UE E DEFORESTAZIONE: DALLA LEGALITÀ ALLA SOSTENIBILITÀ

Un segnale chiaro contro la distruzione di migliaia di ettari di foreste del pianeta. È il Regolamento proposto dalla Commissione europea che vieta l’importazione di alcuni prodotti da deforestazione.

AMBIENTE
Pamela Preschern
UE E DEFORESTAZIONE: DALLA LEGALITÀ ALLA SOSTENIBILITÀ

Un segnale chiaro contro la distruzione di migliaia di ettari di foreste del pianeta. È il Regolamento proposto dalla Commissione europea che vieta l’importazione di alcuni prodotti da deforestazione.

L‘Europa interviene a difesa delle foreste. E lo fa proponendo un Regolamento contro l’importazione di olio di palma, soia, cacao, caffè, legno e derivati, la cui espansione agricola minaccia sempre più il patrimonio forestale mondiale. Materie prime che l’UE acquisisce in notevoli quantità, e che ne fanno, dopo la Cina, il secondo maggiore importatore al mondo.

Lo stato dell’arte e la normativa in vigore

L’impatto della coltivazione di questi prodotti è allarmante: ogni anno vengono, ahinoi, distrutti circa 190.000 ettari di foreste nel mondo. Finora le misure di contrasto alla deforestazione hanno riguardato prevalentemente il legno e i suoi derivati. Risale al 2003 la pubblicazione da parte dell’UE del Piano d’azione FLEGT per contrastare il prelievo di legno illegale in diversi paesi produttori. Contestualmente all’epoca furono approvati due specifici Regolamenti per promuovere la legalità dei tagli boschivi e dei prodotti derivati e commercializzati in ambito comunitario, tuttora in vigore: nel 2005 quello sull’applicazione della normativa sulla governance e sul commercio nel settore forestale (Forest Law Enforcement Governance and Trade), comunemente conosciuto come FLEGT e nel 2010 il Regolamento dell’UE sul legno (European Union Timber Regulation), il cosiddetto EUTR. Quest’ultimo, in particolare, basato su procedure di due diligence per il contenimento e prevenzione dell’illegalità del legno e dei derivati commercializzati nell’UE, ossia contro la violazione delle normative vigenti nei paesi d’origine.

L’implementazione della normativa è tuttavia problematica, ostacolata da diversi fattori: la complessità dei processi industriali che coinvolgono diversi Stati, molti dei quali vittime di alti tassi di corruzione e la scarsa applicazione delle norme. Ciò ha comportato anche la difficoltà delle autorità degli Stati membri di controllare l’attuazione delle procedure di due diligence. Problemi a cui bisogna affiancare l‘instabilità socio-politica che non ha certamente facilitato l’iter di riconoscimento delle licenze attestanti la regolarità dei prodotti esportati.

Alla luce di tale scarsa efficacia di implementazione, le istituzioni europee si sono interrogate sull’opportunità di introdurre nuovi strumenti adeguati a combattere la degradazione delle risorse forestali, coinvolgendo in specifiche consultazioni pubbliche gli stakeholder, sempre più sensibili alla tutela del clima e dell’ambiente.

Il nuovo Regolamento: contenuto e contributo alla lotta alla deforestazione

La proposta di Regolamento dello scorso 17 novembre si potrebbe definire rivoluzionaria. Non si limita più a accertare la legalità del legno e derivati ma è finalizzata a prevenire l’importazione in Europa di alcuni alimenti prodotti in aree deforestate. Quali? La normativa si concentra in particolare su olio di palma, soia, carne bovina, caffè cacao e legno e derivati beneficiando delle lezioni e delle esperienze apprese dall’attuazione dell’EUTR, seppur aggiungendo alcune procedure. Pur permanendo ‘obbligo della due diligence ossia dell’attestazione della legalità del prodotto prima dell’acquisizione dello stesso, compaiono anche:

  • il deposito di una dichiarazione per confermare che il prodotto non ha contribuito alla deforestazione;
  • la raccolta dei coordinate geografiche (geolocalizzazione) dei terreni agro-forestali di origine;
  • il coinvolgimento delle Agenzie delle dogane degli Stati membri;
  • la pubblicazione del livello di rischio (basso, standard o alto) legato al paese d’origine.

Le aspettative sono incoraggianti: con la nuova regolamentazione entro il 2030 l’UE dovrebbe contenere la deforestazione indotta dall’importazione di tali prodotti sul suo territorio di oltre 70.000 ettari all’anno e, di conseguenza, il carbonio in atmosfera di oltre 30 milioni di tonnellate. A beneficio del clima e dell’ambiente e in linea con l’impegno preso dai leader mondiali alla recente COP26 dell’ONU sul cambiamento climatico di abolire la deforestazione entro il 2030.

“Elaborare e rendere disponibili strumenti e procedure necessari per la nuova “due diligence antideforestazione” costituirà non solo un obbligo morale ma un impegno quotidiano per Conlegno che continuerà a supportare le imprese italiane“, ha dichiarato Angelo Mariano, responsabile due diligence Legnok di Conlegno.

Impegno quotidiano, appunto. Il Regolamento da approvare, per sua natura vincolante e immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri, dovrà tradursi in fatti concreti per rendere l’approvvigionamento di materie prime sostenibile e rispettoso degli ecosistemi naturali.

Considerare le esigenze economiche e produttive delle aziende, ma allo stesso tempo il rispetto delle norme a difesa dell’ambiente è prioritario.  Rispondendo alle richieste dei cittadini di ridurre al minimo il contributo europeo alla deforestazione e promuovere un consumo sostenibile.