SARÀ PER TUTTI ALICE

I bimbi hanno scelto questo nome per la tartaruga marina che ha nidificato sulla spiaggia di Levanto. In attesa del lieto evento il nido è protetto e “coccolato”.

AMBIENTE
Cristina Nati
SARÀ PER TUTTI ALICE

I bimbi hanno scelto questo nome per la tartaruga marina che ha nidificato sulla spiaggia di Levanto. In attesa del lieto evento il nido è protetto e “coccolato”.

I bimbi hanno deciso: si chiamerà Alice la tartaruga che lo scorso 15 luglio ha nidificato sulla spiaggia della Pietra, a Levanto in provincia della Spezia, e le cui uova sono gelosamente custodite e sorvegliate giorno e notte in attesa della schiusa, prevista ormai tra una ventina di giorni. Il sondaggio lanciato dal Comune, che aveva chiesto ai bambini fino ai 12 anni di suggerire un nome depositando un bigliettino all’interno degli otto contenitori installati presso gli stabilimenti balneari della cittadina, si è concluso con l’estrazione di 293 schede dalle urne. Vince “Alice” superando “Pietra” e “Marina”, gli altri nomi più votati per questa “mamma” di Levanto. Ma i suggerimenti hanno soprattutto evidenziato la fantasia e la creatività dei bimbi che hanno partecipato: molti non si sono limitati ad indicare un nome, ma hanno realizzato e consegnato disegni che ritraggono la tartaruga, in qualche caso persino motivando la loro scelta.

Adesso per tutti Alice sarà il nome dell’esemplare di Caretta Caretta che ha allietato (e anche animato) quest’estate levantese: il nome sarà inserito nel logo realizzato dagli studenti dell’Ipsia Leonardo Da Vinci di Finale Ligure e concesso al Comune di Levanto per un utilizzo personalizzato. Il tutto in attesa del “lieto evento” che a breve dovrebbe emozionare ancora di più la grande comunità che si è stretta attorno al nido e che si ritrova quotidianamente alla Pietra per “coccolare” e proteggere quella che sarà la numerosa prole di mamma Alice. Quella di Levanto è la seconda nidificazione di tartaruga marina Caretta caretta in Liguria, dopo la prima nidificazione accertata a Finale Ligure nel settembre dello scorso anno.

Tanti gli enti e le istituzioni che si sono mobilitati per la gestione e la tutela del nido: Acquario di Genova, ARPAL, Associazione Life on the sea ONLUS, Carabinieri, Comune di Levanto, Guardia Costiera, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Università di Genova. Capace di lunghe migrazioni, la tartaruga di mare è un rettile molto resistente che per quanto si spinga lontano torna sempre al luogo dove è nata per riprodursi. La specie Caretta caretta, di cui fa parte Alice, è tipica delle regioni temperate, si distingue dalle altre tartarughe marine per le dimensioni della testa, molto grande in proporzione al corpo e nidifica nella stagione estiva. Un’altra caratteristica di questo rettile marino è la sua capacità di riposare sott’acqua senza respirare per ore e di compiere immersioni lunghe 20 minuti. Ma di norma un tuffo non dura più di 4-5 minuti. È principalmente carnivora, ma non disdegna i cibi vegetali come le alghe e le spugne, anche se la sua dieta preferita è fatta di crostacei, molluschi e pesci. I piccoli si nutrono quasi esclusivamente di plancton e da adulti sono prede solamente per gli squali bianchi. Ma il pericolo più grande, e che rappresenta è la principale causa del declino della popolazione mondiale, sono le catture accidentali con le reti da pesca.

La femmina raggiunge la maturità sessuale tra i 15 e i 25 anni e si avvicina alla costa solo per deporre le uova, che vengono deposte nei primi mesi estivi e schiudono dopo circa 40-60 giorni a seconda della temperatura, solitamente le schiuse avvengono di notte, momento in cui i piccoli che misurano circa 5 cm e pesano in media 10-20 grammi hanno maggiori possibilità di raggiungere il mare senza essere predati. Solo 1-8 tartarughine su 1000 raggiungono l’età adulta e si stima che in natura la vita media di una tartaruga di mare sia di 30-62 anni, ma potrebbe essere più alta. Come può capitare che le piccole tartarughe facciano capolino da sotto la sabbia anche in pieno giorno, così come è avvenuto in Liguria.

Le tartarughe marine in genere depongono le uova nella spiaggia dove sono nate, ma stanno ampliando e modificando i loro areali di nidificazione. A partire dal 2013 infatti sulle coste toscane è stata segnalata e monitorata la schiusa di diversi nidi, in una costa che in precedenza non era mai stata oggetto di questi eventi. I motivi sono principalmente legati al riscaldamento climatico e all’attività di protezione nei confronti di questi rettili che può aver determinato un aumento della popolazione. Non resta dunque che augurare ad Alice e ai suoi piccoli di poter vivere nel paese delle meraviglie.