UN DATABASE QUANTIFICA L’IMPATTO DELL’ UOMO SUL PIANETA

Si chiama Human Impact e quantifica l’impatto di tutte le attività antropiche sull’ambiente. È nato per sensibilizzare le persone sul peso che le nostre azioni hanno sull’ambiente.

AMBIENTE
Monica Riccio
UN DATABASE QUANTIFICA L’IMPATTO DELL’ UOMO SUL PIANETA

Si chiama Human Impact e quantifica l’impatto di tutte le attività antropiche sull’ambiente. È nato per sensibilizzare le persone sul peso che le nostre azioni hanno sull’ambiente.

Human Impact Database (HIDB), è nato dalla volontà di alcuni scienziati dell’Università di Stanford in California, per sensibilizzare le persone sul peso che le nostre azioni hanno sull’ambiente. Come hanno dichiarato questi ricercatori i cambiamenti climatici, l’ingente siccità e i tanti altri problemi che affliggono in questo momento il pianeta hanno reso necessario rendere fruibile a tutti una prova concreta del peso delle nostre azioni sul pianeta. HID ha quindi lo scopo di dare delle risposte concrete alle tante domande che, quando si è attenti a questo tipo di problematiche, ci si pone.

Come funziona HIDB

Questa particolare raccolta dati è consultabile all’indirizzo www.anthroponumbers.org/catalog  ed è divisa in cinque settori principali: acqua, energia, flora e fauna, cicli atmosferici e biogeochimici e territorio. Sono poi divise in altre 20 sottocategorie, più o meno, una per ogni attività. Da qui è possibile risalire ad un numero globale che la descrive, ad esempio il consumo totale se si tratta di una risorsa, ad esempio, o il livello di emissione totale nel caso di metano o anidride carbonica, e la percentuale di questo imputabile all’essere umano. Per alcuni degli impatti descritti è possibile visionare anche uno storico che mostra l’evoluzione nel tempo. Inoltre per ogni voce c’è la possibilità di sapere come è stato effettuato il calcolo. Non è un portale per addetti al lavoro ma utilizzabile da chiunque sia interessato, che si prepone di contribuire – scrivono gli scienziati – a un’alfabetizzazione collettiva sulla questione climatica e ambientale. Per questo, nel database ci sono anche circa 300 immagini e grafici che aiutano a visualizzare in maniera più semplice il significato dei numeri e il loro andamento nel tempo.

Qualche numero

Alcuni esempi di cifre che si possono trovare nel database sono la produzione globale di plastica (400 miliardi di chilogrammi ogni anno), il numero di animali a oggi estinti (762 specie) o l’innalzamento medio annuo globale del livello del mare (circa 3.4 millimetri ogni anno). Parlare di valori medi globali, comunque, non è esaustivo e tralascia moltissime informazioni utili. Per questo gli scienziati californiani hanno incluso anche stime riguardanti le diverse regioni e continenti, separatamente. La suddivisione rende conto del fatto che diverse società variano nelle preferenze alimentari e nello stile di vita, hanno diversi livelli di sviluppo economico, si affidano a risorse naturali diverse per costruire infrastrutture (legno o cemento), per generare energia (nucleare o carbone) e ospitano diverse industrie estrattive o inquinanti. I ricercatori rilevano anche che l’Asia domina per quanto riguarda il consumo idrico agricolo globale, utilizzando circa il 62% del totale, mentre il Nord America è in testa al prelievo idrico industriale. A livello pro capite, il Nord America è anche l’area che preleva più acqua per tutti gli usi: agricoli, industriali e domestici, e che emette più anidride carbonica, mentre nella produzione di CO2, l’Oceania e l’Europa sono al secondo e al terzo posto. Per quel che riguarda le emissioni di metano, invece, l’Oceania e il Sud America sono i maggiori emettitori, soprattutto a causa del numero di bovini, che in quelle regioni quasi pareggia il numero degli esseri umani e che produce questo potente gas serra attraverso la fermentazione enterica. Le disparità regionali sono evidenti anche nei mezzi di produzione di energia: per fare un esempio emblematico, pur consumando solo il 4% dell’energia totale, il Sud America genera circa il 14% dell’energia rinnovabile.