SIROLO, LA PERLA DELL'ADRIATICO REGNO DEL BIRDWATCHING

Sirolo, un borgo a sud delle pendici del Monte Conero, incastonato tra il verde dei monti e il blu del mare, uno dei siti più importanti per il birdwatching.

TURISMO
Monica Riccio
SIROLO, LA PERLA DELL'ADRIATICO REGNO DEL BIRDWATCHING

Sirolo, un borgo a sud delle pendici del Monte Conero, incastonato tra il verde dei monti e il blu del mare, uno dei siti più importanti per il birdwatching.

Sirolo, borgo a sud delle pendici del Monte Conero, in provincia di Ancona, è chiamato anche “la perla del mare” per la particolarità di essere un paesino medievale incastonato tra il verde dei monti e il blu del mare. La quasi totalità del territorio fa parte del Parco Regionale del Conero, un’area ricchissima di flora tipica della macchia mediterranea e considerata dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) come uno dei siti più importanti per il birdwatching. Sirolo vanta uno dei mari più cristallini e trasparenti dell’Adriatico che, da oltre venta’anni consecutivi, viene premiato con il titolo di Bandiera Blu d’Europa e con le 4 Vele di Legambiente. Il mare è il cuore di Sirolo, è una vera presenza fisica e misteriosa che con il suo fascino scandisce la vita di questo borgo.

La Storia

Sirolo registra una delle più remote presenze umane delle Marche. Sin dalla preistoria misteriosi abitatori lasciarono i segni della loro presenza databile a 100.000 anni fa. Nell’età neolitica altre comunità occuparono Sirolo e il Conero e ancora, scendendo più giù nel tempo, altre presenze, nell’età del bronzo, ed altri insediamenti, quelli piceni, animarono questa terra, seminandola di abitati e poi di necropoli, ancora oggi non tutte dissepolte. A Sirolo vi è un percorso archeologico nella più grande necropoli picena delle Marche (VI secolo a.C.) – l’unica visitabile nella regione – in cui sono stati rinvenuti straordinari e numerosissimi reperti che compongono le associazioni funerarie di una straordinaria sepoltura qual è la cosiddetta “Tomba della Regina”. I quasi duemila ritrovamenti della predetta tomba confermano l’esistenza di una comunità che aveva raggiunto una concezione elevata del ruolo femminile all’interno dell’antica società italica.

Chiara è anche l’impronta ellenica nei luoghi. I Greci che, a partire dal IV secolo a.C., risalivano le coste dell’Italia Meridionale, in questi luoghi trovarono terre ricche e feconde in cui fondare città. Qui fissarono la loro dimora e chiamarono il Conero Komaros, ribattezzato dai Romani Cumerium – corbezzolo – perché a ottobre il Monte Conero si colora di corbezzoli, piccoli, rotondi e colorati frutti diventati il simbolo della cordialità e del benvenuto all’ospite. Anche i Romani giunsero e si insediarono a Sirolo, ne apprezzarono le messi e il vino e lasciarono a loro testimonianza opere idrauliche come l’acquedotto e arredi artistici nelle ville del territorio. Durante il dominio romano faceva parte della cives Humanae.

Attorno all’anno mille, la necessità di difendersi dalle scorrerie dei barbari, favorì il sorgere del castello di Sirolo. Sirolo, inespugnata, resistette per tutto il medioevo come struttura fortificata, con le sue torri, le sue mura, la sua corte e il suo arco gotico del 1050, porta della città. Nel 1225 la famiglia dei conti Cortesi, signori del luogo, cedettero la città ad Ancona in cambio del titolo nobiliare. Per questo motivo Sirolo è considerata uno dei Castelli di Ancona. Sirolo ebbe una certa autonomia dal 1465 alla fine del XVII secolo, quando entrò a far parte dello Stato della Chiesa. Il centro storico, borgo di origine tardo medioevale, conserva un fascino antico legato alle sue origini di castello fortificato ed è costituito da un dedalo di vicoli caratteristici, percorribili solo a piedi, tra angoli e scorci di grande impatto. Dalla piazza panoramica nel centro del paese si ammirano le più belle spiagge della Riviera del Conero, gran parte della costa marchigiana e, nelle giornate più limpide, le isole Incoronate e la Croazia.

