RIPALIMOSANI. STORIA, CANAPA E MANDOLINI

Piccolo gioiello nel Molise, Ripalimosani è adagiato su una roccia di arenaria. La storia, il paesaggio, le tradizioni si fondono con la coltivazione della canapa e la fabbricazione di corde per mandolini.

TURISMO
Monica Riccio
RIPALIMOSANI. STORIA, CANAPA E MANDOLINI

Piccolo gioiello nel Molise, Ripalimosani è adagiato su una roccia di arenaria. La storia, il paesaggio, le tradizioni si fondono con la coltivazione della canapa e la fabbricazione di corde per mandolini.

Ripalimosani, comune di circa 3000 abitanti in provincia di Campobasso, è posto su di un costone arenaceo alla destra del fiume Biferno, a 630 metri s.l.m., in posizione abbastanza privilegiata data la vicinanza con il capoluogo e essendo distante da Isernia e da Termoli rispettivamente 55 e 70 km.  Terra di cultura e arte ha dato i natali, tra il 1700 e il 1800, a personaggi come l’abate Francesco Longano, Paolo Nicola Giampaolo e Luca Nicola De Luca, che hanno avuto larga influenza sulla formazione del pensiero dell’Illuminismo Meridionale. Tra le attività che maggiormente lo caratterizzano la lavorazione della canapa: fiorente fino al 1860, ha vissuto un periodo di crisi a causa della forte emigrazione, ma ha visto negli ultimi anni un’importante ripresa e ad oggi sembra tornare ad essere un’industria dalle prospettive positive. Fino al secolo scorso il borgo ha legato il proprio nome anche all’attività di fabbricazione delle corde, mestiere ormai scomparso, ma vanta una lunga tradizione negli strumenti a plettro come il mandolino. Oggi la tradizione è tenuta viva grazie alla Scuola Mandolinistica del locale Circolo Musicale “Pietro Mascagni” fondatore della cosiddetta “scuola ripese”.

Storia

Le prime notizie della storia di Ripalimosani risalgono al periodo feudale, al 1311, anno in cui il paese apparteneva al Guglielmo d’Alemagna, dal quale passò poi sotto il dominio degli Aldomoresco, che vendettero il feudo nel 1417 a Guglielmo di Gambatesa. Successivamente passò prima ad Andrea di Capua e poi al figlio Ferrante che, intorno al 1520, trasferì il possedimento alla famiglia Mastrogiudice, che mantenne il dominio fino al 1559. A partire dal quel momento, il borgo e il suo territorio passarono di proprietà in proprietà, a volte per compravendita, a volte per eredità, fino a quando arrivò nelle mani dei Capecelatro, che furono gli ultimi feudatari. Nel 1799 scoppiò una rivolta contro il regime repubblicano che durò tre giorni: i realisti, approfittando della rivolta, si diedero a saccheggi e omicidi, ma furono fucilati una volta sedati i disordini. Da quel momento il borgo seguì le sorti della Regione, fino all’unità d’Italia.

Da vedere

Adagiato su una roccia di arenaria e attraversato dal tratturo Lucera-Castel di Sangro, il borgo di Ripalimosani presenta diverse testimonianze artistiche e architettoniche interessanti, a partire dal Convento San Pier Celestino, risalente al X secolo, dove sono conservate importanti opere, con preziosi reliquiari all’interno, due quadri di fine 1500, il chiostro e il coro.
Nel cuore del borgo sorgono invece la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, risalente al 1400 circa, e il Palazzo Marchesale, edificato intorno all’anno Mille. All’interno della Chiesa, sormontata da un imponente campanile di 40 metri, il coro settecentesco e un prezioso pulpito cinquecentesco, oltre alla copia della Sacra Sindone, terza riproduzione in ordine cronologico del Sacro Lino custodito a Torino. Essa fu dipinta a fine 1500 al cospetto dell’originale a grandezza naturale. Il Palazzo, che conserva i connotati dell’edificio fortificato, presenta al proprio interno diversi spunti architettonici interessanti, in particolare una cappella privata con uno stupendo altare murario. A circa 3 km dall’abitato, in località Quercigliole e nei pressi del tratturo, sorge la chiesetta di Santa Maria della Neve. Inutilizzata per buona parte dell’anno, il 12 agosto ospita la festività della Madonna della Neve.

Come arrivare

In auto
Ripalimosani è raggiungibile per mezzo della strada statale 647 bis “Ingotte”, che collega il capoluogo di regione con il tracciato della statale 647 Fondo valle del Biferno. Il casello di Termoli-Molise, a 58 km, immette nella A14 Adriatica; più lontana l’Autostrada del Sole A1: i caselli di San Vittore, verso nord, e di Caianello, verso sud, distano infatti rispettivamente 95 e 101 km.

In treno

Il borgo è servito da una stazione ferroviaria che si trova a Campobasso, a cinque chilometri dall’abitato.

In aereo

L’aeroporto di riferimento dista 161 km, a Napoli/Capodichino.

 

Riferimenti

www.comune.ripalimosani.cb.it

www.ripalimosanionline.it

www.borghiautenticiditalia.it/ripalimosani

www.visitmolise.eu/ripalimosani