TRASPORTI URBANI: IL PRIVATO VINCE SUL PUBBLICO

Il Rapporto MobilitAria 2022 offre una fotografia aggiornata della mobilità pubblica. Tra scelte “verdi” dei mezzi privati e difficoltà del trasporto pubblico.

AMBIENTE
Pamela Preschern
TRASPORTI URBANI: IL PRIVATO VINCE SUL PUBBLICO

Il Rapporto MobilitAria 2022 offre una fotografia aggiornata della mobilità pubblica. Tra scelte “verdi” dei mezzi privati e difficoltà del trasporto pubblico.

Boom del monopattino, rafforzamento di reti ciclabili e servizi di micromobilità elettrica, comprese le automobili. Ma anche fragilità del trasporto collettivo urbano. Sono questi, in sintesi, gli elementi messi in evidenza dal Rapporto MobilitAria 2022.

Il documento, presentato a inizi maggio, è stato realizzato nell’ambito della campagna europea Clean Cities da Kyoto Club e dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) in collaborazione con l’Istituto Superiore di Formazione e ricerca per i Trasporti (ISFORT).  Al centro dell’analisi ci sono la mobilità urbana, le emissioni di gas serra e la qualità dell’aria nelle 14 città metropolitane: Roma, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Torino, Venezia.

Tra luci e ombre il quadro che ne esce è piuttosto variegato.

A farla da padrona tra i mezzi di trasporto più usati dagli italiani è sempre l’automobile, seguita, a breve distanza, dal monopattino in condivisione che gode di notevole popolarità. Complici le limitazioni dei contatti fisici imposte dalla pandemia e gli investimenti delle amministrazioni nella ciclabilità. Gli stanziamenti del Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (MIMS) hanno sostenuto lo sviluppo delle reti ciclabili in particolare a Roma (+ 69 km), Genova (+ 29 km), Torino (+17 km), Bologna (+ 12 km) e Cagliari (+11 km).

A registrare una crescita costante nell’ultimo biennio è anche la mobilità elettrica: nel 2021 è stata introdotta in due città che prima ne erano sprovviste (Catania e Palermo) ed è stata potenziata in altre, in particolare a Milano, Torino, Napoli e Bari.

Il bike sharing appare come un fenomeno in costante aumento con un trend positivo rispetto allo scorso anno. La condivisione delle biciclette trionfa a Milano, dove sono presenti quasi 17.000 mezzi, seguita da Roma (con circa 9.700), e poi Torino, Firenze e Bologna.

La città meneghina e la capitale detengono le stesse prime posizioni anche nello scooter sharing, (4.352 pezzi in flotta) seguita dalla Capitale (3.400). Nella condivisione di auto, il car sharing, le prime due posizioni della classifica si invertono: Roma è in testa (con oltre 2.150 veicoli) e Milano si piazza seconda (con circa 2.100), seguita da Torino (880).

Al di là dei servizi in condivisione, il parco mezzi circolante mostra un aumento delle auto ibride e elettriche e una riduzione delle auto a gasolio. In testa c’è Roma (con circa 99.930 vetture ibride e 10.800 elettriche), segue Milano (rispettivamente 86.145 e 7.509), Torino (47.470 e 5.263) Firenze (41.735 e 7.292) e Bologna (29.268 e 2.157).

Tra risultati incoraggianti e margini di miglioramento

Se la diffusione di combustibili puliti è un segnale positivo ciò non è sufficiente per una spinta decisiva verso una sostanziale decarbonizzazione. Nel futuro, come indicato in una nota al report MobilitAria 2022, occorrono trasformazioni strutturali e innovative attraverso l’adozione di alcune misure specifiche, come suggerito dai redattori del rapporto.

Tra queste, oltre al rafforzamento dei servizi di mobilità condivisa e delle reti ciclabili, una maggiore elettrificazione e diversificazione degli orari lavorativi per evitare affollamenti e congestioni del traffico. A cui si aggiunge la necessità di affrontare le debolezze del trasporto pubblico, un settore in sofferenza, che risente il duplice effetto del perdurare della pandemia e del calo degli spostamenti.

Il sostegno al trasporto pubblico in Europa

Per potenziare il trasporto collettivo nelle città, serve innanzitutto realizzare nuove reti tramviarie e ampliando l’offerta di filobus e bus già esistenti. Ma anche stimolare l‘integrazione modale e promuovere zone a basse emissioni, escludendo gradualmente la circolazione delle auto, moto e veicoli commerciali più inquinanti dal centro.

Con l’aumento dei prezzi dell’energia accentuato ma non causato dalla crisi ucraina il trasporto pubblico locale deve essere sostenuto con incentivi economici. Ed è in questa direzione che si sono mossi alcuni paesi europei che offrono ai cittadini una riduzione nei prezzi dei biglietti di treni, autobus e tram.  In Irlanda a partire da metà maggio le tariffe dei mezzi pubblici, in particolare treni e bus, sono state riviste, a vantaggio in particolare dei giovani di età compresa tra i 19 e i 23 anni che godono di una riduzione del 50 per cento.In Germania il governo federale ha annunciato a marzo che avrebbe offerto biglietti mensili scontati sui trasporti pubblici.Con il Programma “9 per 90” in vigore da giugno a settembre, è possibile usufruire di   biglietti del trasporto pubblico, inclusi treni, autobus e tram a 9 € al mese per 90 giorni  (o 27 € per  90 giorni). In Italia a inizi maggio è stata introdotto un bonus per i trasporti pubblici per mitigare gli effetti dell’aumento die prezzi indotti dalla guerra in Ucraina. A studenti e lavoratori con un reddito inferiore a 35.000 euro, è corrisposto un voucher in formato elettronico di 60 euro per viaggiare su autobus, treni e metropolitane. Il bonus rientra in un ampio pacchetto di aiuti da 14 miliardi di euro introdotto dal presidente del Consiglio Mario Draghi per fronteggiare l’inflazione e favorire l’utilizzo dei trasporti pubblici. Riusciranno le misure previste e attuate a garantire maggiore uniformità a livello territoriale e minori discrepanze in ambito pubblico e privato? E, soprattutto, il settore della mobilità riuscirà a mantenere lo slancio anche quando verrà meno il sostegno dello Stato e i fondi dell’UE?