SULLA LUNA PER LAVORARE SODO, SERVONO ASTRONAUTI GEOLOGI

L’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato una campagna di formazione per permettere agli astronauti futuri di guardare con l’occhio del geologo la Luna. E la stessa cosa accadrà quando si arriverà su Marte.

APPROFONDIMENTO
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Roberto Di Meo
SULLA LUNA PER LAVORARE SODO, SERVONO ASTRONAUTI GEOLOGI

L’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato una campagna di formazione per permettere agli astronauti futuri di guardare con l’occhio del geologo la Luna. E la stessa cosa accadrà quando si arriverà su Marte.

Si tornerà presto sulla Luna, anche per lavorare sodo. Servono geologi spaziali che dovranno studiare le rocce del nostro satellite al fine di comprendere meglio il sistema solare e le sue caratteristiche. L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato la campagna di formazione geologica per permettere ai futuri astronauti di avere una competenza specifica per la classificazione delle rocce lunari anche per avere una maggiore possibilità di sfruttamento. Il corso si chiama ‘Pangaea’ scelta mutuata dal termine greco di Pangea, il nome delle terre emerse prima di diventare continenti.

Il coordinatore del corso di formazione, Samuel Payer, ha affermato che si partirà dallo studio del sito di atterraggio, passando per la pianificazione di una spedizione lunare, fino alla ricerca di risorse locali. “Pangaea – ha sottolineato Payer – è un eccellente corso per preparare gli astronauti a raccogliere rocce sulla Luna e comprendere perché vi stiamo tornando”. I partecipanti alla campagna di quest’anno sono l’astronauta dell’ESA Andreas Mogensen, l’astronauta della NASA Kathleen Rubins e l’ingegnere dell’EAC Robin Eccleston. Alle lezioni di base seguiranno escursioni sul campo nelle Dolomiti italiane, nel cratere del Ries in Germania e nei paesaggi vulcanici di Lanzarote, in Spagna, per esaminare le caratteristiche lunari e marziane presenti sulla Terra. Grande appassionato di spedizioni avventurose, Andreas Mogensen non vede l’ora di diventare un competente scienziato sul campo. Kathleen Rubins, invece, fa parte del gruppo di astronauti Artemis e potrebbe diventare la prima donna americana ad atterrare sulla Luna. La microbiologa ha trascorso 300 giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale e nel 2016 è diventata la sessantesima donna a volare nello spazio.

Grazie a nuovi strumenti, afferma una nota dell’ESA, il corso  Pangaea 2021 si avvicina ancora di più alla realtà con effetti visivi migliori. “Stiamo introducendo la realtà virtuale per una ‘scienza aumentata’ e operazioni più efficienti”, evidenzia Francesco Sauro, direttore tecnico del corso. Ritorno sulla Luna, ma prossima fermata Marte. I partecipanti indosseranno visori per la realtà virtuale per immergersi totalmente in un vero e proprio paesaggio marziano. Oltre alle immagini e a decine di mappe 3D, i partecipanti vedranno una combinazione di informazioni reali e immagini satellitari con il progetto PLANMAP (PLANetary MAPping project), in esecuzione dietro le quinte. L’ESA sta anche sviluppando uno strumento digitale per spedizioni lunari efficienti. L’Electronic Field Book, o registro di campo elettronico, è un sistema informatico onnicomprensivo che opera su dispositivi portatili, una sorta di tablet spaziale, utilizzato per registrare dati scientifici in ambienti remoti. L’app aiuta gli astronauti a identificare i minerali, registrare ogni passo della spedizione spaziale, comunicare con gli scienziati sulla Terra e integrare gli input di microscopi e telecamere a 360°.

Alcuni dei maggiori scienziati planetari europei terranno lezioni nell’ambito di questo corso geologico, astrobiologico e operativo, con formazione sul campo. “Abbiamo migliorato il flusso della formazione con lezioni che diventano più complesse all’aumentare delle conoscenze geologiche dei partecipanti”, aggiunge Francesco Sauro. Gli istruttori parleranno, inoltre, della diversità e della tenacia delle forme di vita e il modo in cui identificarle durante le missioni planetarie future. I partecipanti acquisiranno conoscenze sulla protezione planetaria, nel rispetto dei rigorosi protocolli di sicurezza contro il Covid-19.

Nelle immagini: degli astronauti mentre studiano le rocce e in un’escursione sul terreno di studio. (Foto: Ente Spaziale Europeo)