche, che hanno impedito la loro massiccia diffusione in ambito diagnostico e riabilitativo, verranno superati attraverso ricerche di base inerenti a nuovi materiali, algoritmi, tecnologie intelligenti, nonché a fonti di energia sostenibili, aprendo così la strada verso la prossima generazione di sistemi di robotica biomedica.

Nondimeno, gli studi clinici, scientifici e tecnologici saranno integrati dal punto di vista normativo e organizzativo allo scopo di accelerare la creazione di un quadro sinergico atto a incorporare, in modo sostenibile, tecnologie e protocolli attuali e futuri nel sistema sanitario nonché a rinforzare l’innovazione che via via saranno in grado di introdurre.

Riferimenti: www.fit4medrob.it