STILI DI VITA SOSTENIBILI SECONDO IL FAIR TECH REVOLUTION

Si chiama P.E.R. il progetto inaugurato nel 2009 che oggi è un vero e proprio Parco per le Energie Rinnovabili. Ospitalità e formazione per toccare con mano, e imparare, “che si può fare da sé”.

AMBIENTE
Francesca Tomassini
STILI DI VITA SOSTENIBILI SECONDO IL FAIR TECH REVOLUTION

Si chiama P.E.R. il progetto inaugurato nel 2009 che oggi è un vero e proprio Parco per le Energie Rinnovabili. Ospitalità e formazione per toccare con mano, e imparare, “che si può fare da sé”.

Una storia di rottura con il passato con lo sguardo verso un futuro che va a braccetto con la tecnologia. Quella “giusta”, per l’uomo e per il pianeta, che possa salvaguardare la sinergia vitale tra l’uomo e la natura. Questo e molto altro è P.E.R., Il Parco dell’ Energia Rinnovabile fondato nel 2009 da Alessandro Ronca: un luogo immerso in una delle leccete più grandi d’Europa, tra Todi e Amelia (TR) dove a farla da padrone sono parole come sostenibilità, risparmio energetico, riciclo, autonomia produttiva. Una produzione di 6,7 kw grazie a due impianti fotovoltaici, 1800 watt generati con generatori eolici, 2000 litri di acqua riscaldata con collettori solari, 250.000 litri di acqua dall’accumulo delle acqua piovane. Questi sono solo alcuni dei numeri di un progetto partito da niente, là dove sorgono il casale e le sale polivalenti c’era poco più di un rustico, che oggi si pone come uno dei principali centri di ricerca e sperimentazione sulle energie rinnovabili in Italia.

Un esempio di struttura autosufficiente a livello energetico, a impatto positivo, che ospita un agriturismo ecosostenibile immerso nei boschi delle colline umbre, ai piedi dei Monti Amerini. Un luogo dalle molteplici identità, centro di ricerca, agriturismo e resort ecosostenibile, centro di educazione ambientale, certo di formazione, tutte accomunate dall’intento di ottimizzare sistemi energetici e ispirare nelle persone il desiderio di cambiare paradigma. «Ho un passato da iperconsumista – esordisce Alessandro Ronca, socio fondatore e direttore scientifico del P.E.R. – lavoravo come direttore nei grandi alberghi, in una realtà che di solito è diametralmente opposta al concetto di risparmio energetico». Poi, come a volte succede, un momento di confusione è stato l’occasione per scendere dalla giostra e cambiare tutto. «Ho avuto anch’io il mio anno sabbatico –continua Ronca- ho lasciato tutto e ho iniziato a leggere, documentarmi. Ne sono venuto fuori con le idee chiare. Che nella pratica – continua – si sono concretizzate nella realizzazione di una struttura che usasse la mia esperienza nell’ambito dell’ospitalità tenendo però conto delle tematiche che invece non avevo mai affrontato».

Un’avventura intrapresa con la moglie Chiara Flugy Papè e l’amico e socio Maurizio Ferrario. «Il primo progetto su cui abbiamo lavorato – prosegue Alessandro – è stata l’acqua. Qui al P.E.R. non arriva l’acquedotto. Abbiamo perciò istallato sul tetto un sistema di raccolta delle acque piovane. C’era però bisogno di un filtro di prima pioggia, per impedire che la prima acqua che scende dal tetto arrivasse direttamente nelle cisterne e le contaminasse con eventuali impurità. Per risolvere il problema abbiamo istallato un contenitore della capacità commisurata a raccoglierei il primo millimetro di pioggia del tetto. Dalla grondaia l’acqua arriva al contenitore, al cui interno abbiamo messo un pallone da calcio. Quando il contenitore si riempie il pallone tappa l’ingresso dell’acqua che a quel punto può confluire direttamente nelle cisterne lasciando chiusa nel contenitore quella “sporca” che a sua volta può essere recuperata e usata per altri scopi. Sono vent’anni che l’intera struttura va avanti con la raccolta delle acqua piovana».

Sistemi semplici, a volte ingegnosi, che sono stati applicati a tutti gli ambiti. Acqua, riscaldamento, energia elettrica. Tutto autoprodotto, ottimizzato, riciclato. «L’idea che mi ha sempre guidato – racconta ancora Ronca –  è stata quella di sperimentare un modo di vivere e offrire il confort facendo attenzione a tutte quelle che sono le risorse disponibili». Un progetto che non è rimasto sulla carta ma ha trovato espressione nelle decine di applicazioni, visibili e funzionanti all’interno del parco, che permettono una “off grid living”. Provare per credere, il P.E.R. offre corsi di formazione per imparare a costruire da sé, per la propria casa, i sistemi che alimentano il parco. Un progetto in continua evoluzione che, come dice Ronca, non sarà mai finito, che oggi ha messo allo studio la progettazione di moduli abitativi autosufficienti a basso costo. «Oggi – chiude Alessandro – mi dà una grande soddisfazione cercare di esportare questi principi. A questo proposito ho creato dei video consultabili liberamente on line ed è in uscita il mio libro “Vivere senza bollette”. Un libro- precisa- che non offre ricette ma ingredienti, dove il vero cambiamento è capire di essere sempre pronti al cambiamento».