SANGUE CORDONALE, SCENDE SENSIBILMENTE LA RACCOLTA PUBBLICA

La pandemia ha penalizzato anche la raccolta di sangue cordonale, una riduzione del 40 per cento. Questo dato indica anche quanto ci sia bisogno di una soluzione che contempli un modello ibrido di collaborazione pubblico-privato proprio per incrementarne i campioni.

SALUTE
Cristina Nati
SANGUE CORDONALE, SCENDE SENSIBILMENTE LA RACCOLTA PUBBLICA

La pandemia ha penalizzato anche la raccolta di sangue cordonale, una riduzione del 40 per cento. Questo dato indica anche quanto ci sia bisogno di una soluzione che contempli un modello ibrido di collaborazione pubblico-privato proprio per incrementarne i campioni.

La pandemia di Sars-CoV-2 ha fortemente penalizzato la raccolta di sangue cordonale nell’anno 2020 con una riduzione di circa il 40% rispetto al 2019. Il dato elaborato nel report pubblicato dal Centro Nazionale Sangue evidenzia un drastico crollo che, tra le cause principali, ha sicuramente l’impossibilità di garantire percorsi intra-ospedalieri sicuri e la riconversione di molti punti nascita in ospedali COVID.

Una risposta e una possibile soluzione a tale problema però c’è e arriva dai modelli attualmente applicati in Inghilterra e Germania. Grazie infatti all’applicazione di un modello ibrido è possibile  una regolamentazione nazionale delle biobanche private in collaborazione con le quelle pubbliche per la creazione di una rete unica nazionale con un valore inestimabile per milioni di famiglie o pazienti in attesa di trapianto, per poter così aumentare il numero di campioni a disposizione.

Il sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta dopo il parto , detto anche esangue cordonale,  è ricco di cellule “staminali emopoietiche” in grado cioè di generare globuli bianchi, rossi e piastrine, utili alla cura di malattie del sangue e del sistema immunitario, mediante un trapianto. Il prelievo avviene in sala parto, quando il cordone ombelicale è stato reciso. È semplice e indolore, senza rischi né sofferenze per neonato e madre. Le informazioni necessarie e la compilazione della scheda che attesta l’idoneità alla donazione sono fruibili presso  i Consultori a partire dalla 36ª settimana di gravidanza.

Il prelievo di sangue dal cordone ombelicale avviene in sala parto, una volta reciso il cordone e il sangue donato può essere utilizzato a partire da 6 mesi dopo il prelievo, questo tempo serve  per escludere patologie. Tutte le donne in gravidanza sono potenziali donatrici, se non vi sono situazioni a rischio di trasmissione di malattie. Il sangue cordonale che è ricco di cellule staminali emopoietiche può essere utilizzato attraverso il trapianto in pazienti, quasi sempre bambini, con leucemie o altre malattie del sangue e del sistema immunitario.

Attualmente in Italia, le biobanche private operano perlopiù attraverso agenzie commerciali è dunque necessario reprimere energicamente tutti quei fenomeni di intermediazione che, aggirando gli attuali divieti di legge, continuano a proliferare indisturbati ad evidente detrimento della qualità e dell’efficienza del servizio. – spiega Luana Piroli direttore generale e della raccolta di In Scientia Fides – Riteniamo che sia ormai indispensabile un confronto a livello governativo sull’argomento a tutela delle famiglie che decidono di conservare il loro patrimonio biologico, questo si può fare attraverso una collaborazione pubblico privato che abbia un obiettivo comune: la salvaguardia del cittadino con la messa in sicurezza di un patrimonio biologico molto importante. Vanno rivisti piani e vanno adottate tutte quelle logiche di sicurezza dettate dallo stesso PNRR”.

I modelli ibridi permettono, grazie alla stretta collaborazione tra pubblico e privato, di inserire i campioni conservati per uso autologo/allogenico solidale in un registro nazionale per metterli a disposizione della comunità internazionale. Se ne discuteva già nel lontano 2010 con una proposta di legge (Camera dei Deputati n°3691 -Pedoto ed altri – 4 agosto 2010) e si è purtroppo fermato lì, dando così vita ad una lunga e crescente proliferazione di agenzie commerciali, in un settore assolutamente non regolamentato oltre all’evidente necessità di aumentare i campioni a disposizione, evidenziato dallo stesso aumento delle unità distribuite dalle Banche italiane che è passato da 1.742 a 1.775.

É ormai stata abbondantemente dimostrata, attraverso evidenze scientifiche, l’utilità delle cellule staminali da cordone ombelicale per oltre 70 patologie dai tumori del sangue alle malattie del sistema immunitario, ma anche tumori solidi infantili come il neuroblastoma, mieloblastoma o leucemie. Le cellule staminali da cordone ombelicale, avendo una maggiore capacità di moltiplicarsi e di attecchire ed essendo più neutre grazie alla loro immaturità immunologica, in caso di trapianto suscitano una reazione di rigetto attenuata se non assente.