Scioglimento dei ghiacci, in crisi il calcolo del tempo

Una forza di attrito che agisce come un freno sulla rotazione della Terra. Eventi sismici come terremoti e vulcani possono influenzare la velocità di rotazione.

APPROFONDIMENTO
Andrea Maddalosso
Scioglimento dei ghiacci, in crisi il calcolo del tempo

Una forza di attrito che agisce come un freno sulla rotazione della Terra. Eventi sismici come terremoti e vulcani possono influenzare la velocità di rotazione.

Il rallentamento della rotazione terrestre è principalmente causato dall’attrito causato dalle maree oceaniche e dalla distribuzione non uniforme della massa sulla Terra. Le maree oceaniche, generate principalmente dalla forza di attrazione gravitazionale della Luna e, in misura minore, del Sole, creano una forza di attrito che agisce come un freno sulla rotazione della Terra.

Inoltre, eventi sismici significativi, come terremoti e vulcani, possono ridistribuire la massa della Terra, influenzando anche la sua velocità di rotazione. Anche l’interazione della Terra con altri corpi celesti come asteroidi e comete può avere un impatto seppur minimo ma tuttavia misurabile sulla sua velocità di rotazione.

Inoltre, il rallentamento della rotazione terrestre può influenzare il clima e i modelli meteorologici. Una rotazione più lenta può alterare la distribuzione dell’energia solare sulla superficie terrestre, influenzando la circolazione atmosferica e i modelli climatici.

Ma è soprattutto la questione del ridimensionamento del calcolo temporale a destare più curiosità tra la comunità scientifica.

Scioglimento dei ghiacci
Ricorso ai secondi intercalari dal 1972 a oggi. Photo credit: Wikimedia Commons

Infatti secondo uno studio pubblicato su Nature,  lo scioglimento delle calotte glaciali farà si che saremo costretti a rinviare di tre anni, quindi non più nel 2026 come previsto, ma nel 2029, il prossimo “secondo intercalare”. Il sistema del secondo intercalare utilizzato per allineare l’ora degli orologi alla rotazione della terra subirà a quanto pare una rivisitazione dove si perderà un secondo nel calcolo ufficiale del tempo.

Per millenni il tempo è stato misurato con la rotazione terrestre, e il secondo era definito come una frazione di quello necessario al pianeta per compiere un giro su sé stesso.

Tuttavia dagli inizi degli anni ’70 vengono usati gli orologi atomici cioè basati sulla frequenza della luce emessa dagli atomi. Oggi il tempo ufficiale della terra è misurato da circa 450 orologi in cui viene ogni tanto inserito un secondo intercalare per mantenerlo in linea con la durata di un giorno naturale.

Essendo gli orologi atomici soggetti a una variazione tendente allo 0 e quindi assolutamente più stabili rispetto alla rotazione della terra che è invece variabile, è dunque necessaria una modifica di 1 secondo rispetto al calcolo ufficiale prodotto dagli orologi atomici, così da poter star dietro alla velocità terrestre che è appunto in fase di rallentamento a causa soprattutto dello scioglimento dei ghiacci oltre che dall’influsso della luna sui mari che crea attrito, e che spiega sia perché le eclissi di duemila anni fa sono state registrate a orari diversi, da quelli attesi badandoci sulla velocità di rotazione odierna, sia perché gli studi dei sedimenti indicano che circa 2 miliardi di anni fa un giorno durava 19 ore.