SUBIACO, IL PRIMO MONASTERO DI SAN BENEDETTO

Cuore pulsante della Valle dell’Aniene, Subiaco è un borgo medievale ricco di storia, arte e cultura. Immersa nella flora e nella fauna del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, è la culla del monachesimo e della stampa.

TURISMO
Monica Riccio
SUBIACO, IL PRIMO MONASTERO DI SAN BENEDETTO

Cuore pulsante della Valle dell’Aniene, Subiaco è un borgo medievale ricco di storia, arte e cultura. Immersa nella flora e nella fauna del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, è la culla del monachesimo e della stampa.

Subiaco, borgo del Lazio, comune della città metropolitana di Roma, si trova a nord della capitale immerso nel Parco Naturale dei Monti Simbruini. Centro più importante della Valle dell’Aniene, Subiaco sorge a picco sulla valle, regalando panorami mozzafiato, passeggiate suggestive, percorsi trekking per amatori e professionisti.

«Ciò che è bello appare beato in se stesso», scrive il teologo Hans Urs von Balthasar, e davvero stringe il cuore, a Subiaco, la visione del monastero di San Benedetto illuminato nella notte stellata dell’Aniene. In una nostalgia di bellezza è catturato, con i suoi chiostri mistici, anche il cenobio di Santa Scolastica, il più antico dell’ordine benedettino. La culla del monachesimo benedettino è anche la culla anche della stampa in Italia, perché i monaci di Santa Scolastica ospitarono a metà Quattrocento la prima tipografia impiantata da due stampatori tedeschi allievi di Gutenberg.

Petrarca definì Subiaco “la soglia del Paradiso”. Per la sua felice posizione all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, per la sua capacità di rispondere a dei requisiti di vivibilità e di qualità dei servizi , ma soprattutto grazie al suo patrimonio ricco di arte e tradizioni, la città è stata inserita nel club, come detto, dei Borghi più Belli d’Italia.

Un richiamo costante alla bellezza, e non solo quella naturalistica; non è un caso, forse, che proprio qui abbiano avuto i natali due donne simbolo del fascino italiano nel corso dei secoli, come Lucrezia Borgia e la diva Gina Lollobrigida.

La storia

Dal latino sub laqueum, “sotto i laghi”, l’abitato sorge sotto i Simbruina stagna, i tre laghi artificiali creati dallo sbarramento del corso del fiume Aniene, sulla cui riva destra l’imperatore Nerone aveva una villa.

302 a.C., gli Equi sono sconfitti dal Latini che prendono possesso del territorio.
55 d.C. ca., da una serie di dighe sul fiume Aniene, l’imperatore Nerone ricava gli specchi d’acqua artificiali con cui circonda la sua grandiosa dimora, di cui restano i ruderi.
368, la pieve in località San Lorenzo, eretta secondo tradizione dal patrizio romano Narzio, si trova nel primitivo nucleo abitato della zona, poco oltre i resti delle mura neroniane.
497, Benedetto da Norcia si insedia nella valle dell’Aniene, presso i resti della villa neroniana, per condurvi per tre anni vita eremitica; nei trent’anni successivi fonda nella zona tredici monasteri, di cui l’unico superstite è quello di Santa Scolastica (in origine di San Silvestro); tutti gli altri sono distrutti nel IX sec. durante le invasioni dei Saraceni; nel 937 papa Leone VII concede al monastero di Santa Scolastica il castellum di Subiaco, che diventa il centro del territorio benedettino.
XI-XII sec., è il periodo di maggior splendore dell’abbazia, favorita da diversi papi; nel 1224 Francesco d’Assisi è a Subiaco.
1456, papa Callisto III istituisce la commenda (donazione dell’uso di un beneficio ecclesiastico a laici o a religiosi) di Subiaco affidandone il governo al cardinale Torquemada; abati commendatari sono nel 1467 il cardinale Rodrigo Borgia (diventato papa con il nome di Alessandro VI) e nel 1492 il cardinale Giovanni Colonna, alla cui famiglia Subiaco è assoggettata fino al 1608.
1465-67, due stampatori tedeschi di Magonza, K. Sweynheym e A. Pannartz, allievi di Gutenberg, impiantano nel monastero di Santa Scolastica la prima tipografia in Italia; tra i primi libri stampati, De Oratore di Cicerone e De Civitate Dei di Sant’Agostino.
1608, la commenda passa alla famiglia Borghese e nel 1633 ai Barberini, che sviluppano l’industria manifatturiera nel quartiere degli opifici.
1775, l’abate Giovannangelo Braschi, diventato papa Pio VI, concede a Subiaco il titolo di «città» dotandola di seminario e biblioteca pubblica.
1944, i bombardamenti angloamericani danneggiano il centro storico, ricostruito al termine del conflitto.

