UCRAINA: ARRIVANO GLI AIUTI PER GLI ANIMALI

Sono tante le associazioni italiane che si sono mobilitate nelle ultime settimane per aiutare gli animali e i volontari in Ucraina. Tanti i primi traguardi raggiunti, ma il lavoro da fare è ancora molto.

APPROFONDIMENTO
Chiara Grasso*
UCRAINA: ARRIVANO GLI AIUTI PER GLI ANIMALI

Sono tante le associazioni italiane che si sono mobilitate nelle ultime settimane per aiutare gli animali e i volontari in Ucraina. Tanti i primi traguardi raggiunti, ma il lavoro da fare è ancora molto.

La guerra in Ucraina non conosce differenze di specie ed oltre alle vittime umane, anche tantissimi animali stanno subendo le conseguenze delle atrocità belliche. Animali abbandonati durante la fuga, lasciati indietro o periti sotto ai bombardamenti. Per fortuna, però, le associazioni umanitarie e animaliste di tutto il mondo si sono attivate per aiutare e contribuire alla sopravvivenza di animali e volontari rimasti in Ucraina.

Negli ultimi giorni, ad esempio, è partito il primo carico di medicinali a uso veterinario per l’Ucraina, grazie alle sinergie strette da Fondazione Cave Canem, che ha attivato una raccolta fondi dedicata ad aiutare gli animali vittime del conflitto. Sono stati messi a disposizione 10 mila euro per sostenere associazioni ed organizzazioni impegnate nelle zone direttamente interessate dal conflitto e per dare ospitalità e assistenza ai cani e ai gatti che verranno accolti in Italia o in altri paesi presso i quali operano enti partner della Fondazione. Il piano di interventi ha ottenuto l’appoggio di associazioni internazionali, tra cui Fridays for Future. Grazie in particolare al sostegno arrivato da Linkem Italia e Petrone Group è stato possibile organizzare l’accoglienza dei primi animali domestici in Italia e l’invio dei farmaci a uso veterinario in Ucraina, dove ormai è diventato quasi impossibile trovarne.

“Siamo in contatto con i nostri partner internazionali, con l’Autorità per la sorveglianza e la protezione degli animali nella vicina Bulgaria, che potrebbe essere interessata dall’arrivo di animali in difficoltà e bisognosi di riparo, con la rete di canili rifugio di nostra fiducia e presenti in Italia” afferma Federica Faiella Vicepresidente della Fondazione “Aiuteremo chi è rimasto nel proprio paese ma anche chi sarà costretto a rifugiarsi in altri paesi, soprattutto in Italia” dichiara Mirko Zuccari, manager della fondazione “per loro stiamo predisponendo un sistema di accoglienza e supporto per cani e gatti che avranno bisogno di un riparo sicuro, di cure e dell’aiuto di professionisti che possano tranquillizzarli e aiutarli a superare il terrore di chi, come loro, è stato costretto a confrontarsi con l’orrore della guerra”

Il secondo intervento è pensato per gli animali rimasti in Ucraina: sia quelli ospitati nei canili, sia quelli che si sono rifugiati in ripari di fortuna con le proprie famiglie. Pronto a partire il primo carico di farmaci e materiali di consumo a uso veterinario destinati a USAVA (Ukrainian Small Animal Veterinary Association). “Reperire farmaci di vari produttori e inviarli velocemente sul luogo di utilizzo è da sempre la mission di Petrone group” afferma Raffaele Petrone, owner di Petrone Group “questa volta abbiamo messo a disposizione della Fondazione Cave Canem il nostro network per aiutare alcuni animali, quali cani e gatti, intrappolati anche loro nella morsa della guerra. E stiamo facendo lo stesso per farmaci e materiale medico per uso umano”.

Oltre a Cave Canem, anche OIPA International davanti a una tale situazione di emergenza, non è rimasta in disparte e si è subito messa in contatto con alcune delle sue associazioni leghe-membro presenti in Ucraina, tra cui l’associazione Happy Paw e KSPA Lucky Strand a Kiev, per riuscire ad avere informazioni costanti e quotidiane sulla situazione e sugli aiuti necessari agli animali presenti nei rifugi, nei canili e gattili e che, non potendo essere evacuati, sono rimasti in gran numero all’interno del paese. I volontari non hanno mai voluto abbandonare gli animali di cui da sempre si prendevano cura, anche rischiando la propria vita e seppur con risorse alimentari e beni di prima necessità altamente ridotti.

Anche la dott.ssa Natasha Mazur responsabile del canile municipale di Kiev e delle cliniche veterinarie della zona, in costante contatto con l’OIPA, non ha mai smesso di operare con la sua squadra recandosi di giorno in giorno nelle cliniche dove gli animali avevano maggiore urgenza e bisogno di aiuto. Grazie alla grande adesione alla raccolta fondi, l’OIPA è riuscita già a convogliare le prime donazioni ad alcune associazioni leghe membro presenti nei paesi confinanti (Romania, Polonia, Ungheria, etc.), come l’associazione Sava’s Safe Haven in Romania, lega-membro romena di Oipa, che ha ricevuto 15 mila euro di donazioni grazie alla raccolta fondi Emergenza Ucraina.  Il denaro è stato utilizzato per l’acquisto di cibo, trasportini ciotole, coperte, guinzagli, medicinali, integratori, pettorine e altri materiali necessari agli animali abbandonati o che stanno uscendo dai confini ucraini insieme ai loro proprietari. Sava’s Safe Haven offre anche i primi controlli veterinari e supporto nella compilazione delle documentazioni per tutti gli animali che arrivano.

Anche la LAV (Lega antivivesezione) è riuscita a portare in salvo tanti cani dalle zone di guerra, che ora sono stati presi in carico da diverse associazioni sul territorio lombardo che si occuperanno di trovare per loro un posto sicuro. Dopo 4 giorni di viaggio e tantissime difficoltà, i volontari sono riusciti a salvarli dal canile di Cerkasy, a sud di Kyiv, dove erano rimasti senza cibo né acqua. Una missione di 3.000 km, 3 confini attraversati per portare in salvo da morte certa 36 cani da un canile a sud di Kiev.

Lì sotto i bombardamenti però, è rimasto ancora Andrea Cisternino, il volontario italiano che gestisce un rifugio di 400 cani a Kiev, rimasto per giorni senza acqua potabile e cibo per lui, per gli animali e per gli altri volontari. “Si stanno muovendo tutti gli organi di Stampa per portare a tutti il messaggio di Andrea che, tramite noi, conferma il fatto che non lascerà il rifugio e i suoi animali. Chiede di trovare percorsi alternativi poiché da Kiev è tutto bloccato». A dirlo su Facebook è Anna Raimondi, membro dell’associazione Unitiperloro, di cui fa parte anche Andrea Cisternino, bloccato nel suo rifugio a Nord di Kiev. «Sono sempre senza cibo, l’acqua è del pozzo, non potabile, che viene fatta bollire. Comunque, la volontà è forte e non si molla!». Nei giorni scorsi, grazie alle centinaia di migliaia di condivisioni sui social e la mobilitazione in Italia, l’ambasciata italiana a Leopoli aveva fatto sapere di essersi attivata nonostante le difficoltà di raggiungere al momento quella zona. Ora si attende che il governo ucraino mobiliti la Croce Rossa locale e che chieda al comando russo che ha occupato la zona di permettere a un convoglio di portare i rifornimenti al rifugio.