STRESS DA PANDEMIA: LE CONSEGUENZE SUI GIOVANI

Gli effetti del COVID su bambini e ragazzi, aumentano i disturbi legati alla sfera psicologica. Stiamo attenti ai campanelli d’allarme

SALUTE
Sara Stefanini
STRESS DA PANDEMIA: LE CONSEGUENZE SUI GIOVANI

Gli effetti del COVID su bambini e ragazzi, aumentano i disturbi legati alla sfera psicologica. Stiamo attenti ai campanelli d’allarme

È assodato, la pandemia da COVID-19 non procura solo danni fisici. Ma determina anche un preoccupante aumento dei disturbi legati alla sfera psicologica. Soprattutto nei giovani.
Uno studio effettuato dagli esperti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma ha rilevato che ci sono dei campanelli d’allarme a cui i genitori dovrebbero prestare attenzione per capire quanto bambini e ragazzi si trovino alle prese con quello che è un vero e proprio stress da pandemia.
La salute non è solo quella fisica, ma anche se non a volte soprattutto, quella mentale. Come ci ha confermato questo ultimo anno di emergenza sanitaria che ha visto crescere i disturbi psicologici. La pandemia ha indubbiamente influito negativamente sulla salute mentale di bambini e ragazzi. E così psichiatri e psicologi hanno messo l’accento sul preoccupante incremento di questi disturbi tra i giovani.

Durante il lockdown, molti bambini e ragazzi sembrano aver sperimentato un forte senso di solitudine a causa della chiusura delle scuole e in generale dell’impossibilità di uscire di casa. La condizione di isolamento forzato, la perdita di occasioni di socializzazione, il distanziamento sociale, l’impossibilità di avere contatti fisici, di incontri reali con amici o con i compagni di scuola, la mancanza di routine, soprattutto quella scolastica, rappresentano quell’insieme di fattori che possono generare disturbi psicologici. Tra gli evidenti segni del disagio generato dalla pandemia ci sono ansia, irritabilità che spesso sfocia verso sé stessi o sui genitori, disturbi del sonno, del linguaggio e dell’alimentazione, somatizzazioni fino ad arrivare nei casi più estremi ad atti di autolesionismo.

Il sonno è una parte importante della vita quotidiana, soprattutto per quanto riguarda bambini e ragazzi. Ha infatti un ruolo determinante nel creare una condizione di benessere globale della persona. Tra i campanelli di allarme a cui prestare attenzione ci sono le difficoltà del sonno tali da ostacolare la vita del bambino e gli episodi di “terrore notturno” che si ripetono molto spesso nel tempo. Anche il linguaggio può essere il segnale di problematiche emotive, che si esprimono, ad esempio, con periodi di regressione o balbuzie intermittenti.
Il comportamento alimentare, cioè la quantità di cibo, il tipo di cibo e le sensazioni associate al mangiare sono aspetti molto importanti da considerare. Non ultimo l’aumento di peso causato dalla maggiore sedentarietà e dalla riduzione drastica dell’attività fisica subita durante la pandemia. Quando i bambini o i ragazzi decidono per lungo tempo di non mangiare alcuni tipi di cibo ci si trova davanti a un campanello di allarme da non sottovalutare. Anche quando, in adolescenza, si assiste a una modifica molto radicale delle abitudini alimentari i genitori dovrebbero parlarne subito con il medico.

Bisogna evidenziare che la scuola, l’università non sono solo luoghi di istruzione, ma è anche spazio di relazioni, emozioni, curiosità, sfide, frustrazioni e soddisfazioni. Nell’ultimo anno le dinamiche generate dalla didattica a distanza hanno contribuito a un aumento dei problemi connessi all’attenzione e all’apprendimento scolastico. Si è assistito a una maggiore perdita di interesse per lo studio e a un’emotività che, soprattutto in adolescenza, è risultata più instabile e fonte di disagio psicologico.
In molti il disagio psicologico ed emotivo si traduce in un malessere del corpo con dolori addominali o emicranie. Altri bambini e ragazzi hanno invece un comportamento problematico con irritazione, rabbia, esplosioni di aggressività. In questi casi si può parlare di “somatizzazione”. Porre l’attenzione esclusivamente alle possibili cause “organiche”, cioè sui soli problemi del corpo, può essere fuorviante e portare a molti controlli medici. Controlli che possono a loro volta generare frustrazione e aumentare la preoccupazione sia dei genitori che dei ragazzi.

L’autolesionismo è invece la tendenza ad attaccare il proprio corpo procurandosi intenzionalmente dolore fisico e lesioni. Questo può avvenire attraverso graffi, tagli o bruciature sulla pelle, oppure esponendosi deliberatamente a situazioni di pericolo. I cambiamenti repentini dell’umore e una particolare riservatezza nel mostrare determinate parti del corpo, anche d’estate, possono essere dei campanelli di allarmi rilevatori. Per gli esperti va considerato che ci sarà un’onda lunga di questi disagi che ci accompagnerà anche finita l’emergenza. Ci vorrà quindi del tempo prima che i ragazzi possano ristabilire rapporti sereni.
«Il nostro obiettivo, è quello di sostenere e tutelare la salute nell’infanzia e nell’adolescenza, accompagnando e aiutando i genitori nello sviluppo e nella crescita dei propri figli e in quei momenti critici tipici, che l’emergenza sanitaria in corso ha amplificato» spiega la dottoressa Teresa Grimaldi Capitello, responsabile della psicologia clinica dell’ospedale Bambino Gesù.
Diventa pertanto fondamentale sia da un punto di vista famigliare sia sociale, assistere i giovani nelle loro difficoltà emotive e psicologiche perché la salute psicologica costituisce parte integrante del benessere generale. E questo vale per tutti. Non può passare in secondo piano che l’infezione da Coronavirus è anche un contagio emotivo e quindi, come per i danni fisici da Covid-19, ha bisogno di cure. Perché gli effetti e le ripercussioni non saranno di breve durata.