Sardegna, controllare l'energia fotovoltaica ed eolica

L’isola è presa d’assalto da una moltitudine di soggetti energetici che tendono alla sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio.

AMBIENTE
Maurizio Orrù
Sardegna, controllare l'energia fotovoltaica ed eolica

L’isola è presa d’assalto da una moltitudine di soggetti energetici che tendono alla sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio.

La Sardegna grazie alla posizione geografica è considerata il luogo ideale e perfetto per la produzione di energia fotovoltaica ed eolica. Situazione che ha spinto una moltitudine di investitori a programmare una serie di impianti sia offshore o su terraferma. Tantissimi i progetti.

Infatti si starebbe tentando di “riempire” la Sardegna di torri eoliche. Fortunatamente esiste un forte e coeso “NO” delle Comunità territoriali alla trasformazione del territorio sardo in una sorta di hub di produzione di energia per il Continente. Da tempo nell’isola c’è un continuo tentativo di incursione di amministratori di mega produzione eoliche che vogliono “possedere” la Sardegna.

Secondo il GRIG (Gruppo di intervento giuridico) “nella regione Sardegna è in atto una complessiva azione per la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili tali da superare già oggi di ben 7 volte quanto previsto come obbiettivo da raggiungersi al 2030 tanto da prefigurarsi la sostanziale sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio con impianti di taglia industriale per la produzione di energia elettrica oltre il fabbisogno regionale previsto.

Oggigiorno il popolo sardo ha davanti ad una overdose di energia che serve solo esclusivamente ai soggetti energetici. Secondo gli intendimenti della Governatrice della Sardegna Alessandra Todde (appena eletta) “E’ pronta una moratoria contro l’assalto eolico selvaggio. Probabilmente questo provvedimento sarà impugnato dal Governo. Continua la Todde “Serve un segnale forte che ci dia il tempo di chiudere la mappa delle aree idonee e dettare regole per proteggere beni che non possono essere negoziabili come ambiente e paesaggio”. Questa riflessione politica è stata accettata anche dal cartello ecologista “Sardegna Rinnovabile”. Attendiamo con ansia i nuovi sviluppi della querelle.