“SONO VIVA, QUINDI POSSO”

Sissiland convive con due disabilità facendosi portavoce di messaggi inclusivi e sostenibili. La capacità di poter andare oltre i limiti per inseguire sogni, passioni e interessi.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
“SONO VIVA, QUINDI POSSO”

Sissiland convive con due disabilità facendosi portavoce di messaggi inclusivi e sostenibili. La capacità di poter andare oltre i limiti per inseguire sogni, passioni e interessi.

È da poco terminato il veganuary, la sfida annuale gestita da un’organizzazione no-profit britannica che promuove ed educa al veganismo incoraggiando le persone a seguire uno stile di vita vegano per il mese di gennaio. Da quando l’evento è iniziato nel 2014, la partecipazione è aumentata ogni anno. Si tratta del più grande movimento vegano del mondo, che ispira le persone a provare un’alimentazione vegetale invitando a mangiare rispettando l’ambiente e gli animali  e dunque eliminando (almeno) la carne dalla dieta per i primi 31 giorni dell’anno. Tra queste anche Silvia Calcavecchia, ma per i suoi 25mila followers semplicemente SISSILAND, 31 anni, siciliana ormai adottata dall’Emilia Romagna, studi in giornalismo e cultura editoriale e, adesso, scrittrice, content creator, blogger e divulgatrice di pratiche sostenibili. Io l’ho conosciuta così. Sui social. Ascoltando i suoi consigli e le sue scelte etiche durante il veganuary.

Cosa non ho detto? Che “c’è un mondo che va oltre i limiti che vedi”. Un mondo, che altro non è che un inno alla vita che Sissi racconta quotidianamente per sensibilizzare, ispirare e condividere. Per abbattere le tante, troppe barriere architettoniche purtroppo ancora presenti in Italia, per educare il prossimo ad una vita più lenta e consapevole ma, soprattutto, rispettosa dell’ambiente.

Impossibile? Solo se ti arrendi.

Ma, ancora, cosa non ho detto?

Che Silvia è la dimostrazione che i limiti molto spesso ce li inventiamo o addirittura  ce li raccontiamo per la tanta paura che ha spesso la meglio sulle nostre vite.

Sin dalla nascita Sissiland è affetta da una paralisi cerebrale, alcuni anni fa ha scoperto di essere affetta da una maculopatia, una malattia degenerativa agli occhi chiamata e che, oggi, le rimane solo l’1% di vista. Ma, nonostante la disabilità, Silvia lotta, viaggia, scrive.

In una parola: vive.

Lo ha raccontato al grande pubblico seduta sul mega palco del TED (Technology Entertainment Design), la serie di conferenze gestite dall’organizzazione privata non-profit statunitense Sapling Foundation, e lo racconta ogni giorno sul suo blog e sul suo canale Instagram.

“Vivo, quindi posso”. Lo urla con tutto il fiato che ha nei polmoni Silvia.

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“Sono una sognatrice con i piedi per terra, credo nei sogni ma che questi non si realizzino da soli. Credo nella gentilezza, nell’essere sempre se stessi, nei sorrisi, nell’amore e nei piccoli gesti che fanno la differenza. Sono una ragazza semplice, spontanea, senza sovrastrutture e un po’ impacciata. Ironica e ottimista, trasformo le emozioni in parole e osservo la realtà con occhi diversi” dice di sé facendosi portavoce di messaggi di inclusione e resilienza nella speranza di abbattere pregiudizi e tabù” dice di sé.

E io che l’ho scoperta per caso durante il Veganuary ho iniziato ad ascoltare le sue parole, la sua visione per un mondo più sostenibile. Parla con i suoi followers di stress idrico, di consumo consapevole, di basso impatto ambientale. E ancora di moda sostenibile, di pratiche green e della necessità di non rimandare la cura per il nostro pianeta. Parole potentissime che ricalcano il suo blog.

Sissiland infatti non è un blog che parla di disabilità ma, al contrario, ha l’intento di “raccontare come una persona con disabilità abbia dei sogni, delle passioni e degli interessi che vanno oltre i limiti che una disabilità stessa può comportare”.

“Spesso, nel corso della vita mi sono sentita identificata con la mia disabilità e, attraverso i miei racconti e le mie condivisioni, voglio lanciare un messaggio positivo ed inclusivo” dice senza filtri ai suoi follower con i quali scherzi e fa autoironia svelando che, da quando ha scoperto di avere una malattia degenerativa agli occhi, si è accentuata la sua voglia di viaggiare e non passa giorno in cui non ringrazi questa vita per quello che le sta permettendo di vedere ancora.

Sissiland è un inno alla vita e al non arrendersi nonostante le difficoltà.

“Avere una vita piena, laurearmi, trasferirmi, andare a fare trekking nonostante la paralisi cerebrale infantile perinatale che sin dalla nascita mi ha causato delle difficoltà nel coordinare i movimenti del corpo e del linguaggio, sono state solo alcune delle grandi sfide affrontate e vinte – racconta Sissiland -. Avere una disabilità non significa non condurre una vita “normale” ma semplicemente imparare ad affrontare la vita con tempi e ritmi un po’ diversi. Ciò che conta veramente è non arrendersi, cercare nuovi metodi e accettare i propri limiti trasformandoli in punti di forza senza smettere mai di credere nei propri sogni”.

Ed ecco che ogni giorno, oltre ai racconti di viaggio, scrive sul blog le sue ricette veg  e tanti consigli di lifestyle green e sostenibile. E cosa importa se su “word” deve mettere i caratteri o la lente di in gradimento grandi come una casa? Ciò che conta è poter continuare a scrivere, a curare la sua più grande passione. E in questo progetto, di vita e di lavoro, non è certo sola. Al suo fianco, Benny, il fidanzato con cui vive da 8 anni.
“Insieme abbiamo affrontato pregiudizi e ostacoli ma, con la forza dell’amore, li abbiamo superati sempre mano nella mano – racconta -. Lui è un uomo dall’animo gentile con un fare d’altri tempi e con la passione per la fotografia e la tecnologia. Non a caso lui è il fotografo ufficiale di Sissiland. Benny è i miei occhi quando questi non vedono; le mie gambe quando le strade sono troppo impervie; le mie braccia e le mie mani quando queste fanno i capricci. Cerco sempre di trovare il lato positivo di ogni situazione: sapere che un giorno potrei non vedere più mi ha spinta ad apprezzare la bellezza del mondo senza darla per scontata”.

E noi? Siamo capaci di farlo?