SOS INFLUENZA: COSA FARE E COSA NON FARE

Una semplice guida per affrontare al meglio i sintomi influenzali, senza abbattere il sistema immunitario.

SALUTE
Emma Meo
SOS INFLUENZA: COSA FARE E COSA NON FARE

Una semplice guida per affrontare al meglio i sintomi influenzali, senza abbattere il sistema immunitario.

Abbiamo sempre avuto a che fare con l’influenza nei mesi invernali ma, da quando l’umanità ha avuto a che fare con la pandemia, ad ogni starnuto, ad ogni linea di febbre la domanda che sorge spontanea è: sarà mica COVID?

Qualche aggiornamento sulla diffusione del COVID-19 in Italia

Secondo il Ministero della Salute ed i suoi bollettini periodici, la settimana dal 7 al 13 dicembre è stata caratterizzata da una lieve diminuzione dei nuovi casi e un piccolo aumento dei ricoveri in ospedale rispetto alla settimana precedente.

Il SARS-CoV-2 è un virus e, in quanto tale, è capace di una rapida modificazione genetica che è assolutamente funzionale alla sua sopravvivenza e alla sua diffusione: i virus, infatti, usano delle proteine esposte in superficie – in questo caso la Spike – per penetrare nelle cellule bersaglio, infettarle e sfruttarne i meccanismi biologici per potersi replicare e sono proprio queste ad andare in contro a delle mutazioni, così da rendere più complesso il loro riconoscimento dalle cellule del sistema immunitario.

Queste ultime svolgono un ruolo cruciale nell’uccisione dei microrganismi, facilitata da cellule specifiche – i linfociti B – che secernono quelle molecole che si legano in massa sulla superficie del microbo per segnalarne la presenza, ovvero gli anticorpi.

I vaccini sono e sono stati efficaci perché forniscono il giusto allenamento alle cellule immunitarie, che imparano a riconoscere proprio quel microrganismo in particolare e a secernere degli anticorpi sempre più affini, senza il pericolo di interfacciarsi con l’intero patogeno e così da entrare in azione in modo repentino al momento del bisogno.

Era il 1796 quando Edward Jenner sfruttò per la prima volta la tecnica della vaccinazione per l’epidemia del vaiolo. Notò che le persone infettate dal vaiolo bovino non venivano contagiate dal vaiolo umano, pertanto, ebbe l’idea di iniettare del pus di una pustola dovuta al vaiolo bovino in un bambino che, qualche mese dopo, fu messo in contatto con il vaiolo umano ma, come previsto, non contrasse la malattia.

Sebbene lo stato di emergenza per la pandemia sia terminato, il virus continua ad infettare le persone e a modificarsi, generando delle nuove varianti:

  • a settembre 2023 in Italia è stata sequenziata per la prima volta la variante Pirola o 2.86, lontana parente della Omicron con oltre 40 mutazioni a livello della proteina Spike;
  • a dicembre 2023 è stata riscontrata la presenza della variante 1, una discendente di Pirola che sembra aver aumentato, attraverso le mutazioni, la sua capacità di trasmissibilità e di fuga dal sistema immunitario.

I vaccini che erano stati pensati per la variante Kraken, anch’essa discendente da Omicron, sono ancora disponibili data la loro efficacia anche sulla variante Pirola mentre la situazione non è ancora chiara per quanto riguarda la variante JN.1. Queste informazioni non devono portare ad un allarmismo, ancora precoce, per una nuova ondata invernale di COVID-19.

I nuovi sintomi del COVID paragonati alla classica influenza

È sempre stato molto difficile distinguere il COVID dall’influenza osservando esclusivamente la sintomatologia, infatti, in entrambi i casi sono molto comuni un aumento della temperatura corporea, tosse o mal di gola e dolori muscolari e articolari generalizzati. Essendo dei virus, ambedue sono caratterizzati da mutazioni che possono modificare vagamente i sintomi o la loro durata ed effettivamente questo accade anche da una variante del COVID all’altra: la Pirola, ad esempio, provoca una febbre per qualche giorno, ma anche mal di testa ed un forte raffreddore, mentre nella variante JN.1 si aggiungono tosse, mal di gola, stanchezza e sintomi gastro-intestinali.

L’unico modo per distinguerli rimane, quindi, l’esecuzione di un tampone antigenico.

Quali farmaci sono realmente utili?

Non stiamo assolutamente parlando di antibiotici, sono dei farmaci completamente inutili nella lotta contro i virus perché sono chimicamente indirizzati verso i batteri, profondamente diversi nella loro struttura interna ed esterna rispetto ai parassiti virali.

Gli unici ausili di cui possiamo usufruire durante un’influenza o un’infezione da SARS-CoV-2, vista la loro natura virale, sono:

  • degli anti-infiammatori non steroidei (FANS) che ci aiutano nella gestione del dolore muscolare, articolare o quello dovuto alla cefalea piuttosto che nel porre fine all’infezione stessa. I principi attivi più usati sono il paracetamolo e il ketoprofene;
  • dei decongestionanti per migliorare la respirazione, spesso bloccata dalla presenza di muco, e dei calmanti della tosse, soprattutto se molto frequente.