SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA, VALORE PER I GIOVANI

Un sondaggio condotto dal Museo del Risparmio di Torino sui ragazzi dai 13 ai 18 anni indica che entrambi questi temi rappresentano argomenti a cui sono particolarmente attenti. Per illustrare i risultati di questa ricerca abbiamo intervistato Giovanna Paladino, direttrice del Museo.

AMBIENTE
Susanna Bagnoli
SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA, VALORE PER I GIOVANI

Un sondaggio condotto dal Museo del Risparmio di Torino sui ragazzi dai 13 ai 18 anni indica che entrambi questi temi rappresentano argomenti a cui sono particolarmente attenti. Per illustrare i risultati di questa ricerca abbiamo intervistato Giovanna Paladino, direttrice del Museo.

Un’indagine su un campione di 400 tra ragazze e ragazzi dai 13 ai 18 anni, per conoscere il loro punto di vista su due temi estremamente attuali: la sostenibilità economica e quella ambientale. Indagate insieme e non come due ambiti separati e distanti. Lo ha condotto nei mesi scorsi il Museo del Risparmio di Torino, istituzione fortemente impegnata sul fronte dell’educazione finanziaria, che da tempo lavora con studenti, insegnanti, famiglie per diffondere conoscenza, utile a tutti, sulla gestione del denaro. Giovanna Paladino, direttrice del Museo, ci racconta i risultati.

Come è nata l’idea della ricerca e perché indagare sostenibilità ambientale ed economica insieme?

La ricerca è complementare al nostro progetto SAVE, il discovery truck che girava l’Italia portando in giro i contenuti del museo sulla sostenibilità economica e ambientale. Con il Covid- 19 abbiamo strutturato il viaggio in modo virtuale, per metterlo a disposizione delle scuole. L’idea è che sostenibilità ambientale e economica debbano parlarsi. Tra pochi decenni saremo 9 miliardi di persone, non è possibile raggiungere una sostenibilità ambientale senza assicurare un pasto a tutti. La sostenibilità economica è riuscire a garantire la sopravvivenza tenendo conto di un vincolo importante che è la sostenibilità ambientale. D’altronde non è possibile produrre senza tener conto del suo impatto sull’ambiente, se vogliamo sopravvivere e se vogliamo che tutti abbiano da mangiare. I due paradigmi, non a caso sono accoppiati nell’Agenda 2030.

L’obiettivo è puntato sui ragazzi e le ragazze dai 13 ai 18 anni, come mai?

Sappiamo poco di loro. Mi sono chiesta vivono la sostenibilità come un’opportunità per un futuro migliore o come un peso che viene lasciato dalle generazioni precedenti? Affrontano il tema in maniera positiva o negativa? In estrema sintesi l’indagine indica che i ragazzi vivono questi temi con consapevolezza e con un atteggiamento positivo, sentono di avere l’opportunità di cambiare le cose. La sostenibilità ambientale ed economica sono valori condivisi. Se si chiede loro se le mancanze degli adulti sono state importanti rispondono di sì. Se gli si chiede tu puoi fare la differenza? Anche qui rispondono di sì e si impegnano per farla.

È un range d’età ampio, ci sono delle differenze tra i più piccoli e i più grandi?

I più piccoli sono più bravi e coscienziosi, mentre i ragazzi e le ragazze dai 16 ai 18 anni, sono più arrabbiati e come è normale a quella età discutono lo status quo. I 13 – 14 enni sono in generale più coscienziosi, finiscono i compiti e mettono in ordine, sono anche i più fiduciosi, ‘performano’ meglio dal punto di vista della consapevolezza ambientale e economica, sentono di più l’impegno; gli inquieti, che sono il 50% del campione, sono arrabbiati e meno performanti. Ma attribuiscono, comunque, un valore alla sostenibilità economica e ambientale ben superiore alla sufficienza. Quindi anche chi mette in discussione tutto considera la sostenibilità un tema importante cosi come ritiene importante impegnarsi in prima persona.

La ricerca distingue anche per tratti della personalità, come possiamo sintetizzare?

Quelli che nella ricerca chiamiamo i coscienziosi hanno maggiore attenzione e consapevolezza alle sostenibilità sia ambientale che economica, si fidano degli altri perché pensano che gli altri agiscano come loro. Poi ci sono i curiosi, con una maggiore presenza di ragazzi grandi, a loro piace sempre imparare qualcosa di nuovo, cercano di andare d’accordo con tutti, di capire le opinioni degli altri e di accoglierle. Sono meno sensibili dei coscienziosi ma anche loro sono dei buoni performer. I più problematici sono gli inquieti.

Ci sono differenze tra maschi e femmine?

I maschi sono più inquieti delle femmine, che sono più coscienziose. I ragazzi sono più curiosi e la curiosità è elemento positivo legato all’autostima. Ci sono anche tante ragazzine inquiete ma perché hanno la sensazione di ‘valere poco’. Alle ragazze è associato un valore più alto nella mancanza di autostima e dipendono di più dal giudizio degli altri. Questo aspetto deve far riflettere perché rispecchia una maggiore difficoltà nell’acquisizione di autonomia e indipendenza da parte delle donne, a partire dall’adolescenza. Nella gestione del denaro, ad esempio alle bambine non viene dato come ai maschietti. Ai bambini si dà la paghetta, alle bambine lo si dà a richiesta. Il contesto culturale che attornia le bambine rappresenta uno schema culturale che mantiene differenze di genere stereotipate.

Da dove nasce la consapevolezza verso l’ambiente. È l’effetto Greta Thumberg?

Sulla sostenibilità ambientale il fenomeno Greta ha dato la sensazione ai ragazzi di poter fare la differenza. La Thumberg ha puntato sul pericolo imminente del disastro ambientale ed è riuscita a sensibilizzare i ragazzi in modo profondo, gli adolescenti sono già passati da un pensiero lineare a uno circolare. Il movimento Fridays for Future, come le prime manifestazioni in piazza a cui su va da soli, è diventato un momento decisivo di crescita personale.

E per la sostenibilità economica, da dove nasce il valore?

È più condizionato dalla famiglia. In ambito economico la famiglia è un punto di riferimento quasi esclusivo. A chi chiede i soldi un ragazzino? Ai genitori. La sua sensibilità è legata alla famiglia; quindi per educare dobbiamo il più possibile coinvolgere i genitori, lavorando contemporaneamente sui due fronti, ragazzi e famiglie.

Che ruolo hanno gli adulti e cosa possono imparare dai ragazzi?

I genitori rimangono un riferimento. I ragazzi dichiarano che gran parte della situazione attuale è dovuta alla mancanza di attenzione degli adulti a questi temi e attribuiscono loro delle responsabilità. Nel campo ambientale molti ragazzi hanno insegnato ai genitori a evitare gli sprechi, a riciclare in modo corretto. Sono degli ottimi ambasciatori dentro casa, portano contenuti nuovi e possono sensibilizzare dando l’esempio, anche se cambiare il comportamento degli adulti non è semplice e per questo c’è bisogno di proposte formative ad hoc.

Il progetto SAVE va avanti?

Sì. Proponiamo concetti più semplici per i ragazzi delle elementari per arrivare a temi più complessi per le superiori. Ci sono app per costruire oggetti nell’ottica dell’economia circolare, a partire dal design. Oppure app le medie che aiutano i ragazzini a prendere decisioni più complesse, valutandone l’impatto economico e ambientale. Ovviamente sono materiali a disposizione degli insegnanti in forma gratuita. Tutte le informazioni sul sito Savetour.