STOP “USA E GETTA”, VIA LA PLASTICA MONOUSO

Da qualche giorno è entrata in vigore anche in Italia la direttiva europea Sup (Single Use Plastic) che vieta la vendita di alcuni prodotti con l’obiettivo di ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente.

AMBIENTE
Alessio Ramaccioni
STOP “USA E GETTA”, VIA LA PLASTICA MONOUSO

Da qualche giorno è entrata in vigore anche in Italia la direttiva europea Sup (Single Use Plastic) che vieta la vendita di alcuni prodotti con l’obiettivo di ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente.

Basta plastica monouso: in Italia non è più possibile vendere prodotti monouso che non siano compostabili o biodegradabili.  Dal 14 gennaio infatti è entrata ufficialmente in vigore anche in Italia la direttiva europea Sup (Single Use Plastic) che ha l’obiettivo di ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente. E dunque alcuni oggetti di uso comune spariranno dagli scaffali e dai banconi di negozi e supermercati: posate, piatti, cannucce ed altri prodotti in plastica, i bastoncini cotonati ( meglio conosciuti come “cotton fioc”), gli agitatori per le bevande, le aste da attaccare come sostegno dei palloncini, alcuni modelli specifici di contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi. Incredibilmente, dall’elenco sono stati esclusi i bicchieri di plastica, che sarà ancora possibile acquistare.

Si tratta di un cambiamento significativo nelle abitudini di acquisto di tanti italiani che sta passando un po’ sotto traccia. La notizia dell’ingresso nel nostro ordinamento della direttiva europea non è stata infatti troppo enfatizzata mediaticamente: la pandemia di covid con tutte le sue conseguenze economico-politico-sociali e le elezioni del presidente della Repubblica hanno fatto probabilmente scivolare in secondo piano una notizia che invece è molto importante. L’Europa sta provando realmente a combattere l’inquinamento prodotto dalla plastica nell’ambiente, e lo fa partendo da quella più dannosa: la “usa e getta”.

Legambiente, per bocca del suo presidente Stefano Ciafani, ha voluto esprimere pubblica soddisfazione per la novità:  “L’entrata in vigore della direttiva Sup anche in Italia – ha dichiarato  Ciafani – è un importante passo avanti, ed è la prima azione green di questo inizio 2022. Non dimentichiamo che il nostro Paese è da tempo all’avanguardia e leader nella lotta alla plastica monouso e nel contrastare il “marine litter” con norme nazionali, come ad esempio il divieto dei sacchetti di plastica e dei cotton fioc non biodegradabili e non compostabili e il divieto all’uso di microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo, riprese poi dalla direttiva europea. Ma nella lotta alla plastica monouso non bisogna abbassare la guardia, anzi l’impegno per ridurla da qui ai prossimi anni – promuovendo sempre di più il riutilizzabile – dovrà continuare con più forza e determinazione di prima anche perché con la pandemia, purtroppo, sono tornati prepotentemente gli oggetti di plastica usa e getta”.

Legambiente ha anche lanciato un grido d’allarme, riferito a qualcosa che sta accadendo in relazione all’introduzione della normativa europea:  “In queste ultime settimane – ha spiegato  Ciafani – stanno comparendo prodotti in plastica molto simili a quelli monouso ma ‘riutilizzabili’ per un numero limitato di volte, come indicato nelle confezioni. E’ un modo, a nostro avviso, per aggirare il bando e che porta ad un incremento dell’utilizzo di plastica piuttosto che ad una sua diminuzione. Per combattere lo strapotere dell’usa e getta in plastica è dunque importante puntare su tre azioni: favorire una drastica e concreta riduzione, attraverso un’applicazione efficace della direttiva; sensibilizzare le persone ad adottare comportamenti e stili di vita più sostenibili ricordando che la dispersione di plastica nell’ambiente può causare seri danni anche alla biodiversità”.

Fatta la legge, trovato l’inganno: sembra essere proprio questa la situazione. D’altronde il divieto introdotto rispetto all’ “usa e getta” rappresenta senza dubbio un problema per chi nei decenni ha tratto guadagno dalla commercializzazione di questo particolare prodotto della plastica. Per provare a contenere il danno a queste aziende è stata decisa una sorta di deroga: le scorte dei prodotti potranno infatti essere smaltite dai venditori purché possano comprovarne l’effettiva immissione sul mercato in data antecedente al 14 gennaio 2022. Per chi immetterà sul mercato o venderà prodotti non conformi sono previste multe che andranno da 2.500 a 25.000 euro.