SHIPPING : COSTI E INVESTIMENTI 2,4 TRILIONI DI DOLLARI ENTRO IL 2050

Dopo i guanti di sfida per azzerare le emissioni nello shipping cominciano ad arrivare e stime sulla realizzazione del grande progetto. Transizione, passare dal vecchio al nuovo.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
SHIPPING : COSTI E INVESTIMENTI 2,4 TRILIONI DI DOLLARI ENTRO IL 2050

Dopo i guanti di sfida per azzerare le emissioni nello shipping cominciano ad arrivare e stime sulla realizzazione del grande progetto. Transizione, passare dal vecchio al nuovo.

Si è parlato e si parla diffusamente di transizione limitandosi per indicare soprattutto finalità e scadenze, poco, o quasi mai, i costi, di investimenti necessari, di risorse. Che sono fondamentali (i desideri sono infiniti, i mezzi limitati, recita una legge di economia) anche perché transizione significa passaggio graduale dal vecchio al nuovo, per cui bisogna prevedere, tutta la serie di compensazioni anche per la tenuta sociale delle collettività. A riempire questo vuoto di non poco conto ci ha pensato, finalmente, almeno nel comparto di immediato interesse per le compagnie di navigazione la Boston Consulting Group, come puntualmente evidenziato da Ship Mag.

La società di consulenza che lavora per governi di tutto il mondo ha infatti reso noto che “l’industria navale globale avrà bisogno di 2,4 trilioni di dollari di investimenti per raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. Teniamo a mente infatti che se l’obiettivo dell’Organizzazione marittima internazionale, autorità di regolamentazione delle Nazioni Unite, è di ridurre le emissioni di gas serra delle navi del 50% rispetto al 2008 entro il 2050, l’International Chamber of Shipping, che rappresenta l’80% dell’industria marittima globale, insiste con i governi per raddoppiare il pur già ambizioso obiettivo del 50%.

La domanda che consegue è: confermate tutte queste buone intenzioni dove si troveranno i 2,4 trilioni di dollari sia pure spalmati in trent’anni?
Si tratta – a prima vista – di investimenti che le compagnie di navigazione dovranno avere dalle banche le quali, sempre secondo Boston Consulting Group, applicheranno criteri ambientali sempre più rigorosi per l’erogazione dei finanziamenti anche di riflesso alle pressioni degli investitori internazionali che, pure essi, chiedono al mondo dello shipping di accelerare il suo percorso sostenibile verso un’economia carbon-neutral.

E le compagnie di navigazione lo hanno recepito velocemente tanto che si sentono sotto pressione come si evince dalle commesse di nuove unità ai cantieri navali. Entrando nel dettaglio, si fa per dire, dell’attualità creditizia, secondo le stime della Boston Consulting Group, le banche forniscono all’industria dello shipping 300 miliardi di dollari di prestiti all’anno. Dei 2,4 trilioni di dollari stimati per la transizione ecologica delle spedizioni marittime entro il 2050, Peter Jameson, knowledge partner di Cop26, la Conferenza Onu sul clima che si terrà a inizio novembre a Glasgow, calcola che saranno necessari 500 miliardi di dollari da qui al 2030 e altri 1,9 trilioni di dollari tra il 2030 e il 2050. E che la maggior parte delle risorse, circa 1,7 trilioni di dollari, sarebbe destinata allo sviluppo di combustibili alternativi.

La buona notizia è che si tratta di “finanziamenti già disponibili e lo saranno a breve sul mercato, ma sono ancora necessarie molte altre risorse” in quanto si stima che le attività di gestione legate ai criteri ambientali, sociali e di governance (gli ESG) rappresenteranno fino all’80% del totale dei prestiti concessi allo shipping entro il 2030.