“TIPICITÀ”, TUTTI I SAPORI DELLE MARCHE

Cibi e vini e itinerari: un invito a scoprire Fermo e dintorni.

TURISMO
Gloria Ciabattoni
“TIPICITÀ”, TUTTI I SAPORI DELLE MARCHE

Cibi e vini e itinerari: un invito a scoprire Fermo e dintorni.

Adagiata fra gli Appennini e il Mare Adriatico, la regione Marche è sempre più un punto di riferimento per quel turismo enogastronomico che va alla ricerca di luoghi suggestivi ma non “di massa”, di cultura, di natura e dell’enogastronomia che ripropone antichi sapori declinati in chiave attuale. Una conferma è stata la 31esima edizione di “Tipicità Festival”, svoltasi al Fermo Forum dall’11 al 13 marzo, presenti all’inaugurazione il Governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, sindaci e assessori dei Comuni circostanti. Ospite d’onore la Tanzania con il suo ambasciatore Mahmoud Thabit Kombo, che ha illustrato le specialità del suo paese in una cena con specialità della Tanzania presso l’ Hotel Astoria di Fermo. A fare gli onori di casa l’ideatore di Tipicità Angelo Serri, che ha presentato numerosi degli eventi, un’ottantina, per illustrare le eccellenze gastronomiche e i vini della regione presentati con “Autochton”. E’ stato presentato anche il Wine Tour delle Marche, l’anteprima del Grand Tour delle Marche che in 16 tappe, fino al 19 maggio, propone un percorso per scoprire il territorio grazie ai viticoltori ma anche agli chef, i sommelier, e i produttori di birra artigianale che stanno avendo un vero e proprio boom. Gran finale di “Tipicità” è stato, come da tradizione, “Stoccafisso senza frontiere”, presso l’ Hotel “Timone” di Porto San Giorgio. Qui con “il giro d’Italia dello stocco” si sono potute gustare, precedute da antipasti e risotto, 8 ricette di baccalà di tutta Italia preparate da ristoranti, confraternite, associazioni, accademie, tutti veri esperti nella realizzazione di questo piatto che si ritrova, con tante varianti, dal nord (come il baccalà alla vicentina) al centro (con le ricette marchigiane) fino al sud con i piatti calabresi e siciliani.

Fermo da scoprire

Fermo  è da scoprire a piedi, con il centro storico che stupisce quando ci si affaccia sulla rinascimentale Piazza del Popolo dove sorge il Palazzo dei Priori, con la Pinacoteca Civica. Qui troviamo  pregiati dipinti e preziosi arazzi fiamminghi intessuti di fili d’oro, e la famosa Sala del Mappamondo, con un mappamondo disegnato dal cartografo Moroncelli di Fabriano nel 1713. Il pregiato oggetto racchiude un mistero: come fu portato nell’edificio se nessuna porta è abbastanza grande da farlo passare? Si sono fatte diverse ipotesi, la più accreditata è che siano stati smontati dei cassettoni del soffitto per calarlo dall’alto. Nel palazzo dei Priori fino al 1 maggio 2023 vi è la mostra “ I pittori moderni della realtà. Verità e illusione tra Seicento e Novecento” curata da Vittorio Sgarbi. Sulla piazza si affacciano anche il Palazzo degli Studi, con la biblioteca comunale “Spezioli”, e il cinquecentesco Palazzo Apostolico che fu residenza dei governatori e dei legati pontifici. Pregevole è anche il Teatro dell’ Aquila, del 1792. Ma soprattutto da non mancare una visita alle cisterne romane (proprio nel centro) costruite tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. Sono 30 stanze con volte a botte, che coprono una superficie di 2.200 mq e regalano l’emozione di essere in uno spazio fuori dal tempo (per visite tel. 0734 217140). Da vedere anche la Cattedrale dalla facciata romano-gotica (1227), che sorge  sul colle che domina la città: se si va a piedi c’è un po’ di salita, ma poi si è ripagati dalla bellezza dell’edificio e dal suo parco, e ci si gode il panorama splendido con il mare sullo sfondo, e si scende in centro percorrendo stradine scoscese tra antiche case, un percorso suggestivo in un’atmosfera d’altri tempi.

