TATUARE GREEN SI PUÒ

L’arte del tattoo di Lady Sara e la sua ricetta di vita e di lavoro: vegan ed eco-friendly ma da vivere sempre anche sulla pelle.

AMBIENTE
Francesca Franceschi
TATUARE GREEN SI PUÒ

L’arte del tattoo di Lady Sara e la sua ricetta di vita e di lavoro: vegan ed eco-friendly ma da vivere sempre anche sulla pelle.

Salvaguardare il pianeta, agenda 2030 e accordi di Parigi. E ancora plastic free, carbon tax, modifica delle abitudini e minor impatto ambientale. Ma di quali abitudini stiamo esattamente parlando? Come tendere concretamente la mano ad un mondo più green ed essere ancora più e intimamente amici dell’ambiente? A ben guardare la risposta potrebbe essere semplice. “Cominciando dalle piccole cose e, in primis, da quelle che non avremmo mai pensato”. Tipo? Optare, qualora lo desiderassimo, per tatuaggi ecosostenibili, tanto per fare un esempio! Lo avreste mai detto?

La cesenate Sara Liverani, ma per i suoi quasi 62mila followers Instagram semplicemente “Lady Sara”, è proprio una eco-tatuatrice. Si è avvicinata al mondo vegano nel 2004, all’età di 19 anni, e da quel momento ha trasformato completamente la sua vita, anche in ambito lavorativo, seguendo l’etica vegana sia nei prodotti che nell’approccio, ritenendo che il concetto cruelty-free possa essere applicato anche alla pratica del tatuaggio. Che tradotto significa?

Noi umani siamo deleteri, sfruttiamo qualunque tipo di risorsa e produciamo rifiuti che nessuno utilizza, anzi rimangono lì a pesare sul mondo finché non saranno un peso troppo grosso – racconta Lady Sara sul suo blog.  Essere eco-friendly vuol dire cercare di sfruttare con più consapevolezza le risorse che abbiamo a disposizione, utilizzare risorse che sono naturalmente disponibili sprecandone il meno possibile e riducendo il numero dei rifiuti

Ecco che tatuatrice eco-friendly significa applicare questi principi anche al mondo lavorativo dei tattoo. Così come ha scelto di fare Sara, impegnata quotidianamente a cercare linee e sentimenti per trasformarli in attimi eterni o, più semplicemente, a disegnare storie e raccontare disegni, che ha creato il suo studio di tatuaggi all’interno di una struttura bio-sostenibile capace di sfruttare, grazie alla sua collocazione, in maniera intelligente la conformazione dell’ambiente e il giro del sole; in questo modo riesce a sprecare meno energie e a sfruttare quelle naturali. Non solo.

Si tratta di un luogo costruito esclusivamente con materiali riciclati e riciclabili, naturali e biodegradabili – aggiunge -.  Il mio studio di tatuaggi è costruito di mattoni e paglia, legno e bio-calce: no PVC, no cemento armato, no prodotti artificialmente creati dall’uomo. Inoltre, per sfruttare al meglio le risorse e avere il più basso impatto ambientale possibile, il riscaldamento dei locali è prevalentemente collegato al camino e alla legna del nostro bosco e, in aggiunta, si appoggia ad un impianto di riscaldamento a pavimento il cui liquido è riscaldato da pannelli solari, come anche l’acqua della doccia e dei lavandini. Senza considerare che c’è anche un sistema di cisterne per il riciclo delle acque piovane”.

Per non parlare poi degli arredi dello studio dal momento che anche quelli sono tutti riciclati o presi dalle case delle due nonne della tatuatrice.

In questo modo Sara fa la propria parte. E, lo sappiamo, farne un po’ è sempre meglio che niente.

Durante la realizzazione di un tatuaggio – spiega – tutto deve essere ricoperto di plastica a causa del rischio sanitario e ormai la totalità dei materiali che utilizziamo sono usa&getta. Quindi, facile intuirlo, non sarà mai una pratica ad impatto ambientale zero ma, certamente, possiamo ridurlo”.

Ecco che da anni Lady Sara Tattoo ha deciso di abolire i bicchieri di plastica usa&getta per il caffè e l’acqua a favore di tazzine di ceramica e bicchieri di vetro lavabili e sterilizzabili in lavastoviglie, ha eliminato i bicchieri di plastica per l’acqua distillata che usa mentre tatua a favore di bicchieri in carta biodegradabili, depura l’acqua del rubinetto anziché comprare l’acqua in bottiglie di plastica e, al contempo, ha modificata il packaging delle sue GIFT BOX eliminando la plastica e utilizzando imballaggi in carta – possibilmente riciclata – o cotone.

Non solo.

Per realizzare i suoi tatuaggi compra l’acqua distillata direttamente dal produttore riempiendo taniche in vetro ed evitando così l’acquisto dei boccioni di plastica pesante in cui viene venduta al supermercato.

Ma questa è solo una delle buone pratiche che ha fatto sue.

Infatti chi decide di farsi un tatuaggio nel suo studio è ben consapevole che Lady Sara utilizza solo scotch carta a discapito dello scotch trasparente in plastica, tappi porta inchiostro in carta anziché in plastica e la pellicola alimentare naturale e riciclabile per ricoprire le superficie anziché quella tradizionale in plastica.

Ma non è finita qui.

I suoi tatuaggi, va da sé, sono totalmente vegani così come tutti i materiali che usa durante l’esecuzione del tattoo. Che tradotto significa che tutti i materiali sono naturali e impostati su un’etica cruelty free e che lo studio – che collabora con imprese a km zero, segue un’etica circolare ecofriendly.

Ho creato un sistema digitale di acquisizione e archiviazione del consenso informato, così da non doverlo stampare su carta, risparmiando anche spazio fisico in studio per l’archivio. Disegno digitalmente su Ipad pro 12,9″ con l’eccezionale applicazione ProCreate, il che mi permette di stampare una sola immagine per tatuaggio, l’immagine giusta, già appropriatamente modificata in ogni dettaglio e della giusta dimensione. Nella toilette dello studio ho abolito l’utilizzo di carta asciugamani a favore delle lavette, piccoli asciugamani riutilizzabili, lavabili e sterilizzabili in lavatrice. Stampo naturalmente su carta riciclata e anche il merchandising che regalo ai clienti è ecosostenibile perché scelgo biglietti da visita ecologici o in carta riciclata e adesivi veganit-shirt e shopper in cotone ecologico”.

Del resto il mantra è sempre quello: è poco, ma non è niente.

O come diceva mia nonna – scrive Sara -:  piutost che gnita, l’è mei piutost che tradotto dal Romagnolo all’italiano è: “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”. E dunque? Anche se non abbiamo a disposizione una struttura in bioedilizia, possiamo modificare le nostre abitudini verso una via green, che è già qualcosa di molto grande”.