TORRITA DI SIENA, IL TURISMO CHE CURA AMBIENTE E TERRITORIO

Torrita di Siena Living Responsible, il progetto nato per sensibilizzare strutture ricettive e aziende agricole a promuovere uno stile di vita nel rispetto dell’ambiente e delle risorse del territorio.

TURISMO
Monica Riccio
TORRITA DI SIENA, IL TURISMO CHE CURA AMBIENTE E TERRITORIO

Torrita di Siena Living Responsible, il progetto nato per sensibilizzare strutture ricettive e aziende agricole a promuovere uno stile di vita nel rispetto dell’ambiente e delle risorse del territorio.

Situata su un colle, Torrita di Siena è una ridente cittadina della parte occidentale della Valdichiana senese. Il centro storico racchiuso entro la cinta muraria, risalente al XII secolo e di cui si possono ancora osservare alcune parti, offre al visitatore angoli caratteristici e opere d’arte non trascurabili. Denominata il “paese color terracotta” per il colore delle sue case è un borgo medievale dove al suo interno si può respirare la storia attraverso i suoi borghi, le sue porte e le opere poste nelle bellissime chiese di epoche diverse. Il comune ha deliberato delle linee guida dedicate alla cura dell’ambiente scegliendo di proporre un turismo consapevole e sostenibile.

Storia

Il nome “Torrita” compare per la prima volta su un codice amiatino del 1037. Il castello, soggetto alla sovranità e alla difesa della repubblica di Siena, era protetto da una cinta muraria munita di torri quadrate e di quattro porte di accesso: Porta a Pago, Porta Gavina, Porta Nova e Porta a Sole. Fu baluardo avanzato (castrum) di Siena nella lotta contro Montepulciano; successivamente, nel 1554 venne conquistata da Firenze e assoggettata al potere mediceo. A partire dagli inizi del Novecento conobbe un grande sviluppo soprattutto per quanto riguarda le attività artigianali e della lavorazione del legno. Lo stemma comunale trae origine dalla storica dipendenza senese del comune: il leone argenteo in campo rosso è infatti uno dei tre simboli patrii della Repubblica di Siena e il suo uso è perdurato nei secoli, fino all’adozione quale emblema provinciale. La versione di Torrita si distingue per l’assenza di corona e per il fatto che il felino regge in una zampa un mazzetto di tre spighe, allegoria della fertilità del territorio. È stata da sempre fedele alla Repubblica di Siena, di cui ha rappresentato un valido baluardo di difesa. Della lealtà e del coraggio di Torrita è conservata memoria nel Palazzo Pubblico di Siena, nella Sala del Mappamondo, dove un affresco rappresenta la Battaglia della Val di Chiana, una delle più cruente combattute in zona e disputate appena fuori dal borgo di Torrita, raffigurato poi nel dipinto. Lo stemma della famiglia dei Medici sulla torre del palazzo comunale testimonia che nel 1554 anche Torrita di Siena è rientrata tra i possedimenti della famiglia fiorentina. In seguito al plebiscito che nel 1860 l’ha annessa al Regno d’Italia, Torrita di Siena ha seguito le sorti e le vicende che hanno accomunato tutta la penisola. Nel ‘Novecento questo borgo ha conosciuto un grande sviluppo, che ha interessato in particolare il settore dell’artigianato e della lavorazione del legno.

Cosa vedere

Torrita di Siena era fortificata da un’alta cinta muraria, composta da torri quadrate, di cui è possibile vedere i resti salendo verso il centro del borgo. Si accede al centro storico racchiuso dentro le mura che sono state ricostruite nel 1528, attraverso una della quattro porte: Gavina, a Pago, a Sole e Nuova. Le quattro porte conducono tutte in Piazza Matteotti, il cuore del borgo, dove è possibile ammirare la sede del Comune, Palazzo Pretorio e l’antica cisterna che forniva l’acqua all’intero borgo. Da non perdere la chiesa romanica delle Sante Flora e Lucilla.  Al suo interno si trova la lunetta marmorea del Sangue di Cristo. Un’opera attribuita a Donatello e che risale probabilmente alla prima metà del Quattrocento.  Tra gli edifici religiosi, si segnalano il Tempio della Madonna delle Nevi, edificato nel 1525, la chiesa di Santa Croce con il suo interessante interno barocco, la chiesa della Santissima Annunziata e quella della Madonna dell’Ulivo, che è probabilmente la più antica del paese e che conserva un’immagine in terracotta della Vergine ritenuta miracolosa.