Vi sono importanti monumenti fra cui la Badia di San Pietro sul Conero (XI secolo), piccola chiesa di architettura romanica, che prospetta su una piccola piazzetta ed un portale barocco, la chiesa parrocchiale di San Nicola del 1765, costruita sui resti di una chiesa preesistente risalente al 1230, la chiesa del SS. Rosario del XVIII secolo a pochi passi dalla porta medioevale, la chiesetta dedicata alla Madonna (anno 1536) in località “La Madonnina” ed il teatro comunale Cortesi, minuscolo gioiello d’architettura di fine ‘800.

Cosa vedere

Sirolo paese di origini marinare ha come simbolo il ” Varolo” pesce tra i piu’ pregiati dell’Adriatico.La piazza a forma di balcone si affaccia sull’Adriatico,subito dietro i “vicoli”del centro storico ristrutturati portano ancora il segno di una citta’ antica dalla storia medioevale.Le mura merlate le stradine strette nascondono nel sottosuolo gallerie che formavano una citta’ ad uso nascondiglio nei tempi remoti.Vicino il campanile con la cupola a ogiva accanto la chiesa di San Nicolo’ del 1765 costruita siu resti di una presistente risalente al 1230.Il nome deriva dal santo Nicolo’ di Bari protettore del paese,vi e’ anche una chiesetta piu’ piccola nel corso principale del centro storico,quella del Rosario risalente al XVIII secolo .Uscendo dal centro vi sono le periferie;”Le Vigne” che prendono il nome dalla coltivazione passata della vite,San Lorenzo conosciuta per la zona chiamata “Capod’acqua”ove inizia un acquedotto romano ancora conservato e dove usava andare le “lavandare” a lavare i panni ,si prosegue per Fonte D’olio quartiere risalente a piu’ di cento anni fa’,Madonnina chiamata cosi’ per la chiesetta dedicata alla madonna di Loreto . Sul versante dell’Adriatico vi rimangono i resti di una frazione scomparsa “Il Ghetto” per frane dovute alla posizione delle casa a picco sulla spiaggia dei Sassi Neri. Andando verso Camerano si arriva ai confini del paese con la frazione Coppo.

Le Spiagge

Le spiagge di Sirolo sono otto: Urbani, San Michele, la costa dei Sassi Neri, spiaggia delle Velare (spiaggia delle Due Sorelle), spiaggia dei Lavori, spiaggia dei Forni, spiaggia dei Gabbiani e la spiaggia dei Frati o del Bo’:

Monte Conero visto dalla spiaggia. La prima è la spiaggia più comoda, costituita principalmente da rocce e ghiaino, incastonata nella falesia ai piedi della zona abitata di Sirolo. Dista circa 300 metri dal centro abitato ed è raggiungibile a piedi o con veicoli tramite una strada asfaltata che parte dalla piazza del teatro, con un servizio di navetta bus (solo nel periodo estivo) oppure a piedi tramite sentiero.

San Michele è una lunga spiaggia di ciottoli ghiaiosi e rocce, che si insinua fin sotto il Conero a nord del centro abitato di Sirolo. Dista circa 500 metri dal centro abitato del paese e si può raggiungere a piedi tramite il sentiero che scende dal parco della Repubblica o tramite il sentiero sterrato (denominato via Saletto), riservato ai pedoni nella stagione estiva, che attraversa il bosco del Monte Conero fino alla spiaggia o con veicoli attraverso una strada asfaltata (denominata anch’essa via del Saletto, posta di fronte al predetto sentiero non asfaltato) con successive scalinate oppure utilizzando un servizio di bus navetta offerto dal comune nel periodo estivo quando la strada che conduce sulla falesia, rigogliosa di macchia mediterranea, sovrastante la spiaggia è interdetta al traffico veicolare, salvo che per i servizi pubblici.

La spiaggia dei Sassi Neri è una continuazione della spiaggia San Michele; in realtà, più che una spiaggia è un insieme di scogli di roccia scura e placche rocciose lungo la riva. È caratterizzata da formazioni rocciose, piccoli anfratti e minuscole spiagge di sassolini. Dista circa 600 metri dal centro abitato ed è raggiungibile con le stesse modalità sopra indicate per raggiungere la spiaggia San Michele.

