STRATWARMING E FREDDO POLARE: EMERGENZA CLIMA

Un’ondata di freddo particolarmente intenso sta colpendo l’Europa, e ovviamente anche il nostro paese. Ad innescarla il riscaldamento stratosferico improvviso.

AMBIENTE
Alessio Ramaccioni
STRATWARMING E FREDDO POLARE: EMERGENZA CLIMA

Un’ondata di freddo particolarmente intenso sta colpendo l’Europa, e ovviamente anche il nostro paese. Ad innescarla il riscaldamento stratosferico improvviso.

I cambiamenti climatici, e le conseguenti emergenze ad essi legati, stanno modificando anche il linguaggio, introducendo termini prima poco usati che – in alcuni casi – tendono a preoccupare chi li legge o li ascolta. L’ultima parola che innesca in tanti angosciose riflessioni è “stratwarming”, un fenomeno atmosferico che sarebbe la causa dell’abbassamento repentino delle temperature nelle prime settimane del 2024. Le notizie che sono arrivate dal nord Europa nei giorni scorsi hanno parzialmente avallato questi timori: meno quaranta gradi in Svezia (mai così freddo dal 1999), meno quindici gradi in Germania (temperature mai raggiunte negli ultimi tredici anni), emergenza gelo in Francia. Il tutto, ovviamente rafforzato dalla percezione personale del clima qui in Italia, con basse temperature  sopratutto nella seconda settimana di Gennaio, rese forse più evidenti anche da quelle più miti (e forse altrettanto anomale) che hanno caratterizzato le settimane precedenti in quasi tutto il paese.

Lo Stratwarming

All’origine di questi fenomeni ci sarebbe lo Stratwarming, di cui si sta tanto parlando su giornali, tv, web e sui social. Per Stratwarming si intende  il riscaldamento stratosferico improvviso, definito anche – semplicemente – riscaldamento stratosferico o, in inglese, Sudden Stratospheric Warming (abbrevviato, SSW).

E’ un fenomeno meteorologico anomalo che comporta il riscaldamento rapido della stratosfera terrestre, lo strato dell’atmosfera che si trova tra i 12 chilometri di altitudine (circa 20 all’equatore, circa 8 sopra i poli) e termina intorno ai 50 chilometri. Per riscaldamento rapido si intendono veri e propri “picchi di calore”, innescati da una serie di cause di natura metereologica, che possono arrivare anche oltre i 50 gradi. Questi anomali, rapidi e violenti innalzamenti della temperatura possono causare una vera e propria spaccatura del cosiddetto vortice polare, una vasta area di bassa pressione che staziona sopra il Polo Nord. I picchi di alta temperatura separano questo “fronte polare”, spingendo masse di aria fredda verso nord e verso sud.

Novità climatica o fenomeno noto?

Per molte persone, il termine “Stratwarming”  è nuovo. Sentirlo utilizzare spesso, in queste ultime settimane, ha generato preoccupazione e dubbi. Si tratta di un nuovo fenomeno meteorologico, o di un peggioramento esponenziale di qualcosa di già noto, ma che dovrebbe essere meno intenso di quello che in realtà è?

Non sembra essere così: il riscaldamento stratosferico improvviso è un fenomeno che l’umanità conosce, e che molti di noi hanno già vissuto nel corso della propria vita. Ad esempio, l’ondata di freddo eccezionale del 1985 – con la straordinaria nevicata a Roma e la cosidetta “nevicata del secolo” a Milano – fu causata proprio da uno Stratwarming. Oppure, altro esempio, il prepotente abbassamento delle temperature nel febbraio del 2018, che causò un’altra storica nevicata sulla Capitale d’Italia. Insomma, nessuna paura: lo stratwarming non indica l’arrivo di una nuova glaciazione. E’ un fenomeno meteorologico che va conosciuto, spiegato ed analizzato, e messo in relazione con gli altri eventi estremi. Ma il fatto che sia un evento atmosferico noto non significa che tutti gli eventi atmosferici estremi siano dunque normali: attenzione alle strumentalizzazioni, i cambiamenti climatici sono reali e rappresentano un’emergenza per tutta l’umanità