SANITÀ, IL SISTEMA POST-COVID: INVESTIMENTI DA 10 MILIARDI PER PERSONALE E STRUTTURE

Tra i provvedimenti: stabilizzazione dei precari e nuovi fondi per le borse di studio. I sindacati: “Non basta, più investimenti con il Mes”

SALUTE
Clara D'Acunto
SANITÀ, IL SISTEMA POST-COVID: INVESTIMENTI DA 10 MILIARDI PER PERSONALE E STRUTTURE

Tra i provvedimenti: stabilizzazione dei precari e nuovi fondi per le borse di studio. I sindacati: “Non basta, più investimenti con il Mes”

L’emergenza Covid ha reso necessario il potenziamento dell’intero sistema sanitario nazionale: in 7 mesi sono stati messi in campo 10 miliardi di euro. Per alcuni sindacati, come quello della dirigenza medica Anaao Assomed, non sono sufficienti e chiedono, tra l’altro, più borse di specializzazione. I provvedimenti del Governo con il Decreto Rilancio prevedono misure per il potenziamento del settore sanità

L’urgenza ha inizialmente richiesto un intervento immediato su due livelli: ospedaliero, con il potenziamento della disponibilità di posti letto di terapia intensiva e subintensiva, e territoriale, con l’istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) per la presa in carico tempestiva dei pazienti meno gravi. Si è poi reso necessario un intervento straordinario per assumere nuovo personale in modo da superare le gravi carenze.
Tra le ultime novità introdotte dal Decreto Rilancio spiccano la stabilizzazione dei precari della sanità, l’estensione dei ‘bonus’ Ecm-Educazione continua in medicina a tutti gli operatori sanitari, la presenza degli psicologi all’interno delle Usca e i nuovi fondi per le borse di studio per i corsi di formazione specifica in medicina generale. E’ stata istituita anche la scuola di specializzazione in medicina e cure palliative, un premio fino a 2mila euro per gli operatori sanitari impegnati in questi mesi per l’emergenza Covid e la possibilità per le Regioni di passare alla farmacia in “distribuzione per conto” una serie di farmaci attualmente distribuiti direttamente dalle Asl.
Nel provvedimento è stato previsto anche un nuovo aumento dei contratti della specialistica in medicina e le risorse per la sanità privata sono state vincolate al lavoro effettivamente svolto nel corso dell’emergenza epidemiologica. Sono poi cambiate le misure per le sperimentazioni cliniche con la previsione di un nuovo ruolo affidato al Comitato Etico. E ancora, linee guida per la gestione dell’emergenza epidemiologica presso le strutture per anziani, persone con disabilità e altri soggetti in condizione di fragilità, la remunerazione del personale delle centrali numero unico 112 e infine l’estensione delle norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata agli operatori sanitari vittime del Covid-19.

Gli interventi nascono con lo scopo di rendere il sistema pronto ad una possibile nuova ondata e soprattutto gestire tutti quegli esami di screening, visite e interventi chirurgici rimandati per mesi a causa dell’emergenza. Ma sarà sufficiente? I sindacati, come quello della dirigenza medica Anaao Assomed, non ne sono affatto certi e chiedono un piano di investimenti da 30 miliardi di euro per la sanità, da ottenere attraverso l’attivazione del Mes, per andare oltre l’emergenza e riacquistare una visione strategica: “Servono investimenti su ospedali, personale, apparecchiature oltre che 3mila borse di specializzazione per chiudere l’imbuto formativo. Auspicata anche una riforma del territorio”.