SUDOCO: DA LA SPEZIA PARTE LA SPERIMENTAZIONE

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La rivoluzione telematica in tutti i porti italiani. Superare la lentezza della burocrazia.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
SUDOCO: DA LA SPEZIA PARTE LA SPERIMENTAZIONE

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La rivoluzione telematica in tutti i porti italiani. Superare la lentezza della burocrazia.

I porti e la logistica impongono oggi di parlare del Sudoco, nome dato al portale – atteso dal 2003 – che sta per Sportello unico dei controlli alle merci. Ovvero un’unica interfaccia per i procedimenti e i controlli sull’entrata e sull’uscita delle merci nel e dal territorio nazionale, la tracciabilità dello stato di avanzamento e la verifica dell’avvenuta conclusione dell’iter. Detto così può apparire semplicistico e in più una notizia per addetti. Invece si tratta di una innovazione che interessa a tutti perché, attivato, supererà i colli di bottiglia della burocrazia elefantiaca e dispersiva che frena l’economia, palla al piede per la competizione e la concorrenza.

Con il Sudoco infatti i procedimenti non solo saranno tutti digitalizzati ma accadrà che, anche in ritardo ma finalmente, tutti i controlli (doganali, fitto-sanitari, veterinari e così via) si svolgeranno nello stesso momento e nello stesso luogo. Gli affastellati adempimenti burocratici insomma ridotti in un unico luogo e in un unico momento e i transiti delle merci velocizzati verso le loro destinazioni. Parallelamente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli assumerà il ruolo di coordinamento dei procedimenti e dei controlli attraverso il portale, che diventa lo strumento per assicurare l’interoperabilità tra amministrazioni e organi dello Stato.

Attraverso il portale gli operatori avvieranno le procedure per le formalità doganali e le amministrazioni interessate provvedono al rilascio di certificazioni, autorizzazioni e licenze grazie all’interoperabilità tra i sistemi. Documenti messi nell’immediata disponibilità degli operatori: agenti, spedizionieri, doganalisti, logistici. A preannunciare l’avvio sperimentale di questo sistema digitale destinato ad essere applicato a tutti i porti italiani è stata Antonella Bianchi, dirigente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all’assemblea annuale di Fedespedi che si è tenuta a Venezia la settimana scorsa.

E non a caso ha anche indicato che sarà La Spezia, a partire dal prossimo luglio, il primo porto italiano scelto per sperimentare il Sudoco. Non a caso perché nel retroporto spezzino è già in funzione dal 15 luglio del 2020 (cioè da quasi due anni) e con ottimi risultati il primo e ancora unico in Italia Cus (Centro unico dei servizi) gestito dalla società La Spezia Port Service, nel quale sono appunto concentrati gli uffici che eseguono i controlli sulle merci tutti insieme in un unico spazio e in un unico tempo. Non a caso infine anche perché ormai da oltre trent’anni, il Porto della Spezia, secondo in Italia per la movimentazione dei container dopo Genova, è considerato un modello di efficienza grazie alle intese tra enti pubblici, Authority, Dogana, Capitaneria, e operatori privati riuniti nelle associazioni degli agenti, degli spedizionieri e dei doganalisti. Intese che avevano già portato per esempio alla introduzione dello “sdoganamento in mare” (il pre-clearing) sulle navi ancora in navigazione verso il porto di destinazione.

Il pre-clearing è utilizzato per le merci caricate a bordo dei cargo la cui navigazione, una volta varcati gli stretti del Mediterraneo, è seguita dai sistemi satellitari/radio delle Capitanerie di Porto che segnalano alla dogana eventuali comportamenti anomali e deviazioni non previste, al fine di evitare che le merci possano essere sottratte al controllo. Lo sdoganamento in mare è però applicabile al verificarsi concomitante di tre concomitanti condizioni: nave monitorata dai sistemi delle Capitanerie di Porto; attivazione dello Sportello Unico Doganale presso l’Ufficio delle Dogane competente sull’area portuale; utilizzo delle procedure telematiche per la gestione della Temporanea Custodia da parte dei terminal che curano le operazioni di sbarco e la movimentazione dei container. Dall’esperienza di quasi due anni, come detto, con questa procedura si eliminano, oltre alle complicazioni, i tempi di stazionamento delle merci nei terminal di sbarco con ovvi benefici per le aziende anche in termini di costi.

Per tutti questi motivi l’annuncio arrivato da Venezia è stata accolto con orgoglio ma non con sorpresa dagli operatori del Porto della Spezia che hanno dimestichezza con le innovazioni fin dalla riforma Prandini e che anzi proprio domani torneranno a confrontarsi, sotto l’egida di Confindustria, su “La Spezia e il suo Porto – Protagonisti nello scenario globale del Terzo Millennio” in un convegno nazionale che ospiterà autorevoli relatori dopo l’inquadramento nel contesto globale affidato al professor Paolo Magri Vice Presidente Esecutivo dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale – e docente di Relazioni Internazionali alla Bocconi. E tra i relatori, oltre ai due presidenti delle Regioni Liguria e Toscana, ci sarà anche Marcello Minenna, il Direttore Generale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.