SOSTENIBILITÀ, LA DICHIARAZIONE UE SUI DIRITTI DIGITALI

La Commissione Europea ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio di sottoscrivere una dichiarazione di diritti e principi che guideranno la trasformazione digitale nell’UE per il decennio digitale.

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Thais Palermo
SOSTENIBILITÀ, LA DICHIARAZIONE UE SUI DIRITTI DIGITALI

La Commissione Europea ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio di sottoscrivere una dichiarazione di diritti e principi che guideranno la trasformazione digitale nell’UE per il decennio digitale.

La dichiarazione sui diritti e principi digitali, proposta lo scorso 26 gennaio dalla Commissione Europea al Parlamento e al Consiglio, vuole dare a tutti i cittadini Ue un chiaro punto di riferimento sul tipo di trasformazione digitale che l’Europa promuove e difende. L’obiettivo è anche quello di fornire alle forze politiche e alle società che si occupano di nuove tecnologie nei Paesi dell’Unione una guida sui diritti e le libertà sanciti dal quadro giuridico comune, basati sui principi che valgono – fanno sapere da Bruxelles – sia per le tecnologie online che per quelle offline. Una volta ottenuta l’approvazione congiunta di Parlamento e Consiglio, la Dichiarazione definirà anche l’approccio alla trasformazione digitale che l’UE intende promuovere nel mondo.

Secondo Margrethe Vestager, Commissaria europea per la concorrenza, l’Europa vuole garantire l’accesso a tecnologie sicure che funzionino per le persone e che rispettino i diritti e valori alla base del progetto europeo. “Vogliamo che tutti abbiano il potere di prendere parte attiva nelle nostre società sempre più digitalizzate. Questa dichiarazione ci offre un chiaro punto di riferimento per i diritti e i principi per il mondo online”, è stata la dichiarazione della politica danese.

Per il Commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, è necessario che i cittadini europei possano contare su servizi di connessione di qualità, sull’accesso continuo ai servizi pubblici e su uno spazio digitale sicuro ed equo. “La dichiarazione dei diritti e dei principi digitali stabilisce anche una volta per tutte che ciò che è illegale offline dovrebbe esserlo anche online. Miriamo anche a promuovere questi principi come standard per il mondo”, ha concluso Breton.

Diritti e principi nell’era digitale

La dichiarazione, che riguarda i diritti e i principi chiave per la trasformazione digitale, vuole mettere al centro le persone e i loro diritti, sostenere la solidarietà e l’inclusione, garantire la libertà di scelta online, promuovere la partecipazione allo spazio pubblico digitale, aumentare la sicurezza e l’emancipazione delle persone e promuovere la sostenibilità del futuro digitale.

Questi diritti e principi dovrebbero accompagnare le persone nell’UE nella loro vita quotidiana: connettività digitale accessibile e ad alta velocità ovunque e per tutti, aule ben attrezzate e insegnanti con competenze digitali, accesso senza interruzioni ai servizi pubblici, un ambiente digitale sicuro per i bambini, disconnessione dopo l’orario di lavoro, ottenere informazioni di facile comprensione sull’impatto ambientale dei nostri prodotti digitali, controllare come vengono utilizzati i loro dati personali e con chi vengono condivisi.

La dichiarazione è radicata nel diritto dell’UE, dai Trattati alla Carta dei diritti fondamentali ma anche nella giurisprudenza della Corte di giustizia. Si basa sull’esperienza del pilastro europeo dei diritti sociali. Già nel 2018 l’ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli aveva promosso l’idea dell’accesso a Internet come un nuovo diritto umano. La promozione e l’attuazione dei principi enunciati nella dichiarazione costituirà un impegno e una responsabilità politica condivisi a livello sia dell’Unione che degli Stati membri, nell’ambito delle rispettive competenze. Per garantire che la dichiarazione abbia effetti concreti sul campo, a settembre la Commissione ha proposto di monitorarne i progressi, valutarne le lacune e fornire raccomandazioni per azioni attraverso una relazione annuale sullo “Stato del decennio digitale”.

Ora il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati a discutere la bozza di dichiarazione e ad approvarla al massimo livello istituzionale. L’approvazione dovrebbe arrivare entro quest’estate.