Sudafrica, stop agli allevamenti leoni in cattività

Lo storico divieto imposto dalla ministra dell’Ambiente. Allevatori sul piede di guerra. Il progetto sarà graduale. Gli allevatori avranno fino a 24 mesi di tempo.

APPROFONDIMENTO
Maria Grazia Ardito
Sudafrica, stop agli allevamenti leoni in cattività

Lo storico divieto imposto dalla ministra dell’Ambiente. Allevatori sul piede di guerra. Il progetto sarà graduale. Gli allevatori avranno fino a 24 mesi di tempo.

Decisione epocale in Sudafrica: sarà vietato l’allevamento e la conseguente caccia ai leoni

Per questo Paese dire addio agli allevamenti del ‘re della foresta’ è un cambiamento epocale. Certo la novità sarà graduale: gli allevatori avranno fino a 24 mesi di tempo per terminare questa attività volontariamente, riqualificarsi e quindi adeguarsi al divieto, che al termine di questo arco di tempo diventerà totale.

La ministra dell’Ambiente sudafricana ha presentato questo piano per imporre il divieto e cercare di accreditare il suo Paese tra quelli lottano per la conservazione della fauna selvatica. La ‘caccia ai trofei’ è stata a lungo controversa, e negli ultimi anni le campagne per vietarne l’importazione, si sono diffuse a macchia d’olio in Paesi come gli Stati Uniti, l’Australia e diversi Paesi europei.

Caccia al trofeo

La pratica di allevare leoni e altri grandi felini al solo scopo di farli uccidere da ricchi cacciatori è da tempo pesantemente osteggiata dalle organizzazioni che si occupano di conservazione e diritti degli animali. E ora, dopo anni di forti dibattiti e accese discussioni, il governo del Sudafrica ha deciso finalmente di chiudere definitivamente questa tipologia allevamenti. È la cosiddetta “canned hunting“, la “caccia in scatola”, ovvero la versione più degenerata della caccia al trofeo, quella inoltre anche più controversa e criticata, persino da una grossa fetta della comunità venatoria.

allevamento leoni
I cacciatori, ricchi e spesso stranieri, non esitano a pagare ingenti somme di denaro per portare con sé la testa o la pelle dell’animale ucciso.

Evidentemente le proteste dell’opinione pubblica interna e internazionale hanno avuto effetto e il governo sudafricano ha così preso la storica decisione. Già dal 2021 il governo aveva annunciato l’intenzione di vietare questa pratica, per questo è stata insediata una commissione ad hoc, per lavorare alla soluzione della questione. Dopo due anni di lavoro “La commissione ha raccomandato la chiusura  del settore dell’allevamento in cattività, compreso quello del leone in cattività per scopi commerciali” ha dichiarato la ministra Barbara Creecy.

Così nei giorni scorsi il governo del Paese dell’Africa meridionale ha approvato l’idea di abolire gradualmente il settore di allevamento di leoni e rinoceronti.

Una decisione storica che potrebbe essere ostacolata

È vero però che il divieto, che deve ancora essere convertito in legge, è fortemente contestato dai rappresentanti del settore altamente lucrativo, e il testo potrebbe diventare oggetto di un lungo dibattito nazionale.

In Sudafrica tra gli 8000 e i 12000 leoni sono allevati in circa 350 fattorie, secondo le stime delle organizzazioni per la protezione degli animali, che continuano ostinatamente a denunciare le condizioni in cui gli animali sono tenuti in cattività. Secondo l’ONG Endangered Wildlife Trust, con sede in Sudafrica, solo 3.500 leoni vivono in natura nel Paese, il resto caccia da trofei.

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