UE, PER BATTERIE PIÙ SOSTENIBILI E CIRCOLARI

L’ Unione Europea ha rivoluzionato le norme che regolano l’impiego delle batterie, nell’ ottica di maggiore sostenibilità e circolarità.

APPROFONDIMENTO
Domenico Aloia
UE, PER BATTERIE PIÙ SOSTENIBILI E CIRCOLARI

L’ Unione Europea ha rivoluzionato le norme che regolano l’impiego delle batterie, nell’ ottica di maggiore sostenibilità e circolarità.

Armonizzazione del settore delle batterie alle politiche di decarbonizzazione dell’Unione Europea.

Il Green Deal e le normative che regolano la decarbonizzazione all’ interno dell’Unione Europea interessano anche un settore, che secondo le aspettative, dovrebbe rappresentare da qui al 2030 e negli anni seguenti un punto di atterraggio di numerose politiche green realizzate dall’ Unione, vale a dire quello dell’ elettrico. È facile intuire quanto il percorso verso la sempre maggiore elettrificazione, non soltanto del parco mezzi in circolazione sulle strade, ma anche di numerosi settori economici, che in maggiore o minore misura necessitano del ricorso all’ impiego di batterie, senza dimenticare la vita di tutti i giorni (basti pensare per esempio agli smartphone, ai pc portatili e ai tablet), siano influenzati dalle loro prestazioni e dalla necessità di una sempre maggiore  produzione. Per questo è necessario normare con chiarezza tutti gli aspetti ad esso collegati, che vanno dall’  efficienza sotto l’ aspetto delle prestazioni e della sicurezza ma anche della raccolta, del riciclaggio e della seconda vita fino alle norme per gli utilizzatori finali. Normativa che deve essere aggiornata ed allinearsi con la legislazione sui rifiuti, sulla tutela ambientale e sulla salute umana con l’ obiettivo di ridurre l’ impatto ambientale generato dalle batterie.

Quante sono le tipologie di batterie

Le batterie come indicato dall’ Unione Europea sono di diverse tipologie :

Portatili (sigillate e di peso inferiore a 5 kg);  portatili di uso generale (batterie portatili con formati D, C, AA, AAA e 9 V); Batterie per mezzi di trasporto leggeri (LMT) (sigillate e di peso inferiore a 25 kg, progettate per fornire trazione ai veicoli a ruote, compresi i veicoli omologati della categoria L); Batterie per veicoli elettrici (progettate per fornire trazione ai veicoli ibridi o elettrici delle categorie omologate M, N e O); industriali (qualsiasi batteria progettata specificamente per uso industriale e qualsiasi altra batteria con un peso superiore a 5 kg escluse le batterie LMT, le batterie per veicoli elettrici e le batterie SLI).

Nuova normativa più attenta alla decarbonizzazione e alla circolarità

La nuova normativa sulle batterie entrata in vigore con l’emendamento del Parlamento Europeo del giugno 2023  ha modificato la direttiva 2008/98 e il regolamento 2019/2010 e abrogato la direttiva 2006/66. L’ obiettivo è l’ allineamento dei regolamenti sulle batterie, così da armonizzarli alle politiche dell’ Unione Europea, sempre più orientate nel solco della decarbonizzazione e della circolarità per raggiungere la fatidica data del 2030 ed essere in grado di affrontare le politiche green nel migliore dei modi.

Richiesta dell’indicazione dell’impronta di carbonio e aumento del tasso di riciclo

Le misure inserite nel regolamento richiedono che le batterie di veicoli elettrici e mezzi di trasporto leggeri nonché quelle industriali ricaricabili con capacità superiore ai 2 kWh siano dotate di un’ etichetta sull’ impronta di carbonio (Carbon Foot Print), calcolata come kg di biossido di carbonio equivalente per un kWh dell’energia totale fornita dalla batteria durante la sua vita utile prevista;  Per ottemperare alla richiesta di sempre maggiore circolarità viene inserito l’ aumento del tasso di riciclo delle batterie portatili, la cui percentuale dovrà passare dal 45%  per l’ anno in corso, al 63% nel 2027 e al 73% nel 2030, mentre per quelle dei mezzi di trasporto leggeri dovrà attestarsi al 61% entro il 2031.

Ridurre l’ impiego di materie prime critiche e creare un mercato europeo per il loro approvvigionamento

La progettazione dovrà prevedere l’ ottimizzazione delle prestazioni, la durabilità, la sicurezza e la riduzione dell’ impronta ambientale. È necessario stabilire requisiti per la sostenibilità delle batterie industriali superiori ai 2 kWh per i mezzi di trasporto leggeri e per i veicoli elettrici. Sostenibilità ambientale/sociale anche per i materiali, tra questi piombo, mercurio, cadmio, nichel, litio, senza i quali le batterie sarebbero inutilizzabili, ma che l’ Unione spinge verso una loro riduzione in quanto ritenuti nocivi per la salute umana e per l’ elevata impronta di carbonio prodotta. L’approvvigionamento è garantito solo da alcune zone del pianeta, dove le materie sono presenti naturalmente ma la cui estrazione è causa di insostenibilità sociale, a causa dello sfruttamento delle popolazioni locali. Per ciò è necessario che l’ Europa istituisca un mercato interno oltre all’ individuazione di siti di produzione. Le batterie dovranno essere corredate da una documentazione sulla percentuale dei vari elementi presenti recuperata da rifiuti della fabbricazione delle stesse o dai rifiuti post consumo e sulla percentuale di piombo.

Nell’ottica di incrementare questa produzione interna in Francia, precisamente a Douvrin, è sorta la prima gigafactory in Europa per la produzione di batterie per veicoli in grande quantità, la costruzione di due strutture simili è prevista anche in Italia, precisamente a Scaramagno vicino Torino e a Termoli in Molise.

Per favorire la circolarità delle materi prime e per far fronte alla loro non sempre semplice disponibilità sarà necessario il recupero dei suddetti materiali, in particolare il 50% del litio entro il 2027 e l’ 80% entro il 2031, mentre per cobalto, rame, nichel e piombo le percentuali dovranno raggiungere il 95% al 2031. Ma non finisce qui, sempre entro il 2030 sarà necessario che il 16% del cobalto, l’ 85% del piombo, e il 6% per litio e nichel siano recuperate, mentre per il 2013 le percentuali saliranno al 26% per il cobalto, 85% per il piombo, 12 per il litio, 15 per il nichel.

Dotazione di un passaporto elettronico e sviluppo della due diligence

Inoltre le batterie dovranno essere accompagnate dal Battery Pasport, documento in formato elettronico dove vengono contenute informazioni tra produttori, utilizzatori finali e operatori addetti al riciclo, fornisce informazioni riguardanti la carbon footprint dei processi produttivi delle batterie e ne consente la tracciabilità. Le informazioni dovranno riguardare il nome del fabbricante, la denominazione commerciale, la tipologia, i vari identificativi, il modello, la data di fabbricazione e quella data di immissione sul mercato; composizione chimica, sostanze contenute, materie prime riciclate, informazioni sulle possibilità di riparazione e smantellamento,  possibile destino a fine vita (trattamento, riciclaggio, recupero).

Da Maggio 2025, tutti gli operatori economici che immettono batterie sul mercato europeo dovranno sviluppare e attuare una cosiddetta “Due Diligence Policy” (Dovere di Diligenza) una documentazione sulle  strategie e le misure attuate per valutare e affrontare i rischi sociali e ambientali legati all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio di materie prime e materie prime secondarie necessarie per la fabbricazione di batterie.