Cosa vedere

Oltre al monastero di Santa Scolastica, già citato prima, a Subiaco vale la pena visitare il Monastero di San Benedetto (o Sacro Speco), il luogo sacro nato laddove il monaco aveva passato tre anni da eremita. L’edificio sorge sul Monte Taleo ed è visitabile gratuitamente (come il Monastero di Santa Scolastica).

Da visitare a Subiaco anche la Rocca abbaziale, nota anche come Rocca dei Borgia. Dai suoi giardini si può ammirare un panorama bellissimo sulla Valle dell’Aniene, mentre gli appartamenti nobili permettono di attraversare cicli pittorici e decorazioni. La rocca fu la culla di Lucrezia Borgia. Da non perdere la Chiesa di San Francesco, quella di Sant’Andrea e di Santa Maria della Valle.

Subiaco vale il viaggio anche per il suo suggestivo laghetto alle pendici del Monte Taleo. Il laghetto di San Benedetto si raggiunge con una passeggiata di circa 10 minuti, luogo ideale dove andare con i bambini per respirare aria pura, cercare un po’ di refrigerio nelle giornate estive, vivere un’escursione immersi nella natura tutto l’anno, con tanto di cascata da ammirare.

Rafting, canoa, kayak e pesca della trota sul fiume Aniene. Escursionismo, orienteering e nordic walking nei dintorni del borgo.

Da piazza del Campo, percorrendo la strada 411 si arriva ai resti della villa di Nerone. Proseguendo per la via dei monasteri, si raggiunge il cenobio di Santa Scolastica e poi quello di San Benedetto. Costeggiando il fiume si prosegue fino al laghetto di San Benedetto.Il territorio di Subiaco è compreso nel Parco dei Monti Simbruini esteso per 30 mila ettari ai confini tra Lazio e Abruzzo. La vegetazione del Parco, che ha cime oltre i 2 mila metri, alterna foreste di querce e faggi a radure caratterizzate dalla presenza di secolari aceri. Si entra nel Parco a Monte Livata (15 km da Subiaco), da dove si raggiunge in breve la località Campo dell’Osso, alle falde del monte Autore. Oltrepassata questa zona si arriva all’impianto sciistico La Monna. Dopo pochi chilometri, alternando ampie radure a passaggi tra i boschi, si arriva allo splendido scenario de Le Vedute.

Come arrivare

Da Roma

Prendere l’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo fino all’uscita Vicovaro-Mandela, superato il casello girare a sinistra e proseguire sulla SS 5 Tiburtina (attenzione agli autovelox!), fino al bivio con Arsoli; tenersi sulla destra e continuare su Via Sublacense sino all’ingresso di Subiaco, seguire su Corso Cesare Battisti e svoltare a destra su via Carlo Alberto dalla Chiesa (*escluso il Sabato), proseguire fino al termine della strada, parcheggiare e procedere a piedi su una stradina che costeggia il fiume Aniene e che arriva al Centro Comunale Sport Fluviali.

Da Napoli

Prendere l’autostrada A1 fino all’uscita di Anagni, al bivio svoltare per Piglio-Altipiani di Arcinazzo oppure Fiuggi-Altipiani di Arcinazzo e quindi proseguire per Subiaco. Seguire su Corso Cesare Battisti e svoltare a destra su Via Carlo Alberto dalla Chiesa (*escluso il Sabato) continuare fino al termine della strada, parcheggiare e procedere a piedi su una stradina che costeggia il fiume Aniene e che arriva al Centro Comunale Sport Fluviali.

Da Rieti

Con la SS Turanense per Carsoli, proseguire lungo la SS 5 Tiburtina (attenzione agli autovelox!) e quindi sulla Via Sublacense sino all’ingresso di Subiaco, seguire su Corso Cesare Battisti e svoltare a destra su Via Carlo Alberto dalla Chiesa (*escluso il Sabato) continuare fino al termine della strada, parcheggiare e procedere a piedi su una stradina che costeggia il fiume Aniene e che arriva al Centro Comunale Sport Fluviali.

Da L’Aquila

Prendere l’autostrada A24 ed uscire a Carsoli, prendere la strada SS5Quater e proseguire poi lungo la SS 5 Tiburtina e quindi sulla Via Sublacense sino a Subiaco. Seguire su Corso Cesare Battisti e svoltare a destra su Via Carlo Alberto dalla Chiesa (*escluso il Sabato) continuare fino al termine della strada, parcheggiare e procedere a piedi su una stradina che costeggia il fiume Aniene e che arriva al Centro Comunale Sport Fluviali.

Riferimenti
www.comune.subiaco.rm.it
www.subiacoturismo.it
borghipiubelliditalia.it/borgo/subiaco