TANTI INVESTIMENTI “VERDI” NELLA LEGGE DI BILANCIO 2022

Il raggiungimento degli obiettivi previsti della transizione ecologica e della lotta ai cambiamenti climatici passa soprattutto attraverso le azioni messe in campo dai singoli paesi. L’Italia si sta muovendo in questa direzione, lo dimostrano la quantità di fondi stanziati nella legge di bilancio.

AMBIENTE
Domenico Aloia
TANTI INVESTIMENTI “VERDI” NELLA LEGGE DI BILANCIO 2022

Il raggiungimento degli obiettivi previsti della transizione ecologica e della lotta ai cambiamenti climatici passa soprattutto attraverso le azioni messe in campo dai singoli paesi. L’Italia si sta muovendo in questa direzione, lo dimostrano la quantità di fondi stanziati nella legge di bilancio.

Gli elevati stanziamenti previsti in interventi verdi sono legati all’obiettivo della tanto agognata transizione ecologica. Per raggiungere lo scopo è necessario dotarsi un vero piano di contrasto ai cambiamenti climatici, che preveda misure per l’abbattimento delle emissioni climalteranti e la messa in atto di un processo di decarbonizzazione e di emissioni zero.  In questo quadro che si inseriscono le misure “green” presenti nella legge di bilancio 2022 che puntano sull’aspetto climatico e riguardano principalmente il Fondo italiano per il clima, istituito grazie a un fondo del Ministero per la Transizione Ecologica. Ha lo scopo di promuovere interventi pubblici e privati che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi previsti dagli accordi internazionali sul clima e sulla tutela dell’ambiente.

Tra questi accordi in particolare c’è il pacchetto climatico fit for 55 la cui dotazione finanziaria è pari a 840 milioni di euro ( per ogni anno nel periodo 2022- 2026) ma che si ridurranno a 40 milioni nel 2027. A gestire questi fondi sarà la Cassa Depositi e Prestiti, più nello specifico la Cassa Depositi e Prestiti per lo Sviluppo Sostenibile (Climate and Sustainable Development Italian Platform ) nata nel maggio del 2018 in seguito a un accordo di cooperazione con l’allora Ministero dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare oggi diventato Ministero per la Transizione Ecologica.

Stanziamenti pari a oltre 2 miliardi nel periodo 2026 – 2035 andranno invece a finanziare il piano nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. E si interverrà anche in settore fondamentale che è quello della mobilità sostenibile. A questo specifico capitolo sono destinati 2 miliardi di euro (50 milioni all’anno nel periodo 2023 – 2026, 150 milioni dal 2027 al 2029, 300 milioni per il 2030 e 250 milioni fino al 2034) somme destinate a un apposito fondo per la strategia di mobilità sostenibile stabilito anche nel Piano di ripresa e resilienza. Sono infatti finanziati investimenti nel trasporto pubblico locale (acquisto di nuovi autobus), incentivato l’impiego di carburanti rinnovabili per navi, aerei e treni e in questo caso si punta sull’ acquisto di mezzi rotabili ad idrogeno, nonché il rinnovo dei mezzi adibiti all’autotrasporto e la realizzazione di ciclovie. A livello locale, proprio nell’ambito dello sviluppo della mobilità sostenibile, sono previsti ulteriori 4,7 miliardi per il potenziamento delle metropolitane (Torino, Milano, Genova, Roma, Napoli) e il trasporto rapido di massa (realizzazione di BRT, bus rapid transit)

C’è anche un Fondo per il sostegno alla transizione industriale, per il quale sono previsti 150 milioni a partire già da quest’anno. E che concede agevolazioni per le imprese soprattutto per quelle cosiddette “energivore”, per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico e per l’economia circolare.

Fino al 2023 viene inoltre prorogato il superbonus 110% che tuttavia avrà nel 2024 un decremento al 70% al 65% nel 2025.

L’aver messo a bilancio queste misure “verdi” dimostra quanto il nostro Paese cerchi di non farsi trovare impreparato davanti alle sfide che la transizione ecologica chiede di affrontare ai vari paesi dell’Unione Europea.

Per approfondire : www.nextville.it/normativa/46815/legge-30-dicembre-2021-n-234/