La spiaggia delle Velare, ovvero spiaggia delle Due Sorelle, è chiusa verso nord da due faraglioni detti appunto “Le Due Sorelle”. È costituita da ghiaia, sassolini bianchi e da speroni rocciosi che la incastonano nella falesia del Conero. È raggiungibile tramite il sentiero del “Passo del lupo” (con alto grado di difficoltà), attualmente interdetto, o via mare con traghetti, barche, gommoni o canoe. Alla spiaggia delle Due Sorelle è dedicato un francobollo turistico emesso nel 2011 dalle Poste Italiane. La spiaggia dei Sassi Neri e quella delle Due Sorelle non sono dotate di servizi per mantenerle il più possibile allo stato naturale.

La spiaggia dei Lavori si trova adiacente alla spiaggia delle due Sorelle lato nord ed è formata da ciottoli e massi levigati dal mare e dal vento; essa era una spiaggia di media misura durante il periodo della cava di pietra chiusa primi anni sessanta.

La spiaggia dei Forni e la spiaggia dei Gabbiani sono delle piccole baie sabbiose.

Queste ultime tre spiagge sono raggiungibili via mare con le dovute cautele, stante la franosità della falesia a strapiombo sul mare, per cui occorre assumere informazioni presso la Capitaneria di Porto di Ancona o di Numana per verificare l’esistenza di divieti per il transito di natanti.

La spiaggia dei Frati, che prende il nome da una scogliera sommersa detta “secca” sita nelle vicinanze ed è denominata anche del Bo’ (per uno scoglio antistante simile ad un bue), appartiene per metà circa al territorio del comune di Sirolo (tratto di spiaggia libero) e per l’altra metà a quello del comune di Numana (tratto di spiaggia con stabilimento balneare).

Il Parco del Conero

Il Parco Regionale Naturale del Conero è un palcoscenico di rara bellezza che comprende un tratto di costa alta, oltre ad un’ ampia fascia collinare interna, caratterizzati da scorci panoramici e da tanta storia. Un’area in totale di 6011 ha ricadenti nei territori di Ancona, Camerano, Numana e Sirolo. Di sassi bianchi come la pietra del Conero sono le calette ricavate dal Monte Conero, l’emergenza alta 572 m. a picco sull’Adriatico, unica nel suo genere da Trieste al Gargano.

Le sue pendici orientali sul mare sono costituite da falesie calcaree e nella parte restante è dominato da vaste formazioni mediterranee e boschi misti. Originatosi a seguito di una lunga azione di sedimentazione marina iniziata nel Giurassico, il Monte Conero è emerso nel Pliocene, cinque milioni di anni fa. La presenza di cave dismesse, rende il Parco un ‘libro aperto’ sulla storia geologica della zona e sull’ intera successione stratigrafica dell’ Appennino umbro-marchigiano. Di particolare importanza è la cava di Massignano, divenuta sezione tipo mondiale per il passaggio Eocene/Oligocene, oggi attrezzata per le visite. Istituito nel 1987 per tutelare ricchezza e varietà di flora e fauna e di tesori culturali, il Parco Regionale del Conero vanta numerose peculiarità botaniche come l’euforbia arborescente, la violaciocca e il finocchio selvatico.

Tra le specie di mammiferi la salvaguardia del territorio consente la presenza del tasso, volpe, puzzola, riccio, donnola. Ed anche se non autoctoni ma ormai adottati dall’area protetta, di cinghiali e caprioli. Punto noto di migrazione di rapaci, prezioso per chi ama il birdwatching, non di rado il Parco regala altresì lo spettacolo di aironi in volo o posati in punti di sosta.

L’ Area Protetta del Conero, paradiso degli escursionisti, è percorsa da sentieri adeguatamente segnalati che raggiungono l’ apice delle sfumature in primavera, quando le ampie radure sono fiorite. Gli itinerari, percorribili anche in mountain bike o a cavallo, sono praticabili con l’aiuto della segnaletica, della carta per escursionisti e, a richiesta, delle guide del Parco

Come arrivare

IN MACCHINA: Autostrada del mare A14, da Nord: uscita al casello Ancona Sud indicazioni per Sirolo,da Sud: uscita al casello di Loreto indicazioni per Sirolo;
IN TRENO: Da Nord: Stazione Ferroviaria Falconara – Ancona, Da Sud: Stazione Ferroviaria Porto Recanati-Collegato con Tavi o Bus;
IN AEREO: Aeroporto “Raffaello Sanzio” collegato con taxi o bus –
IN NAVE: Porto di Ancona collegato con taxi o bus

Riferimenti
www.rivieradelconero.info/sirolo
turismosirolo.it
www.scirolo.it