STATUE DI CARTA RICICLATA, L’ARTE CHE PROMUOVE SOSTENIBILITÀ

A Lucca è in corso la biennale Cartasia, rassegna d’arte contemporanea dedicata alla paper art con mostre indoor e opere monumentali nelle piazze principali. Il tema di quest’anno “Paura e Desiderio”.

TURISMO
Susanna Bagnoli
STATUE DI CARTA RICICLATA, L’ARTE CHE PROMUOVE SOSTENIBILITÀ

A Lucca è in corso la biennale Cartasia, rassegna d’arte contemporanea dedicata alla paper art con mostre indoor e opere monumentali nelle piazze principali. Il tema di quest’anno “Paura e Desiderio”.

Creativi e sostenibili. L’arte non si sottrae all’esigenza di consumare meno possibile e usare materiali di riciclo, anzi reinventa se stessa e propone nuovi scenari come quelli visibili in mostra a Lucca, in queste settimane, nell’ambito di Lucca Biennale Cartasia 2021, l’appuntamento biennale con l’arte della carta. Una rassegna indoor con oltre cento opere e una parte outdoor, in giro nelle piazze della città, con una decina di statue monumentali realizzate in carta riciclata, proveniente dal distretto cartario locale, primo in Europa.

“Sono, per certi versi, opere impossibili, che destano grande curiosità – racconta Emiliano Galigani, direttore artistico di Lucca Biennale Cartasia – oggetti di carta che creano stupore, resistono alle intemperie e dimostrano che la carta non è fragile”. Programmata nel 2020 e poi saltata al 2021 per le vicende legate alla Pandemia, la rassegna, in corso fino al 26 settembre, ha un tema: paura e desiderio. Due parole d’ordine – due tag, diremmo oggi – consegnate agli artisti impegnati nell’evento, una sessantina in totale tra artisti tout court, performer, architetti e designer, chiamati ad esprimersi sul tema con le loro opere. ”

Photo credits : Emma Hardy “Risky Rewards” (piazza S. Michele)

“Ogni anno, durante la biennale, ci riuniamo per individuare il tema dell’appuntamento successivo. Nel 2018, decidendo per il 2020 scegliemmo ‘paura e desiderio’ cercando di immaginare il futuro e pensando che l’evoluzione della situazione politica internazionale avrebbe portato al centro il fenomeno dell’immigrazione. Mai avremmo potuto immaginare lo scatenarsi di una pandemia, e che ‘paura e desiderio’ sarebbero diventati così forti. Ci siamo resi conto di quanto chi fa questo mestiere è in grado di avere uno sguardo sul futuro, a volte inquietante, una sorta di vaticinio”, spiega Galigani. Oltre a tema c’è anche un paese ospite, protagonista al centro della scena e leader nel mondo in fatto di carta, ed è il Giappone. Per Galigani abbiamo molto da imparare dal popolo nipponico, “intanto il grande rispetto che il Giappone ha delle proprie tradizioni, una vera e propria venerazione. Gli antichi maestri cartari sono considerati un valore nazionale, mentre da noi la tradizione sta morendo. Il popolo giapponese ha una vera ossessione della perfezione, che mette in tutto ciò che fa. È anche un loro limite come pure una grande lezione di rispetto”.

Photo credits : Matteo Raciti , Officina Chiodo Fisso “Hybris”,(Porta dei Borghi)

Il rispetto delle tradizioni e la capacità di valorizzare il tessuto locale hanno molto a che fare con la biennale Cartasia a partire dal fatto che il territorio esprime il distretto della carta al primo posto in Europa nella produzione di carta tissue, destinata ai consumi per uso igienico e sanitario e una tradizione della carta che parte dal 1400, “Tutto ciò che oggi è digitale, fino a ieri veniva stampato. La conoscenza è consegnata alla carta. Se la cultura viene dalla carta, qui la carta la si fa. Nel mettere in piedi la rassegna biennale siamo semplicemente partiti dal genius loci”. Per il 2022 il tema è noto, sarà ‘carta bianca’: la possibilità di un futuro diverso, un salto nel buio, il coraggio di scegliere.

Credits immagine in evidenza : Claudio Acuña “First of all, movement” (piazza S. Francesco)