RICETTE NATALIZIE NEI PAESI DELL’ALLEANZA CIRCLE U

Dalle università partner il racconto itinerante delle tradizioni, dei piatti tipici e delle usanze che caratterizzano il periodo natalizio.

APPROFONDIMENTO
Francesca Franceschi
RICETTE NATALIZIE NEI PAESI DELL’ALLEANZA CIRCLE U

Dalle università partner il racconto itinerante delle tradizioni, dei piatti tipici e delle usanze che caratterizzano il periodo natalizio.

Far parte di un’Alleanza universitaria europea significa anche venire in contatto con culture diverse e imparare a conoscere tradizioni lontane.

Nell’ultima newsletter del 2023, i partner di Circle U. hanno raccolto nove piatti e tradizioni tipiche, uno da ciascun paese dell’Alleanza, per raccontare come viene festeggiato il Natale nei propri paesi. E, un buon auspicio per il nuovo, è che quasi ogni piatto ha una forte vocazione sostenibile con molta attenzione a ridurre lo spreco e l’impatto e, soprattutto, a vantaggio di un regime flexitariano.

Tradizioni, usanze, ricette tipiche e, perché no, modi di festeggiare sono diventati anche un piccolo contest. Che tradotto significa: chi si sente ispirato dai piatti proposti e vuole provarli durante le feste natalizie, può condividere la sua esperienza mandando foto e testimonianze all’indirizzo engage-with@circle-u.eu. Menzione speciale per chi riesce a mangiare il lutefisk norvegese!

Hanno dato il via alle danze i ricercatori e i docenti dell’Università di Aarhus, in Danimarca, hanno fatto scoprire la risalamande, un pudding di riso dolce servito alla fine della cena del 24 dicembre. Nel dolce viene nascosta una mandorla e il fortunato che la trova nel suo piatto vince un premio, di solito un maialino di marzapane. Per trovare la mandorla si scatena tra i commensali una grande competizione, persino tra gli adulti. La persona fortunata che trova la mandorla spesso la nasconde in bocca solo per divertimento, rimanendo a osservare gli altri mentre cercano disperatamente di trovarla nel proprio piatto.

Dalle tradizioni francesi si passe all’Oltrealpe. Sulle tavole francesi, come raccontato dagli studosi dell’Università di Paris Cité, si trova invece lo Yule log, un tronchetto di cioccolato le cui origini risalgono al Medioevo, quando il “tronchetto” era un vero tronco di legno, considerato sacro.

Per il solstizio d’inverno, nella notte più lunga dell’anno, le persone avevano l’abitudine di bruciare un enorme ceppo intriso di olio o vino. Il figlio più grande o più giovane della casa era incaricato di mettere il ceppo nel focolare. In alcune regioni francesi, il ceppo veniva aggiunto nella notte di Natale. Le ceneri del ceppo venivano conservate fino all’anno successivo poiché si credeva che proteggessero e portassero fortuna alla casa.

Non poteva mancare l’Austria all’appello. L’Università di Vienna ha invece svelato una tradizione che riguarda proprio la capitale austriaca, dove la carpa fritta con insalata di patate è ancora il piatto più popolare per il Natale. Questo è in parte dovuto alla lunga tradizione monastica di allevamento dei pesci, che produceva carpe come piatto quaresimale (Fastenspeise), che nel tempo è diventato anche il pasto per celebrare il Natale. La preparazione prevede di rivestire i filetti di carpa in una miscela di farina o pangrattato condita prima di friggerli, fino a renderli dorati. Il pesce poi viene di solito servito con insalata di patate. Sebbene la carpa stessa sia un cibo piuttosto salutare, la frittura aggiunge un tocco di lusso al piatto quaresimale. Ma conoscete il detto: non si ingrassa tra Natale e Capodanno, ma tra Capodanno e Natale!