Camerino, la voglia di ricominciare

Un’ora e un quarto d’auto da Fermo, ed eccoci a Camerino, che domina dalla sommità del colle una  grande conca delimitata a sud-est dai monti Sibillini. Quella che era una cittadina dalla lunga storia con pregevoli edifici, sede universitaria (fondata nel 1336) di fama internazionale, è stata semidistrutta da un terremoto il 26 ottobre 2016, e ancora oggi il centro storico è zona rossa, con gli edifici in sicurezza ma senza abitanti, solo una ventina resistono e vivono in quest’area fantasma. Gli altri si sono trasferiti in periferia, “ma non è la stessa cosa, qui ci si conosceva tutti da sempre” dice la guida, Giuliana Pisciarelli, mostrando il palazzo dove abitava che racchiude tutti i ricordi suoi e della sua famiglia ora inagibile. Si entra eccezionalmente nella zona rossa accompagnati dal sindaco Roberto Lucarelli e dall’assessore Silvia Piscini. Sono transennate le chiese, i palazzi dai begli affreschi, il “Teatro Filippo Marchetti”: fa impressione l’interno, in alto il soffitto quasi intatti, sotto macerie, nell’atrio le locandine con la programmazione ferma a quel 2017. In centro c’è un solo bar- trattoria aperto, “Noè”, in quello che era il quartiere ebraico della Giudecca: il titolare non si arrende, ha una commovente fede in una ripresa. E la vita ha ripreso ma in periferia, dove sorgono (in parte c’erano anche prima del terremoto) il campus universitario e le facoltà. Ma, come dice il sindaco, c’è voglia di rinascita, così ritornano le antiche tradizioni come la Corsa alla Spada a metà maggio  – sarà la 42esima edizione- e i Campionati Universitari dal 16 al 25 giugno, perché Camerino è una città che non si piega.

Torre di Palme, un inno all’amore

Vicina a Fermo (dista una decina di chilometri) ecco Torre di Palme, il paese dell’amore. E’ un borgo fortificato nato nel Medioevo per proteggere dai pirati lo scalo marittimo della città di Palma, e furono i frati agostiniani a costruire la parte più antica. Oggi vi sono edifici medioevali e rinascimentali e chiese: quella di San Giovanni del Mille con affreschi del XV secolo; quella gotica di Sant’Agostino; quella di Santa Maria a Mare del XII sec. Nel 2019 è stato inaugurato il Museo con i reperti delle tombe dei Piceni qui ritrovate. Punto forte del borgo è il piazzale Belvedere, che si affaccia sulla costa e sul mare. Qui gli innamorati si scambiano baci e promesse, invitati anche dai cartelli nel borgo, e molte coppie vengono qui per sposarsi anche dall’estero, per celebrare un sogno d’amore visitando una delle regioni più varie e belle d’Italia.

Da sapere:

Come arrivare:

si arriva in auto percorrendo la A14 Bologna- Taranto, uscita Fermo- poi prendere Porto San Giorgio, poi prendere la SS Adriatica. In treno, la stazione è a Porto San Giorgio. L’aeroporto più vicino è quello di Falconara-Ancona

Dormire: Hotel Astoria a Fermo, 3 stelle S, a ridosso della Piazza del Popolo, hotelastoroiafermo.it.

Mangiare:  Etoile bistrot a Camerino; a Marina Palmense  chiedere del “Box dei pescatori” di Stefano Piazza, direttamente sul mare, pesce appena pescato da portare a casa o consumare sul posto.

Salumificio Ciriaci a Porto San Giorgio (salumificiociriaci.it): nato nel 1937  anche oggi è sinonimo di salumi marchigiani pregiati, che si vendono anche online (ottimo il ciauscolo, ma anche prosciutti,  salami e la galantina).