SOSTENIBILITÁ: 7 COSUMATORI SU 10 CHIEDONO PIÚ ECONOMIA CIRCOLARE

Un Report del Capgemini Research Institute fotografa una realtà sorprendente: i consumatori iniziano a premiare chi si impegna nello sviluppare modelli di economia circolare.

AMBIENTE
Alessio Ramaccioni
SOSTENIBILITÁ: 7 COSUMATORI SU 10 CHIEDONO PIÚ ECONOMIA CIRCOLARE

Un Report del Capgemini Research Institute fotografa una realtà sorprendente: i consumatori iniziano a premiare chi si impegna nello sviluppare modelli di economia circolare.

Più economia circolare per tutelare l’ambiente e puntare anche al risparmio, invertendo il trend tipicamente consumista del “produrre, comprare, gettare”: è questa la richiesta di ben sette consumatori su dieci che emerge dall’ultimo report del Capgemini Research Institute, ‘Circular economy for a sustainable future: How organizations can empower consumers and transition to a circular economy’. Le aziende, insomma, devono adottare modelli di economia circolare per soddisfare le richieste dei consumatori e provare a ridurre gli effetti negativi per ambiente e sostenibilità della catena di distribuzione. Un risultato sorprendente che, se confermato su campioni numericamente più attendibili di popolazione, potrebbe rappresentare un enorme cambio di paradigma economico.

Meno consumi, prodotti più durevoli

Man mano che i consumatori diventano più esperti ed esigenti in tema di sostenibilità ambientale e dunque anche in materia di responsabilità aziendale, emerge un evidente orientamento di spesa verso chi si impegna in pratiche di economia circolare. Secondo il report sono più di sette su dieci i consumatori che vogliono adottare pratiche come ridurre i consumi complessivi (54%), acquistare prodotti più durevoli (72%) e conservare e riparare i prodotti per aumentarne la durata (70%). Se un approccio consumistico – che era diventato modello di riferimento per tante aziende – portava il mercato a prediligere l’iperproduzione, il consumo rapido e poi l’eliminazione dei prodotti (che diventavano rifiuti)’, da quel che emerge dal report il trend sta cambiando. Chi consuma si sta rendendo conto che l’economia circolare è rigenerativa, e mira a separare gradualmente la crescita dal consumo di risorse finite. Per i consumatori questo significa comprare prodotti durevoli, riciclabili o fatti con materiali riciclati, utilizzarli a lungo attraverso manutenzioni e riparazioni efficaci, e minimizzare i rifiuti generati al termine del loro ciclo di vita. Per le aziende significa invece intraprendere azioni come sviluppare prodotti e modelli di business che non producano rifiuti, ridurre l’uso di materie prime e prevedere la restituzione o il recupero di prodotti e imballaggi.

Economia circolare? Faticosa per le aziende

Se aumenta quindi la consapevolezza sul tema dei rifiuti e dell’esaurimento delle risorse,  inevitabilmente cresce anche il desiderio da parte dei consumatori di adottare pratiche di consumo consapevole. Ma le aziende sono in grado di soddisfare questo tipo di richiesta? Anche su questo i dati raccolti dal sondaggio sono sorprendenti: quasi il 50% degli intervistati è infatti convinto che i produttori di tutti i settori non stiano facendo abbastanza per riciclare, riutilizzare e ridurre i rifiuti, mentre il 67% si aspetta che le aziende siano maggiormente responsabili quando pubblicizzano i prodotti, senza incoraggiarne un consumo eccessivo. Ma, sempre sulla base di precedenti studi di Capgemini, appare evidente come chi produce faccia fatica – quantomeno – a intraprendere azioni concrete legate a pratiche di economia circolare, malgrado i consumatori si rivolgano sempre di più a quelle che lo fanno. Questo accade in particolare in ambiti dove la consapevolezza dei consumatori è maggiore, come i rifiuti alimentari e quelli di plastica. Per esempio, il 44% dei consumatori ha aumentato la propria spesa negli ultimi 12 mesi verso aziende alimentari che si impegnano nel riciclo, nel riutilizzo e nella riduzione dei rifiuti, mentre il 40% lo ha fatto per i prodotti legati alla cura della persona e della casa. Man mano che i consumatori passano dall’interesse per la sostenibilità all’azione concreta, le aziende devono prestare maggiore attenzione alle pratiche circolari nella progettazione dei loro prodotti, investendo di più in questo settore. I consumatori, infatti, sono attualmente limitati nelle loro scelte da questioni di praticità, accessibilità e costo.