Tumore del pancreas, sensori “intelligenti” misurano la risposta alla chemio
Sviluppata in Puglia una piattaforma 3D con biosensori ottici che rileva la risposta ai chemioterapici e anticipa la terapia
Un gruppo di ricerca multidisciplinare composto da Cnr-Nanotec (Istituto di Nanotecnologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Lecce), Tecnomed Puglia, Università del Salento e ASL Lecce ha sviluppato un’innovativa piattaforma tecnologica di laboratorio in grado di replicare fedelmente il microambiente tumorale di ogni singolo paziente e misurarne in tempo reale la risposta ai farmaci chemioterapici.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Small con il titolo “Sensing-Integrated Patient-Derived Tumorspheres Predict Chemotherapeutic Efficacy via Local Extracellular pH Dynamics“.
La tecnologia: Tumorsfere 3D e biosensori di pH molecolare
Il carcinoma pancreatico è una delle neoplasie più complesse da trattare: la sopravvivenza a cinque anni resta ridotta e le risposte ai farmaci variano fortemente da individuo a individuo. Per rispondere a questa sfida di medicina di precisione, i ricercatori hanno prelevato tessuti tumorali da cinque pazienti operati, isolandone le cellule e ricreando in laboratorio delle “tumorsfere” 3D dotate di sensori ottici. Questi minuscoli biosensori misurano al microscopio e in tempo reale le variazioni di acidità (pH) nello spazio extracellulare senza alterare il campione.
Le tumorsfere sono state poi testate con i tre principali regimi chemioterapici usati in clinica: la combinazione FOLFIRINOX e i principi attivi Gemcitabina e Paclitaxel. Come spiega la Dott.ssa Loretta L. del Mercato, Dirigente di Ricerca di Cnr-Nanotec e Tecnomed Puglia, “le variazioni di acidità misurate durante il trattamento sono risultate differenti, in funzione sia del paziente sia del farmaco, e sono state associate alla risposta delle cellule tumorali al trattamento, fornendo un’indicazione precoce della risposta ai farmaci”. Del Mercato sottolinea inoltre come l’uso di minuscoli sensori ottici osservati al microscopio permetta di misurare cellula per cellula la reazione del tumore ricreato in 3D, avvicinando la ricerca scientifica alle esigenze specifiche di ogni malato.

La forza del nuovo metodo risiede nel riscontro con la realtà clinica. Il Dott. Marcello G. Spampinato, Direttore del Dipartimento di Chirurgia generale e Specialistiche della ASL Lecce, evidenzia infatti che mentre nella pratica ordinaria l’efficacia di una terapia si scopre solo dopo settimane o mesi, in questo studio “le previsioni ottenute in laboratorio dalle tumorsfere sono risultate coerenti con l’andamento clinico reale in quattro pazienti su cinque, un primo segnale incoraggiante verso terapie più personalizzate”.
In prospettiva, l’obiettivo è estendere la sperimentazione a una coorte più ampia. Il Prof. Giuseppe Gigli, Direttore Scientifico di Tecnomed Puglia, conclude ricordando che questo risultato nasce dalla stretta collaborazione traslazionale tra ricerca di base e clinica favorita da Tecnomed Puglia insieme all’ASL Lecce. Il prossimo passo consisterà nel validare la piattaforma su un maggior numero di pazienti per verificare se potrà diventare uno strumento concreto di supporto alle decisioni terapeutiche nelle neoplasie più complesse.
Patrizio Morabito

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