SI SCALDA IL MEDITERRANEO: A RISCHIO PESCI E POSIDONIE

Il riscaldamento globale sta colpendo il mediterraneo, in particolare il Tirreno. In Italia rischi di disastri naturali estremi. Un assaggio questi giorni le alluvioni del Nord.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
SI SCALDA IL MEDITERRANEO: A RISCHIO PESCI E POSIDONIE

Il riscaldamento globale sta colpendo il mediterraneo, in particolare il Tirreno. In Italia rischi di disastri naturali estremi. Un assaggio questi giorni le alluvioni del Nord.

Le vacanze marine del 2022 sono state all’insegna del cambiamento climatico, non solo per il gran caldo ma anche perché ci siamo tuffati, o ci stiamo tuffando, nel “global warming”, magari provandone anche piacere. Ma non è buon segno.

Infatti, secondo Mercator Ocean International “dal mar Baleari alla Sardegna”, così come ad est della Corsica e in tutto il mar Tirreno, attraverso la griglia oceanica è possibile osservare temperature superficiali eccezionali comprese tra i 28 e i 30 gradi.

Temperature superiori agli ultimi anni da 4 a 6 gradi, hotspot nel Tirreno centrale tra la Corsica e l’Elba. “Riscaldamento marino: il Mediterraneo in pericolo” è il titolo di prima pagina di un quotidiano francese, che sottolinea come ormai da oltre due mesi il mare presenta delle anomalie di temperatura molto importanti al largo di Francia, Spagna e Italia.

Questi fenomeni equivalgono a degli immensi incendi sottomarini che mettono a dura prova i complessi ecosistemi della zona, infatti possono determinare, secondo i ricercatori, morti massicce di flora e fauna marina. Karina von Schuckmann, oceanografa di Mercator Ocean International conferma “Questa enorme ondata di caldo marino è iniziata a maggio nel mar Ligure, si è poi diffusa nel golfo di Taranto, nello Ionio”.

Se si ingrandisce il dettaglio, dalla griglia di Mercator Ocean International, sul Mediterraneo centrale, compresa la Corsica orientale, il mar Tirreno e il golfo di Gabes da nord a sud, si evidenziano delle anomale ed estese macchie rosse scuro che rappresentano le aree dove la temperatura della superficie tocca e supera i 29 gradi. E fanno ancora notare gli scienziati che “Uno dei fatti eclatanti è l’estensione del fenomeno del riscaldamento dell’acqua, che si estendono dalle zone costiere al mare aperto, in particolare sul Tirreno centrale”.

La spiegazione è data dalla situazione anticiclonica che favorisce la permanenza di massa d’aria calda a causa dell’eccessiva insolazione, associata alla mancanza di vento. Si attenua così il rimescolamento delle acque calde della superficie con quelle più fredde dei fondali. Il fenomeno potrebbe avere delle gravi conseguenze poiché aumentano i rischi di avvenimenti metereologici estremi nei prossimi mesi autunnali.

Insomma, se i turisti sono felici, di trovare dei “novelli” mari tropicali, i biologi sono invece preoccupatissimi perché questi mutamenti climatici sono un pericolo per molte specie animali e vegetali, incapaci di vivere in un mare così caldo.