TERRA E MARE SEMPRE PIU’ VICINI GRAZIE ALLA TECNOLOGIA

Una App per i diportisti: ordinano e ricevono a bordo le delizie dei territori che si affacciano sul Santuario dei Cetacei. Mentre il Mediterraneo orientale riparte con il Salone nautico di Venezia, quello occidentale con il Progetto Cambusa: protagoniste Italia-Francia con Sardegna, Toscana, Liguria, Corsica e Costa Azzurra

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
TERRA E MARE SEMPRE PIU’ VICINI GRAZIE ALLA TECNOLOGIA

Una App per i diportisti: ordinano e ricevono a bordo le delizie dei territori che si affacciano sul Santuario dei Cetacei. Mentre il Mediterraneo orientale riparte con il Salone nautico di Venezia, quello occidentale con il Progetto Cambusa: protagoniste Italia-Francia con Sardegna, Toscana, Liguria, Corsica e Costa Azzurra

Si fa sempre più stretto il rapporto tra terra e mare nel segno non solo di una reciproca interdipendenza economica che vede nelle due realtà una formidabile fonte di risorse da mettere a sistema ma anche una collaborazione che faciliti la reciproca conoscenza. Anche perché, si sa, il diportista, storicamente, ha un contatto relativo con il territorio, che ricalca il fenomeno del turismo mordi e fuggi. È la consapevolezza di questi comportamenti che ha indotto a promuovere iniziative che arricchiscano la conoscenza dei luoghi e, tra queste, c’è sicuramente il Progetto Cambusa, di respiro transfrontaliero, finanziato dal programma Interreg Marittimo Italia-Francia, al quale è stata affidata la missione di realizzare un servizio in più per la nautica da diporto, servizio che nel contempo promuova la conoscenza dei territori attraverso le loro eccellenze agroalimentari. Come dire, se la nautica non va alla terra ma si ferma sulla costa, è la terra che va alla nautica, con i produttori che entrano nei porticcioli e che, su ordinazione, portano i loro prodotti, garantiti da un marchio di qualità, Cambusa appunto, sulle banchine o direttamente a bordo.  Si tratta di un green-blu a tutti gli effetti, reso possibile dalla tecnologia. Attraverso una App dedicata, e grazie ad una organizzazione logistica alla quale si sono dedicati due anni di intensa preparazione, si possono infatti fare le ordinazioni sia quando si è all’ormeggio o quando si è ancora in navigazione, semplicemente indicando il porticciolo per la consegna in modo che i diportisti possano trovare la merce al loro arrivo.

È che proprio quando il Progetto Cambusa, esaurite le due fasi preparatorie (selezione dei prodotti e dei produttori, promozione del marchio, realizzazione della piattaforma digitale) stava per entrare nella fase di applicazione è arrivata la pandemia, che ha rallentato le fasi di attuazione ma non interrotto il cammino verso la sua piena attuazione da parte dei promotori che hanno continuato a sostenere che il rischio Covid in barca è davvero minimo, se non inesistente, data la struttura stessa dell’hub nautico.

Il lavoro non sospeso consente ora di riprendere le fila del Progetto e di affrontare la prova del nove della imminente stagione estiva che, nel mare, sta mostrando i segni di una grande vivacità.  Prova ne è il boom di prenotazioni, opportunamente sottolineato dalla Rivista Liguria Nautica, al Salone Nautico di Venezia chiamato a riaprire la serie dei grandi appuntamenti tradizionali di Genova, Viareggio, Cannes, Montecarlo, Düsseldorf, per citare solo i più importanti del nostro continente. E mentre si attende di tastare il polso alla ripartenza dal Salone che si terrà da sabato 29 maggio a domenica 6 giugno all’Arsenale Militare di Venezia, con la Serenissima che, nella ricorrenza dei 1600 anni di fondazione, si candida a tornare punto di riferimento marittimo per i Paesi orientali del Mediterraneo, dalla Turchia alla Grecia, passando per la costa dalmata, anche sul versante occidentale del Mediterraneo ci si prepara all’ attuazione in grande stile del Progetto Cambusa. Cioè all’avvio dei suoi servizi destinati ai porticcioli turistici che si affacciano su un’area altamente suggestiva corrispondente al Santuario dei cetacei.  Sono infatti cinque le regioni coinvolte: Sardegna, Toscana, Liguria, Corsica e Costa Azzurra. Capofila del Progetto è la Camera di commercio di Sassari. I componenti sono Assonautica della Spezia, scelta perché prima per numero di soci in Italia, Assonautica Nord Sardegna, Università di Sassari (cui sono state affidate le ricerche di mercato e la verifica della qualità dei prodotti inseriti nel paniere), Comune di Capoliveri, Ville de Bonifacio, France Station Nautique.