La cura dell’ambiente

È volta a ridurre l’impatto ambientale del turismo la strategia che il Comune di Torrita di Siena ha deciso di attuare attraverso “Torrita di Siena Living Responsible”, un progetto nato per sensibilizzare le strutture ricettive e le aziende agricole a promuovere, nella loro attività, uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e delle risorse naturali proprie del territorio. Il progetto detta quindi delle precise linee guida per gli operatori turistici locali, i quali, informandosi e indicando ai propri clienti alcune giuste pratiche di comportamento, possono così fare la propria parte nella lotta al cambiamento climatico, consapevoli che anche il loro contributo è utile alla causa.

Le linee guida indicate nel documento sono una serie di iniziative in cui coinvolgere i clienti, si va dal risparmio dei consumi di energia e acqua – per esempio proponendo un uso responsabile dell’aria condizionata e di non far cambiare quotidianamente asciugamani e lenzuola – alla stagionalità dei prodotti alimentari serviti; ma anche consigli pratici che il personale può seguire per un’accorta gestione di ambienti come piscina, lavanderia e SPA; infine suggerimenti di come comunicare al meglio la politica ambientale adottata e presentarla quale valore aggiunto della propria azienda.

Personaggi celebri

Torrita di Siena ha dato i natali a diversi personaggi storici tra i quali citiamo “Frà Jacopo da Torrita” e “Ghino di Tacco”. Il primo è certamente il personaggio più illustre e celebre di Torrita. Francescano, restauratore dell’arte del mosaico nel XIII secolo ed anche pittore. Viene ricordato dalla via che porta alla Collegiata e da un medaglione nella sala del Consiglio Comunale dove si trova un suo ritratto.

Ghino di Tacco nacque a Torrita dalla famiglia Cacciaconti Monacheschi Pecorai, una delle famiglie dei grandi di Siena. Il padre Tacco assieme ai suoi due figli, Ghino e Turino, commetteva furti e rapine ed aveva anche appiccato il fuoco al castello di Torrita; fu condannato per aver ferito gravemente Jacopino da Guardavalle; Ghino fu espulso dal contado senese e si rifugiò a Radicofani, punto di collegamento tra il dominio Pontificio e lo Stato di Siena.

Come arrivare

In auto

 Dall’autostrada A1, sia da nord che da sud, prendere l’uscita Valdichiana/Bettolle e

proseguire sulla SS 327 verso Torrita di Siena.

 Da Perugia, percorrendo la superstrada verso Siena, uscire a Bettolle e proseguire in

direzione di Torrita di Siena.

 Da Siena, percorrendo la superstrada verso Perugia, uscire a Sinalunga e proseguire

in direzione di Torrita di Siena.

In treno

Dalla stazione ferroviaria di Chiusi-Chianciano Terme, prendere il treno regionale per

Siena e scendere alla stazione di Torrita di Siena (orari su http://www.trenitalia.com).

In autobus

Utilizzare le autolinee della LFI (La Ferroviaria Italiana, http://www.lfi.it), nella sezione

Tiemme Toscana Mobilità, per Torrita di Siena. Linee S13 A (Torrita – Bettolle – Guazzino

Sinalunga), ST2 (Torrita – Montefollonico – Montepulciano – Sinalunga – Guazzino –

Bettolle), ST3 (Bettolle – Sinalunga – Torrita – Gracciano – Montepulciano – Chianciano).

In aereo

Aeroporti di Firenze (105 km circa), Pisa (155 km circa) o Fiumicino (210 km circa)

Riferimenti

https://www.comune.torrita.siena.it/

https://www.toscana.info/siena/provincia/torrita-di-siena/

https://www.facebook.com/comune.torritadisiena/

https://www.visittuscany.com/it/localita/torrita-di-siena/