AVATAR PREVIENE LE MALATTIE CARDIACHE DEI GIOVANI

Lo ha creato l’azienda toscana QuestIT e viene sperimentato negli Stati Uniti. Un vero e proprio assistente a disposizione degli specialisti ospedalieri.

APPROFONDIMENTO
Susanna Bagnoli
AVATAR PREVIENE LE MALATTIE CARDIACHE DEI GIOVANI

Lo ha creato l’azienda toscana QuestIT e viene sperimentato negli Stati Uniti. Un vero e proprio assistente a disposizione degli specialisti ospedalieri.

Katherine è l’avatar conversazionale, il primo nel settore sanitario ad essere dotato di Large Language Model verticale e quindi in grado di comprendere e produrre alla perfezione il linguaggio medico, realizzato dall’impresa senese QuestIT, che da alcune settimane viene sperimentato al Massachusetts General Hospital di Boston.

Un vero e proprio assistente, un virtual twin a disposizione dei professionisti dell’ospedale per aiutarli a salvaguardare la salute cardiovascolare di bambini e adolescenti di età non superiore ai 18 anni da fattori rischiosi come l’ipertensione e il colesterolo alto.

“Katherine è un avatar donna, in grado di riprodurre il linguaggio umano, che dialoga con i pazienti che potrebbero essere a rischio di malattie cardiovascolari – spiega Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT –  per prima cosa ha analizzato le cartelle cliniche dei pazienti, identificando quelli da contattare perchè a rischio, a cui poi invia una mail. Chi risponde può iniziare un dialogo con lei, che ha l’obiettivo di capire quali problemi possano esserci. L’avatar, al termine del colloquio, compilerà una scheda da inoltrare allo staff medico, che valutato il quadro proporrà al paziente la terapia giusta”.

Ernesto Di Iorio
Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT

COME FUNZIONA

Questi giovani, identificati attraverso ricerche e analisi pregresse, hanno manifestato fattori di rischio per la salute del loro cuore come ipertensione a riposo, colesterolo alto e problemi legati al sonno. Il contatto con Katherine mira a comprendere le abitudini, soprattutto alimentari, e ad approfondisce le loro sfere sociali e psicologiche. Una volta cliccato il collegamento, si aprirà una schermata user-friendly con Katherine che li guiderà alla compilazione dei documenti in modo veloce e naturale. Una volta ultimato il processo, i dati verranno raccolti ed inoltrati ad un team di professionisti in carne ed ossa compost da cardiologi, nutrizionisti e psicologi. Questi, in base alle necessità dei diretti interessati, elaboreranno terapie su misura utili a migliorare il benessere generale dei diretti interessati.

Stiamo parlando di decine di migliaia di cartelle cliniche ‘lette’ da Katherine per selezionare i pazienti a rischio con cui avviare un dialogo a distanza, con modalità ‘umane’. “ L’ avatar sta facendo un lavoro che nessun altro avrebbe fatto, considerati i grandi numeri di pazienti che seguirà – specifica Di Iorio – si tratta di una tecnologia che aiuta nella prevenzione e di un servizio che crea un rapporto continuativo tra medico e paziente, per mezzo dell’acquisizione di informazioni. Un lavoro che il medico da solo non sarebbe in grado di fare e per il quale invece queste tecnologie sono di supporto”.

avatar Katherine
avatar Katherine

LE DICHIARAZIONI

“L’IA è il presente e sarà il futuro della medicina – afferma Oscar Benavidez, Capo della Cardiologia Pediatrica del Massachusetts General Hospital – Katherine ha un grande potenziale per essere un valido alleato nella lotta contro le malattie cardiovascolari, le quali, purtroppo, stanno diventando sempre più comuni anche nei giovani. Grazie a quest’innovazione all’avanguardia, orientata al Question & Answering, i professionisti in carne ed ossa dell’ospedale e i pazienti saranno in grado di dialogare con lo stesso avatar. Grazie proprio al continuo confronto, l’assistente virtuale sarà capace di creare report accurati partendo da un semplice insieme di documenti e file e di estrarre dati e informazioni utili da cartelle cliniche esorbitanti. QuestIt”.

Ulteriori indicazioni, più tecnologiche e legate al funzionamento dell’avatar Katherine, arrivano da Di Iorio: “Velocità, flessibilità e accuratezza, questi sono i vantaggi correlati all’uso di un digital human in un contesto operativo come quello sanitario. Katherine è un esempio molto interessante di come l’IA italiana stia crescendo e, soprattutto, attirando l’attenzione anche di grandi potenze globali, da cui siamo normalmente abituati ad acquistare soluzioni tecnologiche avanzate”.

Photo credits ufficio stampa QuestIT