Restando ancora in tema di pesce, dall’Università di Oslo segnalano un piatto particolare, il lutefisk, realizzato con il merluzzo pescato nelle parti settentrionali della Norvegia durante l’inverno. Il pesce viene aperto lungo la spina dorsale e appeso ad asciugare all’aria fredda e al vento su graticci di legno. Quando è il momento di consumare il lutefisk, il pesce essiccato viene prima reidratato e ammorbidito in acqua prima di essere cucinato e infine servito con una serie di contorni. Non a tutti piace il sapore o la consistenza del lutefisk, ma i piatti che lo accompagnano (patate, carote, salse varie) lo compensano e assicurano il successo del pasto.

Dall’Università di Belgrado raccontano invece la tradizione del Natale Ortodosso, che viene celebrato ogni anno il 7 gennaio. Il Natale serbo è una favola interminabile di riti popolari e offerte, che culminano nel pasto natalizio, il più ricco, significativo e festoso pasto che la famiglia avrà durante l’anno. Il fulcro della tavola natalizia è la Česnica, il pane cerimoniale con una moneta d’argento o d’oro nascosta al suo interno. A Natale, tutti i membri della famiglia si alzano, si dispongono in cerchio, toccano il pane e lo tengono tra le dita, ruotandolo tre volte in senso antiorario mentre recitano le loro preghiere. Dopo questo rituale, ogni membro della famiglia si stacca un pezzo di pane. Si crede che chi trova la moneta sarà eccezionalmente fortunato nell’anno a venire.

Circle U

Dai partner Circle U  arrivano anche racconti di tradizioni di Natale.

Conoscevate la tradizione tedesca dell’”omino fumante”? Come raccontano dalla Humboldt-Universität zu Berlin, in Germania, soprattutto nelle zone che un tempo facevano parte della Repubblica Democratica Tedesca, per Natale si usano i cosiddetti Räuchermännchen, o piccoli uomini fumanti, che trasformano l’atmosfera delle case profumandole di incenso. Queste figurine di legno, inventate in Turingia nel XIX secolo, si aprono in modo che all’interno possa essere inserita una piccola candela fumante a forma di cono e realizzata con carbone, resine naturali, legni e oli essenziali.

Il Natale (o “Crimbo“, come viene chiamato informalmente in inglese il tradizionale “Christmas”) nel Regno Unito diventa invece “esplosivo” grazie al Christmas Cracker, una decorazione natalizia a forma di tubo che viene “servita” sulle tavole natalizie e che, aprendola, produce un suono scoppiettante. Dal King’s College di Londra, spiegano che il Christmas Cracker viene conteso tra due commensali che, tirandolo ciascuno da un lato, ne rivelano il contenuto esplosivo: corone di carta, un motto o scherzo su un pezzetto di carta e un regalo di dimensioni piccolissime.

Infine dall’Università UCLouvain, raccontano che in Belgio, San Nicola, o “Sinterklaas” in olandese, è una figura cara celebrata il 6 dicembre, distinta da Santa Claus del Natale. Rinomato come leggendario dispensatore di regali, elargisce dolciumi come marzapane e cioccolata ai bambini buoni. Alla vigilia di San Nicola, i giovani lasciano carote per il suo asino e un bicchiere di alcol per lo stesso Santo. Per aggiungere un po’ di magia alla tradizione, bpost.be, il servizio postale del Belgio, fornisce un indirizzo speciale per i bambini per inviare lettere o disegni a San Nicola.

E in Italia? Se si pensa alle nostre tradizioni culinarie natalizie, è molto difficile scegliere qualcosa tra la vasta gamma di piatti che vengono preparati per il pranzo del 25 dicembre, considerando anche che tra regione e regione ci sono molte differenze. E quindi, dall’Università di Pisa, hanno raccontato che di solito sulle nostre tavole non possono mancare pietanze come le lasagne e i tortellini in brodo, il cotechino con le lenticchie che portano buona fortuna, e che i veri must del Natale italiano che uniscono tutti, sono il pandoro e il panettone.

Riferimenti: www.circle-u.eu/news/christmas