UN ABBRACCIO PUÒ SALVARE UNA VITA

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

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Stefano Grifoni
UN ABBRACCIO PUÒ SALVARE UNA VITA

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

Dottore stanno arrivando due persone per  trauma”.  “ Sappiamo se sono in codice rosso?” chiese il medico di turno. “Per il momento non sembra  così dice la centrale operativa” rispose l’infermiere.  Dopo pochi minuti arrivò in pronto soccorso l’uomo coinvolto nell’incidente  accompagnato dall’ambulanza. Non entrava nemmeno sulla barella  da quanto era grasso. L’infermiere lo guardò esprimendo solo con  l’espressione del viso una franca disapprovazione.

“ Peso circa  130 kg. Ho cercato di fare tutte le diete possibili” disse Giacomo “ma non sono mai riuscito a dimagrire.”  “Cosa mi è successo?”  “Come è possibile che non ha visto la macchina mentre attraversava la strada?” chiese il dottore. “Stavo camminando lungo il marciapiede poi volevo attraversare la strada. Ho sentito ad un tratto la frenata di una macchina e un qualcosa che mi ha dato una spinta violenta in avanti e mi ha fatto perdere l’equilibrio. Mi sono fermato  abbracciando una signorina che passava di là”. “Appunto dottore la signorina come sta?” “Quale signorina?, Non l’hanno portata da lei?”,   chiese Giacomo.

“Per il momento non mi sembra, devo informarmi un attimo”. “Le fa male qui in fondo al torace?” chiese il dottore. “Sì, molto male e anche a livello lombare è lì che la macchina mi ha tamponato” rispose Giacomo.  Il dottore lo visitò con difficoltà perché Giacomo non riusciva a stare nemmeno sulla barella da quanto era grasso.  Il dottore richiese le radiografie del torace, dell’anca a destra e del rachide lombare e si allontanò. Appena uscito dalla stanza visite fu chiamato dall’infermiera di turno. “Dottore sta arrivando una ragazza giovane di 23 anni coinvolta in un incidente”.  Sandra arrivò dopo pochi minuti e le sue condizioni apparvero subito serie.  Aveva un importante trauma cranico e un trauma toracico da schiacciamento.

“Buonasera signorina come è successo?” chiese il dottore. “Dottore è venuto qui un signore molto grasso coinvolto in un incidente stradale o meglio tamponato da una macchina?”  “Sì, ho visitato un signore di circa 60 anni piuttosto robusto. Perché me lo chiede lo conosce?” “Sta bene?” chiese Sandra.  “A parte la difficoltà a visitarlo da quanto è grasso va tutto bene. Non credo ci siano cose importanti, comunque sono ora in corso gli accertamenti radiologici”.  “Dottore quel signore l’ho salvato io”. “Salvato?  Per quale motivo signorina?”, Sandra stava per rispondere quando il medico fu chiamato nella stanza accanto dove si trovava Giacomo.

“Dottore mi è sembrato di sentire la voce di quella signorina che ha fermato la mia corsa mentre stavo cadendo rovinosamente. Si è fatta molto male?”  “Guardi Giacomo è venuta per un incidente stradale non credo sia quella persona che cerca lei”. “La riconoscerei visto che ci siamo trovati faccia a faccia” disse Giacomo.  “Come faccia a faccia ? Ma cosa sta dicendo, le ripeto la signorina è stata investita da un auto” disse il dottore. L’infermiera richiamò il medico nella stanza della signora arrivata da poco. “Ho un gran dolore alla testa e qui al torace l’urto è stato importante”. “Mi racconti, ancora non ho capito cosa le sia successo mi diceva prima che ha salvato una persona. Potrei sapere come sono andate le cose e come mai il signore che è qui accanto a lei sostiene che la conosce?”. “Se è un signore molto grasso  sicuramente mi conosce”. “Perché” chiese il medico “e cosa c’entra con il suo incidente?”. “Stavo andando a prendere la mia macchina quando ho sentito il rumore di una frenata e una botta secca… non ho capito cosa fosse successo, non sono riuscita nemmeno a voltarmi  perché  mi sono trovata in un vortice… credo di aver picchiato la testa per terra mentre rotolavo con qualcuno e ho perso coscienza… mi ricordo che non riuscivo a respirare come se avessi un peso enorme addosso”. “Anche lei a terra come se la macchina l’avesse presa in pieno…”. “Non la macchina dottore… ho veramente un mal di testa fortissimo e anche il torace mi fa molto male”.

Il medico smise di ascoltarla e dopo la visita richiese una tac urgente della testa e del torace. Ritornò da Giacomo perché l’infermiera lo informò che erano arrivate le risposte delle radiografie.  “Caro Giacomo le è andata veramente bene, ha solo ematomi ma nessuna frattura delle ossa.  È contento?”.  “Certo dottore sono preoccupato per la ragazza”.  “Ma chi è, mi dica la verità è la sua ragazza?” chiese il medico.  “No dottore è quella che mi ha salvato la vita. Quando la macchina mi ha tamponato… io non l’avevo vista nemmeno perché era un po’ buio, sono andato in avanti per diversi metri. Avevo perso  rovinosamente  l’equilibrio. Potevo cadere e fratturarmi tutte le ossa. Fortunatamente stava passando di lì un giovane donna dai capelli biondi. Dottore l’ho travolta e siamo rotolati insieme sulla strada ruzzolando abbracciati come due bambini, ma lei poverina è rimasta sotto il mio corpo. Ho visto che ha picchiato violentemente più volte la testa sull’asfalto mentre rotolavamo. Colpa mia dottore”.

“Mi faccia capire l’urto con la macchina lo ha scaraventato su quella signorina che attualmente si trova nella stanza accanto a questa”. “Si dottore è proprio così”. La tac della ragazza dimostrò la frattura delle ossa del cranio e delle fratture costali multiple. Aveva varie contusioni in altre parti del corpo. “Dottore mi dovrò operare?” chiese Sandra. “Non credo, ma dovrà rimanere in osservazione per qualche giorno” rispose il medico. “Il signore che mi ha investito come sta”, “Bene” rispose il dottore.  “Sono felice” disse Sandra. “Senza rendermene conto ho salvato con un abbraccio una persona”.