UN BEL SORRISO COMINCIA DAI DENTI DA LATTE

Prendersi cura sin dall’infanzia della nostra dentatura significa occuparsi della salute della bocca anche per quando si diventerà adulti. Ecco i consigli degli esperti.

SALUTE
Cristina Nati
UN BEL SORRISO COMINCIA DAI DENTI DA LATTE

Prendersi cura sin dall’infanzia della nostra dentatura significa occuparsi della salute della bocca anche per quando si diventerà adulti. Ecco i consigli degli esperti.

La bellezza di un sorriso dipende da molti fattori, ma soprattutto dalla salute e dall’attenzione che riserviamo ai nostri denti. E non è mai troppo presto occuparsene.  Gli specialisti sottolineano che è molto importante prendersi cura dei fin dall’inizio dei dentini da latte e che questi non vanno affatto trascurati solo perché “poi tanto si perdono”. C’è allora un’età giusta per la prima visita odontoiatrica? E per il primo consulto ortodontico?  A queste e altre domande ci rispondono gli esperti di FaceXP associazione senza fini di lucro che riunisce medici dentisti che promuovono sul territorio nazionale una corretta cultura dell’ortodonzia e della salute della nostra bocca.  Le prime indicazioni da seguire sono:

  • la prima visita odontoiatrica dovrebbe avvenire fra i 12 e i 18 mesi di vita;
  • l’uso del ciuccio dovrebbe essere scoraggiato dopo i due anni perché potrebbe provocare problemi di malocclusione dentale;
  • la prima visita ortodontica dovrebbe avvenire entro i 7 anni di età.

Una maggiore consapevolezza dei problemi della bocca nelle diverse fasi della vita di un individuo consente di procedere a una opportuna diagnosi e terapia di alterazioni nella posizione di uno o più elementi dentali, prevenendo e curando il danno che queste provocano sulle funzioni della masticazione, respirazione e fonazione oltre che sull’estetica del viso.

“Alcune malocclusioni – spiega Valerio Maccagnola, Presidente di FaceXP  – si sviluppano come conseguenza di comportamenti errati (suzione del dito, del ciuccio o giocattoli) oppure in seguito a situazioni anatomiche particolari o ancora ad alterazioni funzionali come accade per problemi che  coinvolgono le vie aeree superiori  (adenoidi ipertrofiche, deviazione del setto nasale, diatesi allergiche con ipertrofia delle mucose nasali e dei turbinati). La prevenzione in età pediatrica contribuisce all’individuazione di eventuali problemi, che con il coinvolgimento dello specialista più indicato (logopedista, otorino-laringoiatra, allergologo, chirurgo maxillo-facciale, pediatra) consente di risolvere il problema alle sue primissime manifestazioni, con un impatto sostanziale sulla salute dell’individuo e un abbattimento dei costi necessari invece a intervenire in età adulta”.

Al compimento del primo anno di vita del bambino un primo esame odontoiatrico rivela possibili carie sui denti da latte, permette di prevenire l’insorgenza delle conseguenze di possibili alterazioni dentali e di impostare una corretta igiene orale. Intorno ai 5-6 anni il bambino inizia a cambiare i denti da latte: analizzare il piccolo paziente in questa importante fase di trasformazione, caratterizzata dalla prima coesistenza dei denti da latte e dei denti permanenti, consente un’analisi predittiva dell’evoluzione del suo sviluppo dentale, senza sovraesporlo a visite numerose e frequenti. Questo permette all’ortodontista di valutare la reale esistenza di un problema da monitorare e correggere e soprattutto di pianificare un programma individuale, studiato sulle specifiche esigenze del singolo bambino, e che definisca in anticipo quando questo deve cominciare e quanto è opportuno che duri.

Questa analisi deve avvenire entro e non oltre i 7 anni di vita, secondo le principali linee guida internazionali, fra cui l’American Association of Orthodontists, punto di riferimento per la comunità scientifica del settore. Fra le cattive abitudini da correggere, e che possono avere conseguenze sulla salute da adulti, ancora oggi si segnala in particolare l’uso protratto del ciuccio che recenti studi dimostrano possa avere ripercussioni sull’occlusione dentale, contribuendo all’instaurarsi di problematiche dentarie, scheletriche e funzionali.  “Sebbene le malocclusioni possano riconoscere diversi fattori causali e predisponenti – aggiunge Giorgio Iodice, Presidente di EBSO – European Begg Society of Orthodontics – è opportuno ricordare ai genitori e agli operatori sanitari l’indicazione a sospendere la suzione del ciuccio a decorrere dai due anni di età e sui possibili rischi dentali e scheletrici derivanti dal suo uso protratto in soggetti predisposti”.