TUTTI PRONTI A PARTIRE PER LE VACANZE A HANDICAP

Slalom fra vecchi cantieri stradali e i nuovi mai cominciati. Da Nord a Sud la viabilità è compromessa, con l’incognita dei finanziamenti del Recovery plan. Soldi che l’Italia non si può permettere di perdere

TURISMO
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Marcello Mancini
TUTTI PRONTI A PARTIRE PER LE VACANZE A HANDICAP

Slalom fra vecchi cantieri stradali e i nuovi mai cominciati. Da Nord a Sud la viabilità è compromessa, con l’incognita dei finanziamenti del Recovery plan. Soldi che l’Italia non si può permettere di perdere

Pronti a ripartire, ma con il freno tirato. Il turismo tornerà, però gli esperti prevedono – dato come misura il massiccio arrivo dei visitatori stranieri – che sarà a pieno regime non prima del 2023 o 2024.  Quindi si può presumere che la gran parte della mobilità dei prossimi mesi sia circoscritta all’ambito nazionale. Tuttavia non sarà trascurabile.  L’assaggio di vacanze a cui gli italiani si sono concessi negli ultimi week end, ha dimostrato che troveremo difficoltà, molte delle quali – sia chiaro – sono le stesse a cui eravamo abituati prima della Pandemia. Da nord a sud, non c’è stata una pianificazione degli interventi strutturali di cui la viabilità nazionale avrebbe avuto bisogno. Molti cantieri stradali sono ancora aperti e andando o tornando dal mare, ci aspettano lunghe code. 

La rete ferroviaria non sembra migliore, benché si stiano riattivando in fretta alcuni servizi che erano stati sospesi a causa della riduzione forzata del numero dei viaggiatori. Lo stato delle strade minaccia di essere devastato lungo alcuni itinerari delle vacanze, per cui c’è il concreto rischio che gli interventi indispensabili vengano eseguiti proprio nel periodo più caldo per il traffico. C’è anche il pericolo che durante il lockdown, totale o parziale, la manutenzione sia stata trascurata e che le magagne si presentino proprio ora che tutto dovrebbe essere in perfetta efficienza. L’esempio della tragedia della funivia del Mottarone, lascia purtroppo una inquietante scia di preoccupazione. 

La mancanza di programmazione, complice l’incertezza delle riaperture, minaccia di essere il leitmotiv dell’estate. Perciò sarebbe auspicabile che le amministrazioni locali attivassero a pieno regime – meglio tardi che mai – la macchina degli interventi più urgenti. In questo panorama, per colpa delle ombre corruttive con le quali purtroppo conviviamo, incombe un sistema di appalti pubblici che potrebbe condizionare la road map. È di questi giorni la polemica sul codice degli appalti e le possibilità di spesa concesse dal Recovery plan. Il Decreto Semplificazioni dovrebbe snellire le procedure per agevolare gli interventi, ma senza esporre le gare al rischio di infiltrazioni della malavita o abbassare le garanzie di sicurezza sul lavoro. 

Ci sarà bisogno di un equilibrio e di un controllo severo e capillare, che sia capace di stroncare gli appetiti criminali. Del resto il nostro Paese non si può permettere di perdere i soldi che stanno arrivando dall’Europa con il Recovery fund. Per una volta l’Italia dovrà dimostrare di sapersi governare con scrupolo e rigore, rispettando una sinergia fra governo centrale e amministrazioni locali, coordinata dall’Autorità nazionale anti corruzione. Ce la farà a cambiare verso alla sua non lusinghiera fama?  Più che una scommessa, questa è una specie di ultima spiaggia.