Millepiedi App

Come funziona? È semplice. Grazie a un sistema supportato da una organizzazione logistica è stata infatti realizzata l’App Cambusa, scaricabile sullo smartphone, che permette a qualsiasi diportista, turista e cittadino, l’acquisto e la consegna dei prodotti agroalimentari di nicchia, presenti nella stessa App, in totale sicurezza e libertà.  L’adesione delle aziende produttrici selezionate e contraddistinte dal marchio determina infatti l’accesso alla piattaforma tecnologica realizzata ed implementata sui porti turistici che, come detto, rientrano nell’area compresa nel progetto che, finanziato dal programma Interreg Marittimo Italia-Francia, ha lo scopo di promuovere i prodotti agroalimentari tradizionali nel mercato turistico nautico.

La sfida è quella di creare un modello di un collegamento strutturato tra le due realtà, terra e mare, con il target turistico dei diportisti, che a sua volta offra alle aziende dei territori sia di essere conosciuti sia di avere un nuovo e importante sbocco commerciale. L’equazione è semplice: offrire servizi aggiuntivi ai diportisti incrementando l’attrattiva dei rispettivi territori come destinazione nautica e sostenere le imprese dell’agrifood con un supporto innovativo a costo zero. Già una ventina di anni fa si era pensato a questo servizio ma i tempi non erano ancora maturi. Cresciuta la nautica, cresciuta la produzione di qualità e cresciuta la consapevolezza dei consumatori, si è deciso che le nozze terra-mare s’hanno da fare. Con l’avvio della terza fase saranno attivi showroom virtuali per riempire un vuoto comune a tanti porticcioli grazie ad un marchio, con i rispettivi disciplinari di produzione, che garantisca le caratteristiche di autenticità dei prodotti delle imprese aderenti. Accattivante è lo slogan di base che suona: i migliori prodotti della nostra terra a bordo della vostra barca.  E ogni territorio mette a disposizione le sue eccellenze. Si va dal vino all’olio, dalle birre ai liquori, dalle focacce alle torte, dalle farinate ai mitili o cozze, dai formaggi ai salumi, alle paste artigianali e perfino alle cioccolate. L’unico limite è che va prenotata una quantità minima dei prodotti, elencati nelle disponibilità aggiornate del paniere, per assicurare l’economicità minima del trasporto e della consegna.

Dicevamo che tra gli scopi c’è quello di far conoscere le ricchezze dei territori. Ebbene val la pena di citare un esempio per tutti, Abbiamo parlato di miele, non ovviamente di quello artificiale e importato che troviamo in molti scaffali, ma quello di qualità e di origine controllata che nel nostro caso arriva tutto dalle aziende produttrici della Strada del miele. Strada che attraversa luoghi suggestivi della Valle del Vara e della Lunigiana, nella quale, è possibile e consigliabile, in una escursione, per conoscere le lavorazioni, fare acquisti, degustare nei ristoranti menù tutti a base dei prodotti dell’apicoltura. Che è un modo per sostenere la presenza in natura di insetti che giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi, visto che un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione. Se da un lato c’è l’invito ad aderire alla campagna di Greenpeace “Salviamo le api che fanno molto più del miele”, dall’altro c’è questa possibilità di aiuto concreto, come rileva Romolo Busticchi, presidente della Strada del miele e referente per Assonautica del Progetto Cambusa, anche grazie al blu green terra-mare che, come si è compreso, rientra anche culturalmente nel Progetto.