SI PRESENTA LA RUBRICA "COMUNICARE L'AMBIENTE"

Cinque storie da raccontare. Tra ambiente e comunicazione

AMBIENTE
Alessio Mariani
SI PRESENTA LA RUBRICA "COMUNICARE L'AMBIENTE"

Cinque storie da raccontare. Tra ambiente e comunicazione

A partire dagli anni miracolosi del secondo Dopoguerra, le dinamiche accelerate della crescita economica, del progresso tecnico-scientifico e della società mediatica di massa hanno finito per animare il convitato di pietra della questione ambientale, o forse meglio del rapporto tra economia umana e ambiente.

L’attesa è stata lunga, almeno quanto l’epoca Moderna. Per lunghi secoli infatti, la scure ha picchiato sui tronchi, l’anidride carbonica si è accumulata nell’atmosfera, popolazione, produzione e consumo sono cresciuti assieme. Mentre l’uomo s’inerpicava al vertice della piramide cartesiana, per guardare dall’alto in basso la natura-materia, inerte e manipolabile.

Premesse socio-culturali lente, di quanto sarebbe, poi, accaduto in fretta. Con scricchiolii via via ricorrenti; di inquinamento chimico, distruzione degli ambienti naturali, piogge acide, buchi nell’ozono, perdita di ecosistemi, estinzione di specie. E fino a quando, l’insieme dei puntini non ha scoperto la figura del convitato. Descritto con rigore, nel primo rapporto al Club di Roma dei Limiti alla Crescita, quale sistema complesso, malpasso dell’umanità e problematica globale. La cui manifestazione riassuntiva è il cambiamento climatico.

ambiente e comunicazione

Infatti, il convitato consta di processi lenti, durate lunghe, storie della cultura e della mentalità. Mentre l’attenzione umana preferisce la cronaca del quotidiano, gli eventi emozionanti, il pensiero a breve termine che sono in fondo la sua dimensione. Così, da principio, i media esposero soprattutto gli scricchiolii; gli squilibri maggiori, osservati singolarmente, e i primi disastri localizzati, sversamenti di petrolio, fiumi in fiamme, morie di animali, valli incantevoli da salvare.

Ma, anche oggi, nella piena attualità mediatica dell’ecologia, il convitato stenta a mantenere la forma, perfino del riscaldamento climatico, concretizzandosi in ondate di calore, siccità, meteorologie estreme; le cui narrazioni, talvolta, banalizzano in causa diretta processi che propriamente eleverebbero “soltanto” frequenza e ampiezza di fenomeni.

Davvero, la maniera di percepire e comunicare l’ambiente con il convitato della problematica, rappresenta un argomento interessante. Interrogando su come convenga raccontare, processi molto gravi ma molto lenti, protratti per decenni o secoli. Oppure, su come l’essere umano possa percepire l’urgenza e adoperarsi senza troppo ritardo, per evitare il peggio; quando l’impegno è pesante e immediato, a fronte di benefici frazionati e lontani.

In una discussione complicata dal rilievo che vi assumono le dinamiche della tecnica e della crescita economica. Con gli interessi relativi, pubblici o privati, onesti o disonesti; autori a loro volta di una propria linea narrativa da riconoscere e interpretare.

ambiente e comunicazione

E in una problematica tanto intricata, ancora negli anni Sessanta e Settanta, il libro è stato il primo media e il media autorevole. L’inizio del movimento per l’ambiente ha corso tra le pagine di Primavera Silenziosa e dei Limiti alla Crescita. Inclinando per natura sua, ad unire punti singoli, alla riflessione, alla bibliografia scientifica solida, all’apertura del confronto, a trasformare la lunga durata nella narrazione fruibile. Spesso, proprio i libri hanno portato le idee nuove verso il decisore politico e le classi dirigenti, quindi tra onde radio, stampa periodica, televisione e oggi anche internet.

Mentre, ogni livello mediatico partecipa alla sfuggente questione decisiva. L’intenzione e l’azione dell’essere umano discendono principalmente dal sistema collettivo dei valori – tanto più forte quanto più inconsapevole –, dal paradigma interiore. La scelta ovvia di un determinato contesto culturale, facilmente risulta incomprensibile altrove.

A partire da questo percorso riflessivo, abbiamo scelto di raccontare – più che recensire – cinque libri e cinque storie che scorrono variamente tra ambiente e comunicazione. Dallo stato italiano dell’editoria verde, alle guerre di propaganda sull’ambientale, alle tendenze del green marketing. Tra biografie avventurose da scoprire e linee utili da proiettare: dal passato, attraverso il presente, per capire il futuro.