TRANSIZIONE ENERGETICA NELL’ITALIA DEI PRIMATI

È partita da Ravenna la svolta per la rete di gas naturale liquefatto di approvvigionamento in terra e in mare di automezzi, di navi e traghetti nell’Alto Adriatico.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
TRANSIZIONE ENERGETICA NELL’ITALIA DEI PRIMATI

È partita da Ravenna la svolta per la rete di gas naturale liquefatto di approvvigionamento in terra e in mare di automezzi, di navi e traghetti nell’Alto Adriatico.

Questa volta ci spostiamo sull’Alto Adriatico perché passa dal Porto di Ravenna una consistente svolta nella transizione energetica la parte che spinge sul gas naturale liquefatto (GNL) per autotrazione pesante terrestre e marittima in Italia. In attesa ovviamente della meta finale che è, lo abbiamo già scritto, l’idrogeno ma quello verde. 

Ce lo dicono tre eventi. Il primo è il battesimo della nave Ravenna Knutsen che garantirà l’approvvigionamento del deposito costiero di gas naturale liquefatto (Gnl) della Depositi Italiani Gnl. La nave può infatti trasportare fino a 30mila metri cubi di Gnl in tre serbatoi in acciaio ad alto contenuto di nichel e isolati, capaci di resistere a temperature criogeniche.

Si tratta ad ogni effetto di un contributo nel processo di decarbonizzazione della flotta mercantile perché la Knutsen è una delle poche navi al mondo e prima in Italia a possedere queste caratteristiche fisiche e funzionali.

Il secondo evento è l’entrata in esercizio, sempre nel Porto di Ravenna, del primo deposito costiero nazionale di gas naturale liquefatto anch’esso al servizio della sostenibilità del trasporto pesante terrestre e marittimo. Lo ha costruito la società Depositi italiani GNL, DIG, la partecipata al 51% da PIR, al 30% da Edison e al 19% da Scale Gas, controllata della spagnola Enagás.

Edison ha così avviato la prima catena logistica integrata per l’approvvigionamento e vendita di gas naturale liquefatto in Italia. Fino ad oggi infatti la maggior parte del GNL proveniva da Marsiglia e Barcellona su Tir, mentre con il deposito di Ravenna si darà una risposta alla richiesta di GNL per la crescente rete di consumatori e distributori su strada e di bunkeraggio per navi e traghetti.

Si tratta peraltro della applicazione della direttiva Eu DAFI con l’Italia che si è impegnata a soddisfare con il GNL il 50% del consumo marittimo e il 30% di quello stradale entro il 2030. Ed è Ravenna il primo porto italiano del TEN-T, la rete trans-europea di trasporto, a dotarsi di una infrastruttura GNL. Che, con un investimento di 100 milioni, ha una capacità di stoccaggio di 20.000 metri cubi e una capacità di movimentazione annua di oltre 1 milione di metri cubi di gas liquido. Una disponibilità che può approvvigionare 12.000 Tir e 48 traghetti all’anno, evitando l’emissione di 6 milioni di tonnellate di CO2 e di azzerare quelle di particolato e di ossidi di zolfo.

Il terzo evento è lo stato di avanzamento del progetto di una maxi stazione di servizio galleggiante che rifornirà anch’essa di Gas naturale liquido (Gnl) le grandi navi in transito nell’Alto Adriatico. L’impianto è stato presentato dalla Rimorchiatori Riuniti Panfido, la società del gruppo Calderan che gestisce le attività di rimorchio portuale a Venezia e a Chioggia, e dall’Autorità di sistema portuale di Venezia.

La maxi stazione viaggerà su una piattaforma, la Cargo Unit, trainata da un rimorchiatore, entrambi in costruzione al Cantiere Rosetti Marino. Piattaforma e rimorchiatore saranno infatti parte integrante del primo sistema autonomo di approvvigionamento di Gnl, un progetto da 40 milioni investiti per 30,5 milioni dal Gruppo Panfido Calderan e per 9,5 milioni finanziati dall’Unione europea.

La maxi stazione vanta infine ben quattro  primati essendo il primo progetto Eu di reale conversione verso energie sostenibili per lo shipping ad aver tagliato il traguardo; il primo impianto integrato per approvvigionare anche le grandi navi; il primo che consentirà di trasportare sotto bordo a una nave più di 4.000 metri cubi di Gnl; il primo al mondo composto da una piattaforma con due giganteschi serbatoi a temperatura controllata che incastra, nella sua poppa, la poppa del rimorchiatore che ne diventa parte integrante.