TOSCANA, POLITICHE ATTIVE PER NATALITÀ E MATERNITÀ

La sanità di genere è sempre più un capitolo fondamentale – l’intervento del presidente Giani ad un evento della “Toscana delle Donne”

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Redazione
TOSCANA, POLITICHE ATTIVE PER NATALITÀ E MATERNITÀ

La sanità di genere è sempre più un capitolo fondamentale – l’intervento del presidente Giani ad un evento della “Toscana delle Donne”

“La sanità di genere è sempre più un capitolo fondamentale. Su questo dobbiamo dare indirizzi precisi per l’evoluzione del sistema sanitario anche nazionale”.

Lo sottolinea il presidente della Toscana Eugenio Giani, intervenuto ad un evento della “Toscana delle donne” – format alla seconda edizione ideato e curato dalla capo di Gabinetto Cristina Manetti – il quale che ha messo l’accento sulle sfide nella società al femminile.

Si è parlato di salute, ma anche di finanza ed economia: di tutela della clientela femminile e di educazione sanitaria. E si è parlato anche di denatalità.

“L’andamento demografico fa sempre più emergere – ha sottolineato ancora il presidente della Toscana, Eugenio Giani – come il fare i figli e la maternità sia disincentivata e conseguentemente sia molto basso il numero delle nascite”. “Occorre trattare le questioni demografiche – rilancia Giani – non come un fatto statistico ma come un fatto politico. Occorrono politiche che da un punto di vista delle risorse e delle leggi e degli ordinamenti, in modo attivo, favoriscano la maternità e la natalità e conseguentemente tornare ad un trend che veda l’Italia non Paese in declino ma in crescita”.

Il seminario è stato anche l’occasione per una riflessione ampia:  sul fatto ad esempio che le donne non vadano considerate comunque un gruppo omogeneo, da cui l’importanza (ugualmente per gli uomini) di cure personalizzate, sull’assenza per tutti di destini obbligati, contro alcuni luoghi comuni che vedono le donne meno esposte ad esempio al rischio di patologie cardiovascolari ma che è vero solo fino a quando il loro organismo produce estrogeni e quindi prima delle menopausa e che il rischio aumenta a causa anche di diete povere di frutta (secca e non), verdura, legumi e pesce.

Si è parlato di prevenzione: quella primaria, che a che fare con gli stili di vita e che è più complicata da mettere in atto perché riguarda persone in quel momento sane e che spesso non vedono necessario modificare per tempo le proprie abitudini, e di prevenzione secondaria, che ha a che fare con screening e diagnosi precoci.

Si è parlato del valore e della tutela della salute riproduttiva, del diventare madri o padri ad un’età giusta (o quantomeno, se si decide diversamente, di far sì che sia una scelta consapevole) e di  tutta una serie di eccellenze della sanità toscana.

“La Toscana  – ricorda anche Giani, a margine dell’evento – è stata la prima Regione, oramai quasi dieci anni fa, che ha reso possibile la fecondazione eterologa nelle strutture pubbliche. Vengono da noi anche da altre regioni. Altre eccellenze riguardano le politiche messe in atto per tutelare la fecondità”. E’ il caso, spiegato nel corso del convegno, dell’attenzione e dei percorsi offerti a chi vive una disabilità o a chi si trova a dover combattere, spesso giovani o giovanissimi, con tumori, cure e patologie che possono causare infertilità e dove la conservazione di gameti, nel caso delle donne, può consentire invece di preservare, in qualche modo, la propria fertilità.