TERMINAL CRUISE, L'ITALIA CON IL VENTO IN POPPA

Tutti i porti ora guardano al filone d’oro delle crociere. L’Italia rimane leader nel Mediterraneo, non solo per i numeri ma per molti altri aspetti. Così nella top20 del Mare Nostrum è sempre presente dai 9 agli 11 scali.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
TERMINAL CRUISE, L'ITALIA CON IL VENTO IN POPPA

Tutti i porti ora guardano al filone d’oro delle crociere. L’Italia rimane leader nel Mediterraneo, non solo per i numeri ma per molti altri aspetti. Così nella top20 del Mare Nostrum è sempre presente dai 9 agli 11 scali.

Il combinato disposto della disponibilità di risorse straordinarie, dei progetti per strutture oggettivamente non troppo complesse e delle previsioni dei movimenti che ci saranno per l’anno che sta per arrivare sta producendo un fiorire di terminal crociere. Un fenomeno che si registra dagli ultimi mesi in tutti i porti della penisola, grandi o piccoli, che aspirano ad inserirsi nella lista che vede ai primi dieci posti della speciale classifica da grandi numeri i porti di Civitavecchia, Genova, Palermo, Bari, Napoli, Savona, Trieste, Monfalcone, La Spezia e Taranto.

Torna in attività sia pure limitata anche Venezia, dichiarata off per decreto, da agosto, per le grandi navi (sopra le 25mila tonnellate di stazza), le Autorità portuali dell’Adriatico, dello Ionio, dello Stretto, del Tirreno e della Sardegna, da Ravenna a Crotone, a Cagliari, a Livorno, hanno inserito nei piani di sviluppo il filone dei terminal cruise, realizzati, da potenziare o da realizzare in tutta fretta, per cogliere al flusso l’onda della ripresa, facendo leva sulle attrazioni dei rispettivi territori, accanto alle consolidate mete tradizionali. Con il che si aprirà anche un periodo di più agguerrita concorrenza per conquistare più consistenti fette di mercato di una pur consistente torta a disposizione.

D’altronde, nel mondo delle crociere è come se si ripartisse da trent’anni fa. Cioè da quando tutto cominciò per un crescendo prima strutturale poi fino alla esplosione di un fenomeno turistico che, arrivato a numeri strabilianti già nel 2019, si stava preparando a festeggiare un nuovo record in un 2020 con un aumento ulteriore di ben 13 milioni di passeggeri.

Sappiamo poi come è andata, con i numeri crollati prima a 6 milioni, poi azzerati, con le Compagnie che nonostante le difficoltà sono ripartire, gradualmente, quest’anno sia pure con la metà del potenziale a bordo dei crocieristi protetti nelle gite a terra in una sorta di bolla per evitare contatti e contagi. E si è così arrivati alla meta della fine d’anno che si dovrebbe chiudere con 14 milioni di passeggeri, certo ancora molto distanti da quelli pre-pandemia, quando i passeggeri erano arrivati a 30 milioni, ma è già l’inaspettato.

Forti comunque del fatto che, nonostante tutto, l’Italia è rimasta ancora leader nel Mediterraneo, non solo per i numeri ma per diversi aspetti. Basta solo allargare un poco lo sguardo per vedere che nella top20 del Mediterraneo ci sono sempre dai 9 agli 11 scali italiani. Con i primi tre porti, Civitavecchia (per Roma), Genova e Palermo, che dall’alto delle loro posizioni, si predispongono a fare fronte alla nuova crescita, nel 2022, che è stimata nel 118%. Percentuale che in se stessa potrebbe solo dare il senso di una forte ripresa, ma che se messa in relazione al 2019 significa che nel prossimo anno si potrebbe arrivare anche a sfiorare i livelli pre-pandemia.

Tanto che la presentazione dei dati aggiornati del comparto crocieristico e delle previsioni 2022 del Report dell’Italian Cruise Watch, sono stati commentati dal ministro del turismo Massimo Garavaglia come una conquista non scontata ma assolutamente meritata. Come? “Lo scorso anno – ha detto – vedere che nonostante la situazione le navi da crociera giravano ha dato fiducia. Vedere protocolli che funzionavano ha consentito di accelerare alcune ripartenze. Dimostrare nei fatti che si poteva fare ha consentito di avere un’estate che è ripartita subito: non era così scontato”. Da non dimenticare infine l’apporto della cantieristica al mondo delle crociere: basti pensare che alla sola Fincantieri è affidata la costruzione di quattro navi su dieci.