RIVOLUZIONE VERDE E POLO OPERATIVO

Il porto della Spezia si allea a Enel ed a Snam per essere all’avanguardia nell’innovazione e nella sostenibilità ambientale

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
RIVOLUZIONE VERDE E POLO OPERATIVO

Il porto della Spezia si allea a Enel ed a Snam per essere all’avanguardia nell’innovazione e nella sostenibilità ambientale

Il PNRR lancia la rivoluzione verde e la transizione ecologica? L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale (Porti della Spezia e di Marina di Carrara) non solo raccoglie la sfida ma passa all’azione. Forte della presenza di due importanti players dell’energia a livello mondiale, Enel e Snam, realtà radicate nel territorio, la prima con quella che, costruita a ridosso della città, è stata la centrale termoelettrica più grande d’Europa tanto che fu inaugurata dal Presidente della Repubblica Antonio Segni, la seconda con il terminal di Panigaglia, polo strategico per l’approvvigionamento di gas proveniente su navi dall’Algeria e immesso nella rete nazionale.

Ebbene, il Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale Mario Sommariva ha firmato due diversi protocolli con Enel e Snam per spingere sull’acceleratore della decarbonizzazione e della transizione energetica, “parole chiave per rendere porto e territorio ambientalmente sostenibili”, con questi interventi: cold ironing (processo di spegnimento dei motori in porto); efficientamento energetico delle aree e delle attività portuali; soluzioni i per la mobilità in area portuale; promozione del GNL (Gas naturale liquido) nel trasporto marittimo; efficientamento energetico degli edifici e degli impianti di illuminazione; sviluppo della digitalizzazione e investimenti in nuove tecnologie in supporto ai progetti europei; studio di soluzioni per l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico pulito e complemento ideale dell’elettrificazione per ridurre le emissioni inquinanti nel contesto portuale e urbano; fornitura di energia elettrica e gas. Tra gli obiettivi con Snam c’è incremento dell’uso del GNL come combustibile a minore impatto climatico, alternativo ai carburanti tradizionali, con Snam che ha già avviato attività di riconversione dell’impianto di Panigaglia per i rifornimenti di GNL per il trasporto sia marittimo e stradale.

“Siamo in una fase in cui la sensibilità su cambiamento climatico e necessità di politiche di sostenibilità ambientale è profonda e diffusa – ha osservato il presidente AdSP, Mario Sommariva – e il porto della Spezia vuole diventare un polo dell’innovazione in sostenibilità ambientale, grazie alle straordinarie opportunità date dalla presenza di due soggetti centrali del sistema nazionale per la produzione e distribuzione dell’energia. È tutto il sistema porto che deve cambiare pelle: minori consumi per illuminazione di aree esterne e edifici, navi a GNL, banchine elettrificate, automezzi, macchine e gru elettriche e, da subito, progetti pilota per l’idrogeno che va individuato come obiettivo di fondo. Privilegiare insomma le fonti rinnovabili guardando in modo complementare al GNL ed all’elettricità. Il porto resterà un sistema energivoro ma l’energia che consumerà dovrà essere pulita”.

Accelerare il percorso di transizione energetica e favorire la decarbonizzazione con iniziative da affiancare a quelle che Enel prevede per la centrale Eugenio Montale della Spezia. È con queste premesse che ha aderito al percorso sinergico di ADSP con focus su progetti green nella zona portuale basati su elettrificazione, rinnovabili e idrogeno verde. “Siamo soddisfatti perché – ha detto Nicola Bracaloni di Enel Produzione – l’impegno verso lo sviluppo sostenibile del territorio è parte integrante della nostra strategia di business. Lavorare con un interlocutore chiave quale l’Autorità Portuale sarà fondamentale dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale”. “Questo accordo – il commento di Paolo Testini, CEO Office Manager di Snam – rafforza il legame con il territorio. Snam intende lavorare con l’AdSP per soluzioni nell’efficienza energetica, nella mobilità sostenibile e nell’idrogeno, favorendo la transizione energetica del porto, una iniziativa che si inserisce nel percorso che Snam sta promuovendo con gli attori chiave del sistema logistico-portuale italiano per mettere esperienza, competenze e tecnologie al servizio della decarbonizzazione e della competitività di un settore essenziale per l’economia del Paese”.

È così che ancora una volta il porto, che guidò la transizione della riforma Prandini e che per le sue performance innovative face parlare di “miracoloso” scalando la vetta delle classifiche dell’efficienza, si candida ad aggiungere altri record al suo medagliere dopo essere diventato, un anno fa, il primo porto italiano con il Centro Unico dei Servizi dove tutti gli enti di controllo, in collaborazione con le aziende, operano insieme per abbattere i tempi di attesa delle merci. Altro “miracolo” ottenuto questa volta, bisogna dirlo, grazie alla burocrazia doganale.